Orsini: “I referendum contro il Jobs Act sono un salto nel passato”
di Valentina ConteROMA – Il presidente di Confindustria Emanuele Orsini boccia i referendum sul lavoro promossi dalla Cgil, in programma per l’8 e 9 giugno. Intervenendo alla trasmissione In Mezz'Ora su Rai 3, Orsini ha definito l’iniziativa «un salto nel passato», sottolineando come il Jobs Act sia «uno strumento che c’è da dieci anni e che sta funzionando bene, dando risposte concrete». «Oggi mancano 100.000 persone nelle imprese italiane – ha aggiunto – e stiamo facendo missioni all’estero per attrarre lavoratori. Tornare indietro sul Jobs Act significa non cogliere le vere urgenze del mercato del lavoro».
Salari e produttività
Sul fronte dei salari, Orsini riconosce che «si può sempre fare meglio», ma invita a evitare generalizzazioni: «Su 22 milioni di lavoratori, noi ne rappresentiamo 5,3 milioni». L’Italia, ricorda, negli ultimi vent’anni ha visto la produzione manifatturiera crescere solo del 20%, mentre Francia, Germania e Spagna sono cresciute del 40%. «Dobbiamo bloccare i contratti pirata e …
ROMA – Il presidente di Confindustria Emanuele Orsini boccia i referendum sul lavoro promossi dalla Cgil, in programma per l’8 e 9 giugno. Intervenendo alla trasmissione In Mezz'Ora su Rai 3, Orsini ha definito l’iniziativa «un salto nel passato», sottolineando come il Jobs Act sia «uno strumento che c’è da dieci anni e che sta funzionando bene, dando risposte concrete». «Oggi mancano 100.000 persone nelle imprese italiane – ha aggiunto – e stiamo facendo missioni all’estero per attrarre lavoratori. Tornare indietro sul Jobs Act significa non cogliere le vere urgenze del mercato del lavoro».
Salari e produttività
Sul fronte dei salari, Orsini riconosce che «si può sempre fare meglio», ma invita a evitare generalizzazioni: «Su 22 milioni di lavoratori, noi ne rappresentiamo 5,3 milioni». L’Italia, ricorda, negli ultimi vent’anni ha visto la produzione manifatturiera crescere solo del 20%, mentre Francia, Germania e Spagna sono cresciute del 40%. «Dobbiamo bloccare i contratti pirata e incentivare quelli di produttività – ha sottolineato – investendo in nuove tecnologie e infrastrutture».
Il nodo della sicurezza sul lavoro
In vista dell’incontro a Palazzo Chigi sulla sicurezza sul lavoro, Orsini ribadisce l’impegno di Confindustria: «Siamo pronti. Serve formazione, prevenzione e investimenti. Abbiamo 3 miliardi di avanzo Inail da utilizzare. Parlare di sicurezza solo dopo gli incidenti non è la via giusta».
Dazi e mercati internazionali
Sulle tensioni commerciali globali, Orsini avverte: «La guerra dei dazi non è positiva per l’industria italiana e genera grande incertezza. Veniamo da 25 mesi di calo della produttività». L’Italia, spiega, esporta per 626 miliardi con un surplus di 100 miliardi, e ha come primo partner commerciale gli Stati Uniti (41 miliardi di scambi). «Dobbiamo correre sul Mercosur, sull’America Latina, sull’India, sugli Emirati e sull’Arabia Saudita», dice il presidente di Confindustria. Sul rischio di concorrenza sleale dalla Cina, ammonisce: «Non possiamo assorbire senza limiti prodotti a basso costo senza considerare la responsabilità sociale».
Un piano industriale per il Paese
Guardando alle sfide future, Orsini rilancia la proposta di Confindustria al governo: «Serve un piano industriale per il nostro Paese. Dobbiamo rendere le imprese italiane più competitive». Due, in particolare, i fronti da rafforzare: «Il digitale, dove dobbiamo crescere molto, e il costo dell’energia che mette in difficoltà le aziende e crea problemi di competitività».