Calcio, i pirati da salotto. La beffa delle live TikTok
di Aldo FontanarosaIN SOTTOFONDO un rumore di piatti. Altre volte c’è un cane che abbaia dietro un po’ di bambini, scatenati in salotto. Gli adulti di casa invece hanno altro da fare.
Si improvvisano telecronisti nelle lingue più diverse: in una live si sente parlare in turco, in un’altra in filippino. In altre ancora il nostro palermitano o il friulano.
Ai quattro angoli del mondo, queste persone fanno la stessa cosa. Puntano lo smartphone, agganciato a un qualche supporto, verso il televisore di casa durante una partita di calcio (Serie A italiana e Champions incluse). Ma scelgono anche basket, hockey, football americano.
Al servizio del male
Eventi che ritrasmettono così al mondo – con tanto di esultanze sguaiate - attraverso un social. Fanno in pratica una live su TikTok. Sono dei Robin Hood, purtroppo al servizio del male, decisi a regalare lo sport a tutti. E spesso ci riescono.
TikTok vigila sul fenomeno delle trasmissioni illegali. Lo fa di sua iniziativa. Altre volte si muove su sollecitazione …
IN SOTTOFONDO un rumore di piatti. Altre volte c’è un cane che abbaia dietro un po’ di bambini, scatenati in salotto. Gli adulti di casa invece hanno altro da fare.
Si improvvisano telecronisti nelle lingue più diverse: in una live si sente parlare in turco, in un’altra in filippino. In altre ancora il nostro palermitano o il friulano.
Ai quattro angoli del mondo, queste persone fanno la stessa cosa. Puntano lo smartphone, agganciato a un qualche supporto, verso il televisore di casa durante una partita di calcio (Serie A italiana e Champions incluse). Ma scelgono anche basket, hockey, football americano.
Al servizio del male
Eventi che ritrasmettono così al mondo – con tanto di esultanze sguaiate - attraverso un social. Fanno in pratica una live su TikTok. Sono dei Robin Hood, purtroppo al servizio del male, decisi a regalare lo sport a tutti. E spesso ci riescono.
TikTok vigila sul fenomeno delle trasmissioni illegali. Lo fa di sua iniziativa. Altre volte si muove su sollecitazione delle tv, dei club, delle Leghe sportive – la parte lesa - che gli segnalano le live clandestine grazie a canali di denuncia immediata.
Così, nelle conversazioni in Internet, questi improvvisati cameramen lamentano di aver subito la sospensione del profilo sul social cinese, per 10 giorni, per un mese.
I consigli pratici
Ma l’oscuramento a dire il vero non li scoraggia, al contrario. I presunti Robin Hood condividono in Rete dei vademecum pratici che aiuterebbero ad aggirare i controlli, umani ed elettronici, di TikTok.
Qualcuno raccomanda di coprire con un panno il marchio dell’emittente televisiva che sta trasmettendo la partita, immaginando così di ingannare i sistemi di vigilanza dotati anche di algoritmi di osservazione visiva della live.
Altri invitano a trasmettere la gara, sì, ma non la pubblicità nell’intervallo perché TikTok reagirebbe subito, insospettito dagli spot. Altri ancora ad avere più profili attivi sul social, così da riprendere la live su un account di riserva appena il principale viene bannato.
Il brivido dell’inganno
Non è chiaro che cosa ci guadagnino questi pirati della domenica, se non il brivido perverso di aggirare le regole. Un brivido che li porta a condividere nelle dirette finanche partite che sono gratuite sulle tv sia tradizionali sia via Internet.
È il caso della finale di Copa del Rey che il Barcellona ha vinto contro il Real Madrid per 3 a 2, sabato 26 aprile. In Italia, ad esempio, l’evento era in chiaro; eppure decine di profili TikTok l’hanno trafugato, seguiti da migliaia di persone anche italiane. La messa in onda clandestina in molti casi è andata avanti senza intoppi fino a notte, supplementari inclusi.
Le dimensioni esatte del fenomeno non sono chiare. TikTok, certo, permette di trasmettere dal vivo una qualsiasi cosa - anche la corsa del proprio cane al parco - soltanto agli iscritti al social che hanno almeno mille seguaci sul profilo personale. Il numero garantisce una base di clienti e visioni non disprezzabile.
Gli utenti occasionali
E questa platea si allarga a dismisura a ogni diretta, quando i profili guadagnano di colpo centinaia, a volta migliaia di follower in pochi minuti.
Il Rapporto Fapav-Ipsos per il 2023 (l’ultimo disponibile) sostiene che l’Italia ha anche 12 milioni di utenti – ma occasionali - delle trasmissioni pirata. Sono persone che non hanno un abbonamento alle pay-tv illegali. Si limitano semmai a trafugare una partita quando capita a tiro. E tra loro ci sono anche alcuni clienti di TikTok.
Una cosa è certa. Né i cameramen improvvisati né gli spettatori rischiano niente. Intanto i pirati non vendono il servizio, lo regalano. E questa “generosità” e “filantropia” ne alleggerisce la posizione.
Le multe in arrivo?
Gli spettatori poi riescono a seguire le partite su TikTok appena si imbattono nella trasmissione, senza neanche cliccare il tasto di ingresso alla live. La loro visione illegale, sembra di capire, non è tracciata.
Il tema dell’impunità del presunto tifoso è una delle questioni centrali nella lotta alla pirateria mai come in queste settimane.
Davvero sono in arrivo qui in Italia le multe per le persone che più colpiscono gli interessi delle squadre e delle tv? La Guardia di Finanza ha veramente beccato chi ha attivato e pagato con carta di credito un abbonamento clandestino alle centrali criminali del pezzotto?
Pronte in 5 mila
A pensarlo non è un passante, ma il presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli. Il 10 aprile 2025 Simonelli è abbastanza preciso nella sua ricostruzione. Parla di 5mila multe pronte. Non tante, ma capaci di far cadere il principio che vede l’uomo comune al sicuro da guai.
E saranno intanto lievi (50 euro, l’importo minimo previsto dalla legge). Conterranno però l’avviso ai sanzionati che la recidiva procurerà un secondo colpo ben più doloroso, fino a 5mila euro. Simonelli spera anche che la Guardia di Finanza convocherà i multati nei suoi uffici perché abbiano l’esatta percezione di aver commesso un illecito.
Intorno alle parole di Simonelli sono fiorite le inevitabili leggende. Ci sarebbero anche nomi eccellenti della politica tra gli abbonati identificati dai finanzieri. Circostanza che avrebbe posto alla Fiamme Gialle qualche delicato problema diplomatico.
Gli insospettabili
Una cosa è certa: la pirateria intellettuale esiste eccome. Ne sono protagoniste personalità insospettabili che avrebbero le risorse per pagare un abbonamento regolare, eppure si divertono a usare il pezzotto.
Quando scatteranno, allora, le 5mila multe? A maggio, alle battute finali della Serie A, sembrerebbe. Sembrerebbe, certo. Altre volte, negli ultimi 15 mesi di lotta al calcio clandestino, le sanzioni sono state date per imminenti, senza poi arrivare.