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Renzo Rosso: “Su Versace offerta simile a Prada”

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Il patron di Diesel: “Capri holding non ha scelto in base al prezzo” e si prepara all’Ipo: “Pronti per Piazza Affari”
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MILANO – Renzo Rosso presenta il bilancio di sostenibilità del gruppo Only The Brave (Otb) e non smette di pianificare lo sbarco a Piazza Affari. «Noi siamo prontissimi, quando i mercati saranno pronti ci quoteremo e penso che lo faremo a Milano – spiega il fondatore del gruppo che controlla marchi come Diesel, Margiela e Marni - Penso sia giusto quotarci per la trasparenza, la successione e per avere un’azienda ancora più solida». Del resto, con i mercati attuali, dove il lusso è sotto pressione, l’Ipo rischia di essere un boomerang; intanto sulla sostenibilità Otb non è seconda a nessuno: il 55% dei vertici è già rappresentato da donne e le emissioni 2024, calano del 31%. «Al signor Rosso non avere debiti e non aver soci - dice l’ad Ubaldo Minelli - dà una grande libertà anche nella scelta dei tempi».

MILANO – Renzo Rosso presenta il bilancio di sostenibilità del gruppo Only The Brave (Otb) e non smette di pianificare lo sbarco a Piazza Affari. «Noi siamo prontissimi, quando i mercati saranno pronti ci quoteremo e penso che lo faremo a Milano – spiega il fondatore del gruppo che controlla marchi come Diesel, Margiela e Marni - Penso sia giusto quotarci per la trasparenza, la successione e per avere un’azienda ancora più solida». Del resto, con i mercati attuali, dove il lusso è sotto pressione, l’Ipo rischia di essere un boomerang; intanto sulla sostenibilità Otb non è seconda a nessuno: il 55% dei vertici è già rappresentato da donne e le emissioni 2024, calano del 31%. «Al signor Rosso non avere debiti e non aver soci - dice l’ad Ubaldo Minelli - dà una grande libertà anche nella scelta dei tempi».

Staff tratta con Dsquared2, nuove acquisizioni in vista

Intanto la controllata Staff International – cuore produttivo dei marchi del gruppo ma anche di terzi - sta ricucendo il rapporto per la licenza Dsquared2, e studia nuove opportunità. «Stiamo guardando con attenzione alla Cina dove potrebbero esserci opportunità interessanti per i nostri negozi a gestione diretta – ha aggiunto Rosso – e continuiamo a monitorare eventuali acquisizioni, che vogliamo fare, solo se in linea con i valori di Otb». Come quella di Versace e Jimmy Choo, un processo a cui Otb ha partecipato – insieme a un partner industriale – e dove il gruppo Capri ha scelto di dare un’esclusiva a Prada.

«La scelta di Capri non è stata dettata da motivi di prezzo, la nostra valutazione non era troppo diversa – dice con amarezza Rosso - i motivi probabilmente sono altri». Anche se Rosso non è voluto entrare nel dettaglio, gli analisti si chiedono come mai di fronte a due offerte simili, il gruppo Usa non abbia cercato di massimizzare il prezzo.

Nuove efficienze sui costi in attesa dei dazi

Intanto, in attesa di conoscere la politica dei dazi, dopo un primo trimestre non brillante, Otb lavora per creare tutte le efficienze possibili sui costi. «Abbiamo fatto delle simulazioni sull’impatto delle tariffe per i nostri marchi, per i 42 negozi che abbiamo in Usa e per il canale wholesale – ha aggiunto Minelli – se le tariffe dovessero essere confermate, per neutralizzare gli effetti dei dazi dovremmo - a parità di volumi di vendita - aumentare i prezzi dell’8-9% ma non è detto che lo faremo». Infine in parallelo con la sostenibilità, la Otb Foundation continua con le sue iniziative.

«Solo nel 2024 abbiamo lanciato nuovi programmi, come l’orfanotrofio dedicato alle bambine di Kabul, portando avanti quelle già in essere come gli empori solidali– spiega Arianna Alessi, vice presidente della fondazione – siamo molto soddisfatti dei risultati e siamo orgogliosi della risposta dei dipendenti: 370 dei nostri addetti in Italia si sono candidati per fare volontariato per alcune iniziative della Otb Foundation, e in moltissimi ci chiedono di fare di più: si tratta di un bellissimo esempio di team building e di condivisione dei valori del gruppo»

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