PECHINO – Alleato più fidato Xi Jinping non poteva mandare in Svizzera a discutere con gli americani. Nel fine settimana a Ginevra sarà He Lifeng, vicepremier e zar dell’economia cinese, a incontrare il segretario al Tesoro Usa Scott Bessent per provare a mettere le basi di una de-escalation di questa guerra commerciale a colpi di dazi e ritorsioni che sta facendo molto male alle due superpotenze mondiali.Classe 1955, He e Xi si conoscono dagli anni ’80, quando erano entrambi giovani funzionari a Xiamen, nella provincia del Fujian.
Dottorato in economia conseguito presso l'Università di Xiamen, He ha fatto carriera nella provincia fino al 2009 - stessa provincia, il Fujian, dove Xi ha costruito la sua base di potere prima di fare il grande salto a Pechino - per p…
PECHINO – Alleato più fidato Xi Jinping non poteva mandare in Svizzera a discutere con gli americani. Nel fine settimana a Ginevra sarà He Lifeng, vicepremier e zar dell’economia cinese, a incontrare il segretario al Tesoro Usa Scott Bessent per provare a mettere le basi di una de-escalation di questa guerra commerciale a colpi di dazi e ritorsioni che sta facendo molto male alle due superpotenze mondiali.Classe 1955, He e Xi si conoscono dagli anni ’80, quando erano entrambi giovani funzionari a Xiamen, nella provincia del Fujian.
Dottorato in economia conseguito presso l'Università di Xiamen, He ha fatto carriera nella provincia fino al 2009 - stessa provincia, il Fujian, dove Xi ha costruito la sua base di potere prima di fare il grande salto a Pechino - per poi diventare quell’anno vice segretario del Partito comunista a Tianjin. Quando Xi sposò la sua seconda moglie, la famosa cantante Peng Liyuan, nel 1987, He era tra i pochissimi invitati che parteciparono al matrimonio. A Tianjin He viene ricordato per aver intrapreso una massiccia campagna di rinnovamento urbano e costosi progetti infrastrutturali che hanno lasciato la città, in realtà, con non pochi debiti a cui far fronte.
La carriera di He Lifeng
Anche prima di trasferirsi a Tianjin, He ordinò la demolizione di quartieri e villaggi alla periferia del centro storico di Xiamen per far posto a edifici moderni: una campagna che all’epoca gli valse il soprannome di “He Dachai”, ovvero “He il grande demolitore”. Dopo che Xi divenne leader del Paese alla fine del 2012, il segretario generale comunista portò l’amico He a Pechino a lavorare nella Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma - l’organo che redige i piani economici della Cina e ha uno stretto controllo sui grandi progetti di investimento - e gli diede il compito di supervisionare pure la Belt and Road Initiative, la Via della Seta.
A capo del potente organo di pianificazione della politica economica cinese dal 2017 al 2023, nel marzo di due anni fa He venne nominato vicepremier responsabile degli affari economici. Nell’ottobre dello stesso anno Xi lo nominò pure direttore dell'ufficio della Commissione centrale per gli affari finanziari ed economici del Partito comunista.
Già a febbraio di quest’anno He, responsabile per gli affari economici e commerciali tra Cina e Stati Uniti, ebbe una videochiamata con Bessent. “Entrambe le parti hanno riconosciuto l'importanza delle relazioni economiche e commerciali bilaterali e hanno convenuto di mantenere la comunicazione sulle questioni di reciproco interesse”, scrivevano all’epoca i giornali cinesi.Ora dovrà guidare questo primo tentativo di distensione commerciale con gli Stati Uniti.
Prove di dialogo Usa-Cina sui dazi
Per un accordo potrebbero volerci, però, mesi. Pechino ci tiene a sottolineare ancora una volta che sono gli Stati Uniti quelli più impazienti di avviare negoziati e che la richiesta di sedersi al tavolo viene da Washington, presentandosi così ancora in una posizione di forza. “Recentemente, la parte statunitense ha espresso la volontà di avviare un dialogo sui dazi attraverso diversi canali. Dopo un'attenta valutazione dei messaggi degli Stati Uniti, la Cina ha deciso di impegnarsi con la parte statunitense, tenendo conto delle aspettative globali, degli interessi nazionali e delle richieste dell'industria e dei consumatori americani”, ha affermato il portavoce del Ministero del Commercio di Pechino. Che ha messo in guardia contro “qualsiasi tentativo di utilizzare il dialogo come copertura per la coercizione o il ricatto” e ha sottolineato che “la Cina non cercherà di raggiungere alcun accordo a scapito dei propri principi”.
Pechino, misure di stimolo all’economia
Preoccupata per la propria economia e l’impatto della guerra commerciale con gli Stati Uniti, Pechino si muove sul fronte interno. La Banca centrale cinese ha annunciato un ampio pacchetto di misure. Come il taglio del coefficiente di riserva obbligatoria (cioè l'ammontare di liquidità che le banche devono detenere come riserva) di 50 punti base, liberando così circa 1.000 miliardi di yuan di liquidità a lungo termine. E quello del tasso di interesse di riferimento, il tasso di pronti contro termine a sette giorni, di 10 punti base.