Economia

Borse e dazi, le news di oggi. Bce: “Eccezionale incertezza”. S&P taglia ancora le stime sul Pil

Borse e dazi, le news di oggi. Bce: “Eccezionale incertezza”. S&P taglia ancora le stime sul Pil
(reuters)
Pechino apre all’accordo con gli Usa, l’Ue studia una proposta. Sui mercati, Tokyo chiude in rialzo dell’1,03%, positiva l’Europa
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MILANO – I timidi segnali di apertura lanciati da Pechino su un possibile negoziato con gli Stati Uniti in tema di dazi bastano ai mercati per ripartire positivi. “Gli Stati Uniti di recente hanno preso l'iniziativa in numerose occasioni di trasmettere informazioni alla Cina, affermando che (sperano) di discutere con la Cina”, ha indicato il ministero del commercio a Pechino, aggiungendo che “la Cina lo sta attualmente valutando”. Tutta in rialzo l’Asia. con Tokyo che ha chiuso a +1,03%. Segno più anche in Europa con gli indici tutti proiettati al rialzo. L’effetto dazi però fa tagliare ulteriormente le stime sul Pil globale a S&P: frenano gli Stati Uniti, ma anche l’Italia.

Wall Street chiude in rialzo

Wall Street chiude positiva, dopo i risultati positivi sull'occupazione Usa e l'apertura della Cina ai negoziati sui dazi. Il Dow Jones guadagna l'1,39% a 41.317,43 punti, il Nasdaq sale dell'1,51% a 17.977,73 punti, mentre lo S&P 500 avanza dell'1,47% a 5.686,67 punti.

Borse europee tutte in positivo

Mercati azionari del Vecchio continente in chiaro rialzo: la Borsa migliore è stata quella di Francoforte, che ha chiuso con un aumento del 2,5%, seguita da Parigi in crescita del 2,3% e da Amsterdam salita del 2,2%.
Più caute Madrid e Londra, che hanno segnato comunque un aumento finale rispettivamente dell'1,2 e dell'1,1%.

Borse, Milano chiude in rialzo +1,92%

La Borsa di Milano chiude in rialzo la seduta grazie alle prospettive di negoziati tra Pechino e Washington. L'indice Ftse Mib segna nel finale di seduta un +1,92% a quota 38.327 punti. Sul listino bene le banche con Unicredit +3,24%, Mps +2,20%, Mediobanca +1,25%, Intesa +1,55%. Scattano gli industriali: Prysmian avanza del 6,30% in attesa della trimestrale che verrà pubblicata giovedì prossimo, Stellantis +2,95% e Leonardo a +5,13%. Bene anche St che avanza del +4,21% e Interpump a +5,19%. Perdono invece le utilities: Terna -1,28%, A2A -0,63%, Snam -0,75%. Tim sale dell'1,64% a 0,3537 euro per azione.

Canada, premier Carney: “Martedì da Trump”

Il premier canadese Mark Carney, vincitore delle recenti elezioni nel suo Paese, incontrerà Donald Trump alla Casa Bianca martedì prossimo. Lo ha annunciato lo stesso Carney.

Xbox, Microsoft aumenta il prezzo delle Xbox

Microsoft aumenta il prezzo in Europa delle console videoludiche Xbox Series X e Series S, così come di nuovi giochi e accessori. Lo ha confermato l'azienda, spiegando che dal 1 maggio, la Series S, più economica, costa 349,99 euro mentre la Series X parte da 549,99 euro.

Si tratta di un rialzo di 50 euro per entrambe, rispetto ai 299,99 richiesti per la Series S e ai 499,99 euro per la Series X. La decisione riguarda il mercato internazionale, dunque anche l'Europa, e arriva a distanza di qualche settimana dall'aumento dei prezzi della Sony PlayStation in Ue e nel Regno Unito di circa il 25%.

Trump: “Nessuna inflazione, Fed tagli i tassi”

"Non c'è nessuna inflazione, la Fed dovrebbe tagliare i tassi". Su Truth Donald Trump critica nuovamente la Federal Reserve chiedendo a Jerome Powell di proseguire con l’abbassamento dei tassi. "La benzina ha appena superato quota 1,98 dollari al gallone – scrive il presidente Usa – il prezzo più basso da anni, i prezzi dei generi alimentari (e delle uova!) sono scesi, così come quelli dell'energia e i tassi dei mutui, l'occupazione è forte e tante altre buone notizie, con miliardi di dollari che piovono dai dazi. Come ho detto, siamo solo in una fase di transizione, siamo solo all'inizio".

Wall Street apre positiva

Wall Street apre con il segno più, dopo i risultati positivi sull'occupazione Usa e l'apertura della Cina ai negoziati sui dazi. Il Dow Jones sale dell'1,12% a 41.208,16 punti, il Nasdaq avanza dello 0,92% a 17.873,42 punti mentre lo S&P 500 guadagna l'1,04% 5.662,33 punti.

Borsa, Milano +1,2%

Le borse europee proseguono in rialzo al giro di boa di metà seduta incoraggiate dal possibile avvio dei negoziati tra usa e Cina sui dazi, mentre la stagione delle trimestrali mette in evidenza il peso dell'incertezza a causa della guerra commerciale. La prima seduta del mese (dopo la pausa della festa dei lavoratori) è partita bene e procede in territorio positivo Milano (+1,2%), insieme a Parigi (+1,5%) e Francoforte (+1,8%) che al momento è maglia rosa. Positivi anche i future di Wall Street.

Effetto dazi, S&P: “Shock al sistema”

"Un cambiamento sismico e incerto nella politica commerciale degli Stati Uniti ha scosso i mercati, alimentando il timore di un rallentamento economico globale". Lo rileva l'agenzia S&P in un'analisi in cui aggiorna la view macroeconomica su effetto delle turbolenze innescate dai dazi Usa. "L'aumento delle tariffe all'importazione da parte degli Stati Uniti, le ritorsioni da parte dei partner commerciali, le concessioni in corso e la conseguente turbolenza dei mercati rappresentano uno shock al sistema, con impatti concentrati sulla fiducia e sulla formazione dei prezzi. L'economia reale ne sarà sicuramente influenzata, ma resta da capire in quale misura”, spiega l’agenzia.

S&P, i dazi frenano la crescita dell’Italia: +0,5% nel 2025

S&P taglia ancora le stime di crescita del Pil dell’Italia nel 2025. A causa dell’effetto dazi, l’agenzia americana aveva già ridotto le previsioni al +0,6%. La nuova analisi ferma a +0,5% la crescita del Pil italiano nell’anno in corso. Nel 2026 crescerà dello 0,8% (da +1%). In prospettiva s&p vede poi una crescita dello 0,9% sia nel 2027 che nel 2028. Rispetto a marzo, la stima per il 2027 è stata ridotta di un decimo mentre quella per il 2028 è rimasta invariata.

S&P, nuovo taglio alle stime del Pil globale

L'agenzia internazionale di rating S&P ha tagliato le stime del Pil globale a causa dei dazi americani. Calcolando solo quelli al 10%, prima tranche dei dazi reciproci, quelli specifici su auto, acciaio e alluminio, e quelli contro la Cina, in questo scenario il Pil globale crescerà del 2,7% quest'anno (contro il 3% precedentemente stimato) e del 2,6% l'anno prossimo. Negli Usa il taglio è dello 0,5%: quindi l'economia americana crescerà dell'1,5% quest'anno (contro il 2% precedentemente stimato) e dell'1,7% nel 2026. Nonostante la nuova previisone al ribasso, per ora l’agenzia non prevede recessione negli Stati Uniti.

Piazza Affari, seduta in rialzo

Dopo un avvio in rialzo, Piazza Affari prosegue in netto progresso in linea con le altre Borse europee, sostenuta dalla prospettiva di negoziati tra Pechino e Washington per trovare una soluzione alla guerra commerciale tra le due principali potenze economiche mondiali. L'indice Ftse Mib segna l'1,11% a 38.013,94 punti. Prosegue il ritmo sostenuto delle banche e degli industriali con Prysmian che avanza del 4,38% e Leonardo che guadagna il 3,43%. STM mette a segno il +2,49%. Male gli energetici: Tenaris cede l'1,36% e Terna l'1,16%, A2A lascia sul terreno lo 0,85% e Snam lo 0,83%.

Apple: “I dazi ci costeranno 900 milioni in più”

I dazi Usa potrebbero costare ad Apple 900 milioni di dollari: lo ha indicato l'amministratore delegato Tim Cook dopo la pubblicazione dei risultati del secondo trimestre, spiegando che il gruppo tech si aspetta circa 900 milioni di dollari di costi aggiuntivi nel trimestre in corso a causa della nuova politica tariffaria sulle importazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Petrolio: cala il prezzo

I prezzi del petrolio diventano negativi, mentre gli operatori hanno riequilibrato le posizioni in vista di una riunione dell'Opec+ e in un clima di scetticismo su una potenziale de-escalation della controversia commerciale tra Cina e Stati Uniti. I future sul Brent perdono lo 0,76% a 61,65 dollari al barile, quelli sul Wti cedono lo 0,88% a 58,73 dollari. Per la settimana i due benchmark sono sulla buona strada per un calo del 7%, la flessione settimanale maggiore in un mese.

Dazi, Bce: “Aumentano i rischi sui mercati”

"Il deterioramento del clima di fiducia nei mercati finanziari potrebbe determinare condizioni di finanziamento più stringenti, accentuare l'avversione al rischio e ridurre la propensione di imprese e famiglie agli investimenti e ai consumi". Così il bollettino economico della Bce n. 3 del 2025, che punta il dito anche sulle tensioni geopolitiche e le guerre in Ucraina e Medio Oriente. “Allo stesso tempo un incremento della spesa per la difesa e le infrastrutture contribuirebbe alla crescita", rilevano dall'Eurotower.

Dazi, Bce: “Eccezionale incertezza”

Le prospettive economiche sono offuscate da eccezionale incertezza". Così il il bollettino economico della Bce numero 3 del 2025. "Gli esportatori dell'area dell'euro si trovano ad affrontare nuove barriere agli scambi, la cui portata resta tuttavia poco chiara. Le turbative nel commercio internazionale, le tensioni nei mercati finanziari e l'incertezza geopolitica gravano sugli investimenti delle imprese", segnala la Bce. "Anche i consumatori, divenendo più cauti riguardo al futuro, potrebbero contenere la spesa", avverte l'Eurotower. Al tempo stesso, "l'economia dell'area dell'euro ha acquisito una certa capacità di tenuta a fronte degli shock mondiali ed è probabile che sia cresciuta nel primo trimestre del 2025, con il settore manifatturiero che ha mostrato segnali di stabilizzazione".

Istat: sale l’avanzo commerciale con extra Ue

A marzo 2025 l'avanzo commerciale con i Paesi extra Ue27 è pari a +5.958 milioni di euro (+5,77 miliardi nello stesso mese del 2024). Il deficit energetico (-3,86 miliardi) è di poco inferiore rispetto a un anno prima (-3,98 miliardi). L'avanzo nell'interscambio di prodotti non energetici, pari a 9,82 miliardi, è elevato e in lieve aumento rispetto a marzo 2024 (+9,75 miliardi). Lo rileva l'Istat diffondendo il dato sul commercio estero extra Ue a marzo.

Dazi, avvicinamento Pechino-Washington

Ft: “L’Ue ha una proposta per gli Usa”

Secondo il Financial Times, il commissario al Commercio Sefcovic avrebbe definito una proposta di accordo per Washington per il ritiro dei dazi reciproci: Bruxelles si impegnerebbe ad aumentare l’import dagli Usa per 50 miliardi di euro.

Bce: con i dazi la più alta ridefinizione del mercato dai tempi del Covid

Tra il 6 marzo e il 16 aprile 2025 i mercati finanziari dell'area euro sono stati "fortemente influenzati" dai dazi Usa. L'annuncio del 2 aprile "ha condotto alla più drastica ridefinizione dei prezzi delle attività finanziarie registrata sin dalla pandemia, in un contesto di accresciuta volatilità. La successiva sospensione di 90 giorni dei dazi nei confronti della maggior parte dei partner commerciali degli Stati Uniti ha rappresentato un alleviamento solo parziale": lo scrive la Bce nel bollettino economico di aprile. Nel complesso del periodo di riferimento, gli indici dei mercati azionari nell'area euro sono diminuiti dell'8,5%, spiegano gli esperti Bce. Le quotazioni azionarie delle società non finanziarie (Snf) sono diminuite del 9,4% e quelle delle banche del 7,9. Gli indici dei mercati azionari statunitensi sono diminuiti dell'8%, con cali del 9,9% per le banche e dell'8,3 per le Snf.

Le Borse europee aprono in rialzo

Avvio in vivace rialzo per le Borse europee, sostenute dalla prospettiva di negoziati tra Pechino e Washington per trovare una soluzione alla guerra commerciale tra le due principali potenze economiche mondiali.
A Francoforte il Dax sale dell'1,26%, a Londra l'indice Ftse 100 dello 0,82% e a Parigi il Cac40 avanza dellò1,45%. A Piazza Affari l'indice Ftse Mib segna +1,2%

Petrolio in lieve rialzo ma sotto i 60 dollari

Prezzi del petrolio in rialzo sui mercati asiatici, spinti dall'ottimismo per un possibile allentamento delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, i due maggiori consumatori di petrolio al mondo. I future sul Wti estendono i guadagni verso i 60 dollari al barile a 59,66 dollari (+0,66%) e quelli sul Brent a 62,5 dollari (+0,58%). La Cina ha dichiarato di stare prendendo in considerazione colloqui commerciali dopo le ripetute aperture dei funzionari di Washington, e da parte sua anche il presidente Usa ha segnalato possibili accordi con Pechino. Il sentiment rialzista è stato ulteriormente alimentato dalla minaccia di Trump di sanzioni secondarie sui paesi che acquistano petrolio iraniano. Nonostante questi guadagni, il petrolio è sulla buona strada per una perdita settimanale di circa il 5%, appesantita dai persistenti rischi commerciali, dai segnali di domanda più deboli a seguito della contrazione del Pil Usa e dal più netto rallentamento del settore manifatturiero cinese in oltre due anni.

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