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Milleri: “L’offerta di Nagel su Banca Generali non ostacola Mps”

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Il presidente di Delfin aspetterà il board di Generali ma apre all’ad di Mediobanca: “Sta cambiando l’istituto”
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MILANO – «L’Ops su Banca Generali? È difficile dare un giudizio. Non abbiamo tutti i dettagli sull’offerta. Come Delfin siamo coinvolti in entrambe le parti, Mediobanca e Generali, con un investimento più o meno simile. Gradiremmo che questo tipo di operazioni non avessero né vincitori né vinti».

Queste le parole di Francesco Milleri a margine dell’assemblea di EssilorLuxottica, nel suo ruolo di presidente di Delfin, la finanziaria della famiglia del Vecchio che oltre al colosso degli occhiali (32%) possiede il 19,7% di Mediobanca e il 9,8% di Generali, nonché il 9,9% di Mps.

Il giudizio sospeso

«Daremo un giudizio dopo aver conosciuto la posizione del board Generali - ha proseguito Milleri - Dobbiamo capire bene la notizia, per adesso abbiamo solo un pezzo dell’informazione, ci manca altro. Quanto l’avremo voteremo e il nostro voto sarà sempre a sostegno delle aziende, del management e del piano industriale che porta valore». Milleri esprime poi un giudizio positivo sia sull’ad di…

MILANO – «L’Ops su Banca Generali? È difficile dare un giudizio. Non abbiamo tutti i dettagli sull’offerta. Come Delfin siamo coinvolti in entrambe le parti, Mediobanca e Generali, con un investimento più o meno simile. Gradiremmo che questo tipo di operazioni non avessero né vincitori né vinti».

Queste le parole di Francesco Milleri a margine dell’assemblea di EssilorLuxottica, nel suo ruolo di presidente di Delfin, la finanziaria della famiglia del Vecchio che oltre al colosso degli occhiali (32%) possiede il 19,7% di Mediobanca e il 9,8% di Generali, nonché il 9,9% di Mps.

Il giudizio sospeso

«Daremo un giudizio dopo aver conosciuto la posizione del board Generali - ha proseguito Milleri - Dobbiamo capire bene la notizia, per adesso abbiamo solo un pezzo dell’informazione, ci manca altro. Quanto l’avremo voteremo e il nostro voto sarà sempre a sostegno delle aziende, del management e del piano industriale che porta valore». Milleri esprime poi un giudizio positivo sia sull’ad di Generali Philippe Donnet, sia su quello di Mediobanca, Alberto Nagel.

L’endorsment

«Sono professionisti che gestiscono questo business da anni- commenta Milleri - Philippe (Donnet ndr) è una persona che ha dimostrato di fare le cose correttamente, aspettiamo che ci spieghino le loro ragioni. Alberto (Nagel ndr) penso che alcune cose le abbia già fatte: sta cambiando forma della banca».

Ma non manca di ricordare che Delfin, su Mediobanca in passato ha mosso diversi rilievi «Forse Nagel è stato un po’ spinto a farlo - aggiunge - ma questo è il compito degli azionisti finanziari che vogliono migliorare le performance: sta cercando di cambiare il ruolo della banca e questo è apprezzato».

Piace anche a Siena

Inoltre per Milleri, se Mediobanca riuscisse a rilevare il 100% di Banca Generali un cambio del suo 13,1% del Leone, farebbe anche un’operazione gradita a Mps, che a gennaio ha lanciato un’Ops su Piazzetta Cuccia.

«L’offerta su Banca Generali non mi sembra un ostacolo al piano industriale di Mps - dice Milleri - l’ad Luigi Lovaglio ha illustrato un piano in cui la partecipazione di Mediobanca in Generali era quasi un elemento estraneo o di disturbo. Oggi avrebbe la possibilità di acquisire un’azienda più omogenea e strutturata che va dalla banca retail al credito al consumo con un leader nel risparmio gestito. Dal suo punto di vista è solo che positiva».

La possibile cessione

Ma l’obiettivo di Delfin, holding che amministra oltre 40 miliardi di partecipazioni industriali e finanziarie che fanno capo alla famiglia Del Vecchio, è solo quello di creare valore. Tra queste partecipazioni c’è anche il 2,7% di Unicredit, che prima o poi potrebbe essere ceduto. «Noi siamo gestori e non azionisti, quindi abbiamo un approccio da buon padre di famiglia- dice Milleri ricordando che in 3 anni la quota Unicredit -ha generato una plusvalenza infinita e quindi la prudenza dice che a un certo punto dovremo vendere e non rimpiangere».

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