La spesa farmaceutica cresce ancora e pesa come un macigno sul fondo che finanzia la sanità italiana. Aifa, l’agenzia del farmaco, ha appena fatto sapere che nel 2024 gli esborsi delle Regioni per i medicinali sono saliti di 1,5 rispetto al 2023 (+6,7%) arrivando a 23,2 miliardi. Aumenta anche il payback, cioè quanto devono restituire al sistema pubblico le aziende farmaceutiche, e raggiunge 1,8 miliardi. Si tratta di 200 milioni in più rispetto al 2023, che serviranno a ridurre solo in parte l’aumento totale della spesa, fino a 1,3 miliardi. Comunque, la cifra rappresenta un terzo dell’incremento del Fondo sanitario nazionale per il 2024. La spesa in più per i farmaci toglie risorse ad altre voci della sanità, come l’assistenza e il personale. Aifa, che ieri tendeva a minimizzare parlando di un “rallentamento della crescita della spesa per gli acquisti diretti negli ultimi mesi dell’anno”, è del resto sempre molto chiara nel dire che anche a causa dei nuovi e costosi farmaci che veng…
La spesa farmaceutica cresce ancora e pesa come un macigno sul fondo che finanzia la sanità italiana. Aifa, l’agenzia del farmaco, ha appena fatto sapere che nel 2024 gli esborsi delle Regioni per i medicinali sono saliti di 1,5 rispetto al 2023 (+6,7%) arrivando a 23,2 miliardi. Aumenta anche il payback, cioè quanto devono restituire al sistema pubblico le aziende farmaceutiche, e raggiunge 1,8 miliardi. Si tratta di 200 milioni in più rispetto al 2023, che serviranno a ridurre solo in parte l’aumento totale della spesa, fino a 1,3 miliardi. Comunque, la cifra rappresenta un terzo dell’incremento del Fondo sanitario nazionale per il 2024. La spesa in più per i farmaci toglie risorse ad altre voci della sanità, come l’assistenza e il personale. Aifa, che ieri tendeva a minimizzare parlando di un “rallentamento della crescita della spesa per gli acquisti diretti negli ultimi mesi dell’anno”, è del resto sempre molto chiara nel dire che anche a causa dei nuovi e costosi farmaci che vengono autorizzati non è possibile contenere i costi per il sistema pubblico.
I timori per il futuro
La crescita della spesa non si riesce a contenere e c’è grande preoccupazione per la tenuta del sistema sanitario. Da qui in avanti l’incremento del Fondo che finanzia la sanità è di un paio di miliardi all’anno. Se, come tutti si aspettano, la farmaceutica continuerà a correre allo stesso modo, c’è rischio che la spesa per i medicinali si “mangi” in futuro tutto l’aumento del Fondo sanitario. E infatti da più parti, cioè dai sindacati come dalle opposizioni, dalle Regioni come dalla stessa Big pharma, da tempo si chiede che vengano aumentate il le risorse destinate alla sanità. Come noto, tra l’altro, l’incremento del Fondo comunque non fa alzare il rapporto tra la spesa sanitaria e il Pil (sempre intorno al 6,4%, cioè ben più bassa di quella di altri Paesi europei). L’indicatore, spesso contestato dal governo, dimostra come in questi anni le risorse stiano realmente aumentando.
La questione payback
Le aziende farmaceutiche da tempo attaccano il payback, contro il quale fanno ricorsi praticamente tutti gli anni. Lo prevede una legge dove si chiede ai produttori di pagare la metà dello sfondamento del tetto per la spesa per i cosiddetti “acquisti diretti”, cioè per i farmaci che compra il sistema pubblico e distribuisce direttamente negli ospedali e in alcuni casi nelle farmacie. E’ questa, anche quest’anno, a sfondare il tetto per 3,6 miliardi di euro. All’industria spetta la metà della spesa, 1,8 miliardi. L’altra tocca alle Regioni. C’è poi la spesa per la cosiddetta “convenzionata”, cioè per i farmaci presi acquistati dalle farmacie e consegnati gratuitamente ai cittadini, dietro ricetta. Questa non sfonda il tetto (che sarebbe tutto a carico dell’industria). Anche per Big Pharma il 2024 è stato un anno nero e le prospettive non sono buone, visto l’andamento dei costi.
Aifa: “Succede così in tutti i Paesi avanzati”
Aifa ieri ha parlato di “rallentamento della crescita della spesa farmaceutica per gli acquisti diretti dei medicinali da parte delle Regioni”, forse per far apparire la situazione un po’ migliore di quello che è. Poi ha comunque detto che c’è stato uno sfondamento importante del tetto dei payback, appunto da 3,6 miliardi. Il direttore scientifico Pierluigi Russo ha praticamente sottolineato che secondo lui quello che avviene è ineluttabile e che ci vorrebbe una riforma di tutto il sistema. “L’andamento della spesa farmaceutica pubblica in Italia conferma il trend di crescita che rileviamo in tutti i Paesi avanzati e che sconta i costi sempre crescenti dell’innovazione – spiega – Come Agenzia stiamo utilizzando tutti gli strumenti per contenere questo aumento, velocizzando l’immissione in commercio di nuovi e meno costosi generici e rinegoziando il prezzo dei medicinali più datati, ma è chiaro che ciò non basta. E’ forse giunto il momento di rivedere l’intero sistema di governance della farmaceutica basato sui tetti di spesa”.