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Panetta: “Con il protezionismo si mette a rischio il progresso”

(ansa)

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Il governatore della Banca d’Italia all’assemblea dell’Asian Development Bank. Giorgetti: “L’incertezza può ritardare gli investimenti e i consumi delle famiglie”
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MILANO Quel «dividendo della pace» che si chiama crescita economica «è messo seriamente a dura prova. In un periodo di crescenti tensioni e conflitti geopolitici, dobbiamo guardarci da pericolosi passi indietro che potrebbero mettere a repentaglio i risultati ottenuti a fatica negli ultimi decenni. La pace resta base imprescindibile del progresso». Sul palco parla il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta, in platea lo ascolta una foltissima rappresentanza - tra ministri e banchieri centrali - di quel continente asiatico che i dazi di Trump minacciano di colpire più di ogni altra parte del mondo. Non poteva certo immaginarselo, il governo italiano, che la prima riunione annuale della Adb, la Banca asiatica di sviluppo, organizzata nel nostro paese, sarebbe stata monopolizzata dalla paura di nuovi conflitti. Quelli commerciali, innanzitutto, scatenati dalla seconda amministrazione Trump; ma anche quelli più concreti che Panetta evoca nel suo discorso inaugurale.

L’elogio della…

MILANO Quel «dividendo della pace» che si chiama crescita economica «è messo seriamente a dura prova. In un periodo di crescenti tensioni e conflitti geopolitici, dobbiamo guardarci da pericolosi passi indietro che potrebbero mettere a repentaglio i risultati ottenuti a fatica negli ultimi decenni. La pace resta base imprescindibile del progresso». Sul palco parla il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta, in platea lo ascolta una foltissima rappresentanza - tra ministri e banchieri centrali - di quel continente asiatico che i dazi di Trump minacciano di colpire più di ogni altra parte del mondo. Non poteva certo immaginarselo, il governo italiano, che la prima riunione annuale della Adb, la Banca asiatica di sviluppo, organizzata nel nostro paese, sarebbe stata monopolizzata dalla paura di nuovi conflitti. Quelli commerciali, innanzitutto, scatenati dalla seconda amministrazione Trump; ma anche quelli più concreti che Panetta evoca nel suo discorso inaugurale.

L’elogio della globalizzazione

Panetta, presidente uscente del Consiglio dei governatori della Adb, tesse un elogio della globalizzazione tutt’altro che formale: «Le economie moderne sono profondamente interconnesse e l’apertura al commercio ha portato benefici sia ai Paesi avanzati che a quelli in via di sviluppo, riducendo le disuguaglianze e facendo uscire centinaia di milioni di persone dalla povertà estrema. Il protezionismo minaccia di vanificare questi risultati e di indebolire il tessuto stesso della prosperità globale». Di fronte a lui, tra i 5 mila partecipanti all’incontro milanese, molti sono quelli che rappresentano il successo della globalizzazione, visto che i paesi di quell’area generano due terzi del Pil mondiale: non solo la Cina, ma anche l’India, il Vietnam, la Corea. Ma proprio perché «l’Asia-Pacifico rimane la regione più dinamica dell’economia globale», che ha contribuito per circa il 60% alla crescita nel 2024, anche grazie alla sua posizione di forza nei semiconduttori, non soffrirà da sola. «I rischi - dice ancora il governatore - sono gravi per l’area Asia-Pacifico, ma interessano anche l’Europa, dove la domanda esterna svolge un ruolo cruciale nel sostenere la crescita. La prosperità di entrambe le regioni è profondamente interconnessa con i flussi commerciali globali e un contesto internazionale prevedibile». Ovvero tutto ciò che oggi sta traballando.

I timori di Giorgetti

Il vento che soffia da Washington ed è alimentato dai conflitti globali preoccupa anche il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti: «Il forte aumento dell’incertezza politica rischia di ritardare gli acquisti e gli investimenti delle imprese e i consumi delle famiglie». Per questo, dice, «abbiamo bisogno di azioni politiche forti e coordinate, comprese quelle volte a creare un ambiente commerciale più chiaro, stabile e prevedibile». A margine, Giorgetti incontra anche la ministra delle Finanze indiana Nirmala Sitharaman, sull’onda del buon feeling tra il governo di Roma e quello di Delhi.

Saranno numerosi gli incontri bilaterali, nell’appuntamento milanese che dura fino a domani. Anche per cercare di capire un quadro tutt’altro che sereno: «Siamo in un momento critico della storia, senza istruzioni predefinite, ma con solide basi da cui partire», dice il presidente della Adb, il giapponese Masato Kanda, e «l’incertezza non deve frenare l’azione, ma diventare un invito a essere più audaci, ad agire più rapidamente e a collaborare più strettamente che mai». Trump permettendo, naturalmente.

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