ROMA – Anche Microsoft, come Sony e Nintendo, corre ai ripari per i dazi di Trump nel ramo videoludico e ritocca i prezzi delle sue console. La Xbox Series S, la più economica, dall’1 maggio passa da 299,99 euro a 249,99 euro (+16,67%), mentre il modello Xbox Series X aumenta da 499,99 a 549,99 euro (+10%). "Sappiamo che questi cambiamenti sono impegnativi e sono stati realizzati con un'attenta valutazione, considerando le condizioni di mercato e l'aumento dei costi di sviluppo". Lo scrive in una nota l’azienda annunciando gli aumenti.
La decisione riguarda il mercato internazionale, e quindi anche l’Europa e l’Italia. "Guardando al futuro, continuiamo a concentrarci sull'offrire più modi per giocare a più titoli su qualsiasi schermo e …
ROMA – Anche Microsoft, come Sony e Nintendo, corre ai ripari per i dazi di Trump nel ramo videoludico e ritocca i prezzi delle sue console. La Xbox Series S, la più economica, dall’1 maggio passa da 299,99 euro a 249,99 euro (+16,67%), mentre il modello Xbox Series X aumenta da 499,99 a 549,99 euro (+10%). "Sappiamo che questi cambiamenti sono impegnativi e sono stati realizzati con un'attenta valutazione, considerando le condizioni di mercato e l'aumento dei costi di sviluppo". Lo scrive in una nota l’azienda annunciando gli aumenti.
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La decisione riguarda il mercato internazionale, e quindi anche l’Europa e l’Italia. "Guardando al futuro, continuiamo a concentrarci sull'offrire più modi per giocare a più titoli su qualsiasi schermo e garantire valore ai giocatori", prosegue la nota. Negli Stati Uniti e in Canada, aumenterà il prezzo anche delle cuffie per la Xbox, mentre rimarrà invariato in Europa. Saranno coinvolti nei rialzi da Natale anche i nuovi videogame, e questa volta il Vecchio Continente non sarà esentato.
I rialzi di Sony e Nintendo
La decisione di Microsoft ricalca quella analoga presa da Sony per le sue Playstation qualche settimana prima, con un aumento del 25% sulle console vendute in Europa e nel Regno Unito. E anche Nintendo ha rivisto i calcoli sul cartellino da mettere alle console Switch 2 di prossima uscita.
Quello che Microsoft non scrive nel comunicato, ma appare scontato, è che a causare gli aumenti sono i dazi voluti e minacciati dalla presidenza Trump. Soprattutto sulla Cina, considerato che Foxconn, una multinazionale taiwanese, è uno dei principali produttori responsabili dell'assemblaggio in grandi stabilimenti situati a Shenzhen.
Xbox conferma che l'aumento dei prezzi non è retroattivo, quindi i titoli già nei negozi non dovrebbero subire modifiche. Quello sulle console non è l'unico aumento di prezzo per Microsoft, che da febbraio ha alzato il prezzo dell'abbonamento al servizio Microsoft 365 Family da 99 a 129 euro all'anno.