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Essilux, Milleri: “Su Banca Generali no a vinti né vincitori, aspettiamo il board”

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L’assise approva a larga maggioranza il bilancio e la cedola ma il presidente torna su Mediobanca: “Nagel sta cercando di cambiare il ruolo della banca e questo è apprezzato”
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MILANO – “È veramente difficile esprimere dei giudizi su una operazione della quale non abbiamo un minimo di dettagli”. Dopo l’assemblea di EssilorLuxottica, che approva a larga maggioranza il bilancio e la distribuzione del dividendo 2024 di 3,95 euro, l’ad Francesco Milleri ha commentato anche l’ultima operazione del risiko bancario italiano, quella dell’offerta pubblica di scambio di Mediobanca su Banca Generali. “Noi come Delfin siamo coinvolti in entrambe le parti con un investimento simile, per cui gradiremmo che questo tipo di operazioni non avessero né vinti né vincitori – ha aggiunto – daremo un giudizio dopo aver conosciuto la posizione del board Generali”. "Dobbiamo capire bene la notizia – ha detto anche Milleri, per adesso abbiamo solo un pezzo dell'informazione, ci manca altro. Quanto l'avremo voteremo e il nostro voto sarà sempre a sostegno delle aziende, del management e del piano industriale che porta valore”.

Milleri, numero uno di EssilorLuxottica è anche presiden…

MILANO – “È veramente difficile esprimere dei giudizi su una operazione della quale non abbiamo un minimo di dettagli”. Dopo l’assemblea di EssilorLuxottica, che approva a larga maggioranza il bilancio e la distribuzione del dividendo 2024 di 3,95 euro, l’ad Francesco Milleri ha commentato anche l’ultima operazione del risiko bancario italiano, quella dell’offerta pubblica di scambio di Mediobanca su Banca Generali. “Noi come Delfin siamo coinvolti in entrambe le parti con un investimento simile, per cui gradiremmo che questo tipo di operazioni non avessero né vinti né vincitori – ha aggiunto – daremo un giudizio dopo aver conosciuto la posizione del board Generali”. "Dobbiamo capire bene la notizia – ha detto anche Milleri, per adesso abbiamo solo un pezzo dell'informazione, ci manca altro. Quanto l'avremo voteremo e il nostro voto sarà sempre a sostegno delle aziende, del management e del piano industriale che porta valore”.

Milleri, numero uno di EssilorLuxottica è anche presidente di Delfin, l'holding della famiglia Del Vecchio che detiene il 19,8% di Mediobanca, il 9,9% di Mps e il 9,8% di Generali.

Milleri ha poi espresso un giudizio sulle ultime mosse dell’ad di Mediobanca Alberto Nagel: “Penso che alcune cose le abbia già fatte: sta cambiando forma della banca. Forse è stato un pò spinto a farlo ma questo è il compito degli azionisti finanziari che vogliono migliorare le perfomance: sta cercando di cambiare il ruolo della banca e questo è apprezzato”.

Tutto è rimandato all’assemblea del 16 giugno di Mediobanca: “Ci manca un pezzo d’informazione, Quanto l'avremo voteremo e il nostro voto sarà sempre a sostegno delle aziende, del management e del piano industriale che porta valore”. Interpellato su eventuali contatti con Donnet o Nagel sull'operazione Banca Generali,Milleri ha detto che finora non ce ne sono stati.

Visione di Del Vecchio e nuove diversificazioni

L’assemblea Essilux ha oggi approvato anche la retribuzione del presidente e ad Francesco Milleri (90,66% dei voti), e del vice ad Paul du Saillant (con il 92,1% dei voti). "Siamo un'azienda che non si limita a guardare al futuro, ma che vuole costruirlo - spiega Francesco Milleri, presidente e amministratore di EssilorLuxottica - Oggi celebriamo i risultati record e i successi di un gruppo, che è relativamente giovane”, essendo nato sette anni fa dall'unione tra la francese Essilor e la Luxottica fondata da Leonardo Del Vecchio.

Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio, controlla infatti il 32% del colosso mondiale dell’ottica quotato a Parigi. "Abbiamo scommesso su un'azienda digitale: il settore del wearable computer è il core business della società, stiamo entrando in una prospettiva completamente nuova – prosegue Milleri, che annuncia anche la diversificazione nella robotica - Stiamo seguendo la visione di Leonardo Del Vecchio, stiamo partendo dalle montature e dalle lenti ma possiamo andare molto più avanti: si apre un mercato, un'industria. Il nostro inizio è partito da un mercato, quello dell'ottica, piuttosto piccolo, che valeva circa 100 miliardi, mentre ora solo la nostra società vale 120-130 miliardi".

Oltre 100 mila dipendenti hanno investito sulle azioni del gruppo (circa un dipendente su due), un segno di fiducia anche nelle performance future della società, che è reduce da 15 trimestri consecutivi di crescita, con dividendi che in sei esercizi sono quasi raddoppiati (+94% da 2,04 euro dell’esercizio 2018 agli attuali 3,95 euro, con la possibilità di riceverlo in azioni invece che in contanti).

Nuove acquisizioni e investimenti in tecnologia

“'Fusioni e acquisizioni fanno parte del nostro dna. Abbiamo tanti dossier sul tavolo che sono piccoli, medi e grandi – risponde Milleri - Supreme è stato un ottimo deal sotto il profilo dell’investimento, ed è una piattaforma importante per parlare a un pubblico diverso, compreso tra i 14 e i 24 anni. Non dobbiamo dimenticare mai di riuscire a parlare con tutto il pubblico, oltre che realizzare i migliori prodotti possibili”.

Per questo insieme alle acquisizioni in nuovi segmenti, tra cui il med-tech, il gruppo continua a investire in tecnologia, software, piattaforme e nuove tecnologie digitali e per le immagini. ”Non abbiamo le risorse miliardarie dei colossi del tech, ma continuiamo a investire in tecnologia e ricerca - ha detto Milleri - Le nostre montature in futuro vi lasceranno le mani libere e uniranno i sensi, la vista e l'udito, dando la possibilità di gestire la vita quotidiana. In pratica i wearable computing, ossia gli occhiali intelligenti, sostituiranno i cellulari”.

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