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Salari adeguati all’inflazione e flat tax al 5% per gli under 30. Il segnale della Lega al governo

Matteo Salvini

 

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Il Carroccio pronto a depositare un disegno di legge sugli stipendi. Per i datori di lavoro esonero totale dei contributi previdenziali per tre anni se assumono a tempo indeterminato
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ROMA - La Lega lancia un segnale sui salari. A Giorgia Meloni, per fare presto. Al resto della maggioranza, affinché converga sull’accelerazione. Lo strumento è pronto: un disegno di legge. Sarà depositato in Parlamento al più tardi tra due settimane.

La spinta arriva da Matteo Salvini. Il leader del Carroccio è convinto che la risposta della premier alle critiche sugli stipendi bassi non basti. Non è sufficiente, quindi, dire che il governo ha cambiato rotta. Addirittura azzardato - sottolineano fonti del partito - sostenere che “i salari reali crescono”, come ha affermato sempre la presidente del Consiglio.

La traccia è un’altra. Fa da base al compito che Salvini ha affidato al sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon. Recita così: il …

ROMA - La Lega lancia un segnale sui salari. A Giorgia Meloni, per fare presto. Al resto della maggioranza, affinché converga sull’accelerazione. Lo strumento è pronto: un disegno di legge. Sarà depositato in Parlamento al più tardi tra due settimane.

La spinta arriva da Matteo Salvini. Il leader del Carroccio è convinto che la risposta della premier alle critiche sugli stipendi bassi non basti. Non è sufficiente, quindi, dire che il governo ha cambiato rotta. Addirittura azzardato - sottolineano fonti del partito - sostenere che “i salari reali crescono”, come ha affermato sempre la presidente del Consiglio.

La traccia è un’altra. Fa da base al compito che Salvini ha affidato al sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon. Recita così: il vero problema dell’Italia è rappresentato dai salari bassi, soprattutto quelli dei giovani. E questo - prosegue il ragionamento - nonostante il taglio del cuneo fiscale da 10 miliardi.

Ecco perché i leghisti premono. L’obiettivo è adeguare i salari all’inflazione e incentivare i rinnovi dei contratti nazionali. Per farlo si punta su un anticipo dell’aumento in busta paga che solitamente è agganciato al rinnovo. Un adeguamento fino al 2% annuo. In ambienti leghisti si fa questo esempio: in presenza di un contratto vigente, se l’inflazione sale al 4%, fino al 2% viene corrisposto subito come anticipo contrattuale, sotto forma di aumento del salario. La rivalutazione anticipata potrebbe implicare un adeguamento minore delle retribuzioni nel periodo successivo, a contratto rinnovato.

Nel disegno di legge ci sarà anche una misura per gli under 30. Al centro c’è il contratto a tempo indeterminato. Per incentivarne l’utilizzo, il datore di lavoro beneficerà, per tre anni, di un esonero del 100% dei contributi previdenziali. E nei primi due anni avrà la possibilità di "recedere dal contratto” corrispondendo al lavoratore tre mensilità.

I benefici per gli assunti con redditi fino a 40 mila euro: flat tax al 5%, per cinque anni. La tassazione agevolata sarà applicata ai nuovi contratti e a quelli a tempo che vengono trasformati in indeterminato, ma anche a chi rientra dall’estero, trasferendo la residenza in Italia. Secondo le stime del partito, sono 352 mila (di cui 132 mila laureati) i giovani che hanno lasciato il Paese negli ultimi dieci anni.

L’iniziativa del Carroccio deve misurarsi con gli umori di Fratelli d’Italia e FI. Il partito della premier punta sull’attuazione della delega sui salari. Manca il via libera del Senato: il ministero del Lavoro avrà poi sei mesi per scrivere i decreti legislativi. La proposta di Salvini? “Prima di fare ulteriori passaggi, mi auguro che si proceda con la delega”, replica il presidente della commissione Lavoro della Camera, Walter Rizzetto (FdI). Gli azzurri, invece, insistono sul taglio dell’Irpef per il ceto medio. Due punti in meno, dal 35% al 33%, per i redditi fino a 60 mila euro. Pressing sui tempi: quest’anno o da gennaio 2026.

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