ROMA – Il decreto Pubblica amministrazione è definitivamente convertito in legge con il voto favorevole del Senato. Palazzo Madama ha approvato il testo, già passato alla Camera il 23 aprile scorso, con 99 sì, 70 contrari e due astensioni. Il testo era blindato, senza possibilità di modifiche o emendamenti, dal governo che aveva apposto il voto di fiducia. La 84esima posta dalla maggioranza da inizio legislatura, come lamentato dalla senatrice Pd Susanna Camusso. Il provvedimento disciplina reclutamento e funzionalità delle pubbliche amministrazioni, su iniziativa della premier Meloni e del ministro della Pubblica amministrazione, Zangrillo, e doveva essere convertito in legge entro il 13 maggio.
Con le modifiche introdotte a Montecitorio e conf…
ROMA – Il decreto Pubblica amministrazione è definitivamente convertito in legge con il voto favorevole del Senato. Palazzo Madama ha approvato il testo, già passato alla Camera il 23 aprile scorso, con 99 sì, 70 contrari e due astensioni. Il testo era blindato, senza possibilità di modifiche o emendamenti, dal governo che aveva apposto il voto di fiducia. La 84esima posta dalla maggioranza da inizio legislatura, come lamentato dalla senatrice Pd Susanna Camusso. Il provvedimento disciplina reclutamento e funzionalità delle pubbliche amministrazioni, su iniziativa della premier Meloni e del ministro della Pubblica amministrazione, Zangrillo, e doveva essere convertito in legge entro il 13 maggio.
Con le modifiche introdotte a Montecitorio e confermate da Palazzo Madama, il dl risulta ora composto di 49 articoli suddivisi in tre titoli con misure in materia di assunzioni in diverse amministrazioni pubbliche e sulla disciplina del lavoro in diversi ambiti del pubblico impiego. Il provvedimento contiene inoltre previsioni volte al potenziamento delle capacità operative in relazione a vari ambiti della Pa.Tra le novità più rilevanti dopo il passaggio alla Camera lo stanziamento di 190 milioni di euro per incrementare le risorse destinate alle Amministrazioni centrali (attraverso i Fondi risorse decentrate), che permetterà un ulteriore aumento contrattuale di circa 50 euro mensili.
Salario accessorio, assunzioni e misure per i giovani
Nell’ambito del Dl Pa era arrivato anche lo sblocco al salario accessorio degli enti locali, che permetterà di erogare stipendi più alti di circa 300 euro al mese, ma solo a quegli enti locali che hanno i bilanci a posto. Una norma che, ha fatto notare l’Uncem, e anche una parte dei sindacati, è destinata ad ampliare le differenze anche tra gli enti locali stessi.
Il decreto convertito in legge prevede il 10% in più di assunzioni per gli enti locali, riservate ai giovani diplomati degli Its, con possibilità di stabilizzazione per favorire l’arrivo di professionalità tecniche nelle Pubbliche amministrazioni. Per rendere più attrattivo il lavoro pubblico per i giovani, si prevede la possibilità di stabilizzazione anche per chi è stato assunto per concorso con contratti di apprendistato e formazione lavoro, e per i precari Pnrr. Per riequilibrare gli organici arriva una procedura di mobilità volontaria per la copertura di almeno il 15% dei posti vacanti.
Gli esclusi
Si è escluso per le fondazioni lirico-sinfoniche la riduzione del turnover al 75%, ed è stata istituita la figura del dirigente di seconda fascia a tempo determinato presso conservatori, accademie e istituti di design. È stato esteso alle imprese italiane l'iter autorizzativo semplificato, già previsto per gli investimenti stranieri superiori al miliardo di euro. È stata istituita la figura del social media e digital manager nella pubblica amministrazione.