Dazi Usa-Ue, la Commissione frena Sefcovic: la proposta non sblocca lo stallo con Washington
dal nostro corrispondente Claudio TitoBRUXELLES – “Non c’è un’offerta formale agli Usa sui dazi”. Nella guerra commerciale tra Europa e America lo stallo non è ancora superato. Ieri la Commissione Ue ha dovuto correggere l’intervista rilasciata al Financial Times dal Commissario al commercio, Maros Sefcovic, che annunciava la disponibilità ad acquistare beni per 50 miliardi l’anno - a cominciare dal gas liquido - al fine di raggiungere un’intesa.
Il punto è che già nelle settimane scorse la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, aveva messo sul tavolo del negoziato la possibilità di incrementare l’importazione di Gnl e di prodotti agricoli come la soia. Ma Washington aveva risposto molto negativamente. Per Donald Trump, infatti, l’Unione…
BRUXELLES – “Non c’è un’offerta formale agli Usa sui dazi”. Nella guerra commerciale tra Europa e America lo stallo non è ancora superato. Ieri la Commissione Ue ha dovuto correggere l’intervista rilasciata al Financial Times dal Commissario al commercio, Maros Sefcovic, che annunciava la disponibilità ad acquistare beni per 50 miliardi l’anno - a cominciare dal gas liquido - al fine di raggiungere un’intesa.
Il punto è che già nelle settimane scorse la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, aveva messo sul tavolo del negoziato la possibilità di incrementare l’importazione di Gnl e di prodotti agricoli come la soia. Ma Washington aveva risposto molto negativamente. Per Donald Trump, infatti, l’Unione dovrebbe incrementare gli acquisti non per 50 miliardi ma per 350 miliardi. Una cifra mostruosa che, infatti, al momento blocca il negoziato. Per di più lo stesso Sefcovic ha sottolineato che l’Ue non è comunque intenzionata ad accettare che la Casa Bianca mantenga le tariffe del 10%.
“Se ciò che consideriamo un problema nel deficit sono i 50 miliardi di euro – è la posizione del Commissario che si riferisce al disavanzo commerciale degli States -, credo che possiamo davvero risolvere questo problema molto rapidamente attraverso l’acquisto di Gnl e di alcuni prodotti agricoli come la soia o altri settori”.
Perché la Commissione ha smentito l’offerta agli Usa
Ma da Palazzo Berlaymont, è subito arrivata una puntualizzazione che ha il sapore di una bacchettata: “Dobbiamo essere molto chiari: al momento non è stata fatta alcuna offerta formale agli Stati Uniti. Una soluzione negoziata rimane il nostro chiaro e preferibile esito”. Il nodo si stringe sempre intorno alla stessa questione: non si può mettere sul tavolo una proposta che è già stata rifiutata. La mossa del rappresentante slovacco è apparsa come una manifestazione di debolezza che von der Leyen non vuole mostrare.
Anche perché al momento le posizioni restano distanti: l’obiettivo europeo è quello di azzerare i dazi, quello americano è di mantenerli. “Non c’è nulla di nuovo – ha spiegato il portavoce di von der Leyen -. Stiamo semplicemente ribadendo che ci sono settori in cui riteniamo di poter potenzialmente aumentare le nostre importazioni dagli Stati Uniti, e questo avrebbe anche l’ulteriore vantaggio di ridurre, in una certa misura, il surplus commerciale di merci di cui godiamo e che sembra essere una vera fissazione dall’altra parte dell’Atlantico”.
Insomma nessuno vuole scoprire le carte prima che la trattativa entri nel vivo. Tra l’altro a Bruxelles, hanno un’altra difficoltà: non è ancora chiaro quale sia il vero obiettivo di Trump. Non solo. I “mediatori” della Casa Bianca con cui si è confrontato lo stesso Sefcovic non avevano una delega piena da parte del Tycoon. E quindi ogni discussione appariva virtuale.
Gln, le richieste impossibili di Trump
Quando, poi, il presidente statunitense mette in campo la richiesta di aumentare gli acquisti di gas liquido fino a 350 miliardi, sembra puntare a boicottare qualsiasi ipotesi di accordo. Già adesso circa il 45 per cento di Gln consumato nel “Vecchio Continente” viene da Oltreoceano per un valore che supera i 50 miliardi di euro l’anno. E 350 miliardi di dollari è una cifra che equivale al totale di tutte le importazioni energetiche. Anche aggregando la domanda di tutti i 27 è un traguardo irraggiungibile.
Sul tavolo, dunque, l’Ue continua a piazzare tutte le possibili armi in grado di colpire gli Usa dal punto di vista commerciale. A cominciare dalla tassazione sul web e sulle Big Tech fino allo Strumento anticoercizione. E se Trump manterrà la parola data alla presidente della Commissione sabato scorso durante i funerali di Papa Francesco circa l’organizzazione in tempi brevi di un faccia faccia, allora von der Leyen vuole arrivare a quell’incontro potendo almeno idealmente brandire tutte le contromisure. Presentarsi disarmati, infatti, non è il modo migliore per dialogare con il presidente degli Stati Uniti.