Una persona su 4 a rischio povertà o esclusione sociale in Italia: la classifica dell’Eurostat
di Rosaria AmatoROMA – Quasi una persona su quattro in Italia, il 23,1% della popolazione, vive in uno stato di povertà, grave deprivazione o rischio di esclusione sociale. Una situazione di debolezza sociale e economica che va dall’impossibilità di permettersi un pasto regolare, o di riscaldare la propria abitazione, o di far fronte a una spesa imprevista, allo stato di bassa intensità lavorativa. Una quota superiore al 22,8% del 2022, e anche alla media Ue che, rileva Eurostat, per il 2024 è pari al 21%, 93,3 milioni di persone.
Poco sopra la media Ue anche la Germania, con 17,6 milioni di persone a rischio, pari al 21,1%, e la Francia, con circa 13,6 milioni di persone a rischio, pari al 20,5% della popolazione. I segnali di deprivazione, uniti ai salari ba…
ROMA – Quasi una persona su quattro in Italia, il 23,1% della popolazione, vive in uno stato di povertà, grave deprivazione o rischio di esclusione sociale. Una situazione di debolezza sociale e economica che va dall’impossibilità di permettersi un pasto regolare, o di riscaldare la propria abitazione, o di far fronte a una spesa imprevista, allo stato di bassa intensità lavorativa. Una quota superiore al 22,8% del 2022, e anche alla media Ue che, rileva Eurostat, per il 2024 è pari al 21%, 93,3 milioni di persone.
Poco sopra la media Ue anche la Germania, con 17,6 milioni di persone a rischio, pari al 21,1%, e la Francia, con circa 13,6 milioni di persone a rischio, pari al 20,5% della popolazione. I segnali di deprivazione, uniti ai salari bassi, spingono verso la povertà, un rischio verso il quale le donne sono più esposte degli uomini.
Italia al settimo posto, Bulgaria prima
Bulgaria (30,3%), Romania (27,9%) e Grecia (26,9%) hanno registrato le quote più elevate di persone a rischio di povertà o esclusione sociale nel 2024. Al contrario, Paesi Bassi, Slovenia e Repubblica Ceca hanno presentato quote inferiori al 16,0%. In questa classifica europea della povertà e della grave deprivazione l’Italia è settima, con 13 milioni e mezzo di persone.
Più a rischio giovani e disoccupati
Lo status lavorativo in tutta Europa pesa notevolmente sul rischio di povertà, che infatti si ferma al 10,9% per gli occupati e arriva al 66,6% per i disoccupati. Pesa anche la composizione familiare: oltre un quinto (21,9%) della popolazione dell'Ue che viveva in famiglie con figli a carico era a rischio di povertà.
I giovani tra i 18 e i 24 anni presentano un tasso più elevato di rischio (26,2%), mentre al contrario il tasso più basso riguarda gli adulti di età compresa tra i 25 e i 49 anni (19,2%). Inoltre, il rischio di povertà o di esclusione sociale era del 19,4% per le persone di età pari o superiore a 65 anni e del 20,8% tra la popolazione di età compresa tra 50 e 64 anni. Anche gli under18 presentano un rischio relativamente elevato (24,2%).
L’istruzione ha un ruolo positivo
Oltre all'età, spiega Eurostat, anche il livello di istruzione ha un impatto considerevole sul rischio di povertà o di esclusione sociale. A livello dell'Ue, più di un terzo (33,9%) di tutte le persone di età pari o superiore a 18 anni con un basso livello di istruzione sono a rischio rispetto al 10,2% delle persone della stessa fascia di età con un livello di istruzione terziaria (elevato). La percentuale per le persone con un livello medio di istruzione è del 19,3%.
I parametri della grave deprivazione
Ma cos'è la ‘grave deprivazione’ per l'Ue? A livello familiare tra i parametri ci sono la capacità di far fronte a spese impreviste, di permettersi di pagare per una settimana di vacanza annuale lontano da casa, di far fronte a arretrati di pagamento (su mutui o canoni di locazione, bollette, rate di acquisto a rate o altri pagamenti di prestiti), permettersi un pasto con carne, pollo, pesce o equivalente vegetariano ogni due giorni, tenere la casa adeguatamente al caldo, avere accesso a un'auto per uso personale, sostituzione di mobili usurati.
Salute, ai più ricchi il doppio delle detrazioni. E i lavoratori poveri under 30 sono 4 volte di più
A livello individuale: non avere una connessione Internet, non poter sostituire i vestiti logori con alcuni nuovi, avere due paia di scarpe adatte (incluso un paio di scarpe per tutte le stagioni), spendere una piccola quantità di denaro ogni settimana per se stessi, avere attività ricreative regolari, riunirsi con amici/famiglia per un drink/pasto almeno una volta al mese.
In Italia ci sono circa cinque milioni di persone che non riescono ad affrontare cinque delle 13 spese contenute in questo indicatore