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Intesa Sanpaolo, conti da record. Messina: “Troppa confusione, restiamo fuori dal risiko”

L'ad di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina 

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La banca guadagna 2,6 miliardi nel trimestre, “il miglior avvio di annata nella sua storia”. L’ad: “I risultati ci confermano leader europeo”
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MILANO – Intesa Sanpaolo compensa la frenata dei margini da interesse con la crescita delle commissioni nel risparmio gestito, e chiude il primo trimestre del 2025 con 2,6 miliardi di euro di utile netto, +13,6% rispetto a un anno prima e più dei 2,4 miliardi attesi dalla media degli operatori. La maggiore banca italiana conferma le previsioni di un utile d’esercizio “ben superiore ai 9 miliardi di euro”, a fronte della “capacità di generare una solida redditività sostenibile – si legge in una nota – anche in un contesto di volatilità dei mercati e di tassi d’interesse in evoluzione”.

Messina: “Saremo leader in Europa grazie al potenziale interno”

Carlo Messina, amministratore delegato del gruppo confermato per un triennio dall’assemblea degli azionisti settimana scorsa, ha detto: “Questi risultati consolidano la posizione di Intesa Sanpaolo tra le grandi banche europee e ci confermano elemento di stabilità e sviluppo per il Paese. Abbiamo dato avvio all’anno con il nostro miglior ris…

MILANO – Intesa Sanpaolo compensa la frenata dei margini da interesse con la crescita delle commissioni nel risparmio gestito, e chiude il primo trimestre del 2025 con 2,6 miliardi di euro di utile netto, +13,6% rispetto a un anno prima e più dei 2,4 miliardi attesi dalla media degli operatori. La maggiore banca italiana conferma le previsioni di un utile d’esercizio “ben superiore ai 9 miliardi di euro”, a fronte della “capacità di generare una solida redditività sostenibile – si legge in una nota – anche in un contesto di volatilità dei mercati e di tassi d’interesse in evoluzione”.

Messina: “Saremo leader in Europa grazie al potenziale interno”

Carlo Messina, amministratore delegato del gruppo confermato per un triennio dall’assemblea degli azionisti settimana scorsa, ha detto: “Questi risultati consolidano la posizione di Intesa Sanpaolo tra le grandi banche europee e ci confermano elemento di stabilità e sviluppo per il Paese. Abbiamo dato avvio all’anno con il nostro miglior risultato netto di sempre nel primo trimestre, che corrisponde a un rendimento annualizzato del patrimonio netto (Roe) pari al 20%”. Il banchiere romano ha aggiunto: “Affrontiamo le sfide da una posizione di forza grazie a un modello di business resiliente, efficiente e ben diversificato. Il risparmio affidato da famiglie e imprese ha raggiunto circa 1.400 miliardi di euro, in crescita di 45 miliardi dal marzo 2024. Il nostro modello ben diversificato, la solidità patrimoniale e la forte capacità di generare reddito sono i pilastri del nostro successo. Siamo convinti che il potenziale già presente all’interno del gruppo confermerà la nostra banca leader in Europa nei prossimi anni”. Un’affermazione, quest’ultima, che sembra escludere un coinvolgimento di Intesa Sanpaolo nel risiko bancario italiano. Messina ha rafforzato questa convinzione parlando, nel pomeriggio, alla comunità finanziaria: “Qualche settimana fa avevo parlato di grande ‘casino’. E quel che vediamo oggi è un incremento di questa confusione sul mercato. Il che conferma la mia opinione: ovvero che è molto, ma molto meglio rimanere focalizzati sulla nostra strategia di crescita per linee interne, e sull'erogare risultati per gli azionisti”.

La lettura dei conti: meno interessi ma più commissioni

Guardando ai conti, il gruppo tra gennaio e marzo presenta ricavi in rialzo dello 0,5% a 6,79 miliardi, con i margini d’interesse che iniziano a frenare dato il calo dei tassi Bce (-8% nel trimestre), ma una crescita del 7% delle commissioni, e dell’1,5% dei proventi assicurativi e del trading. Sul fronte delle uscite, poi, l’efficienza operativa migliora ulteriormente, con un totale dei costi operativi in calo dello 0,5%, e la discesa del 4,3% degli accantonamenti su crediti, a fronte di un costo del rischio calato a 21 punti base (vuol dire che la banca mette a riserva 21 centesimi ogni 100 euro prestati).

Il tutto si traduce in un risultato corrente lordo di 3,96 miliardi (+0,7%), ma l’utile netto cresce ben di più (+13,6%) per la quasi scomparsa dei “tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario e assicurativo”, crollati da 257 del primo trimestre 2024 a 9 milioni a inizio 2025. Nel primo trimestre i “crediti verso clientela valutati al costo ammortizzato” sono scesi dell’1,2% a 414,8 miliardi.

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