MILANO- Tim chiude il primo trimestre con ricavi e margini in crescita soprattutto grazie al Brasile ma avanza anche a livello domestico. Il debito che aumenta a 7.5 miliardi in attesa del perfezionamento della cessione di Sparkle (700 milioni) e dell’incasso della causa sul canone (un miliardo).
Ricavi a 3,3 miliardi e debiti a 7,5
Tra gennaio e marzo il gruppo guidato da Pietro Labriola ha registrato ricavi totali in aumento a 3,3 miliardi (+2,7%), un margine lordo rettificato dai leasing finanziari a 800 milioni (+5,4%) e il debito netto (sempre dopo I leasing finanziari) in aumento a 7,5 miliardi. A livello domestico i ricavi sono invece cresciuti a 2,2 miliardi (+1,6%) e il margine rettificato dai leasing a 0,4 miliardi (+4%); in particolare i ricavi di Tim Consumer sono sal…
MILANO- Tim chiude il primo trimestre con ricavi e margini in crescita soprattutto grazie al Brasile ma avanza anche a livello domestico. Il debito che aumenta a 7.5 miliardi in attesa del perfezionamento della cessione di Sparkle (700 milioni) e dell’incasso della causa sul canone (un miliardo).
Ricavi a 3,3 miliardi e debiti a 7,5
Tra gennaio e marzo il gruppo guidato da Pietro Labriola ha registrato ricavi totali in aumento a 3,3 miliardi (+2,7%), un margine lordo rettificato dai leasing finanziari a 800 milioni (+5,4%) e il debito netto (sempre dopo I leasing finanziari) in aumento a 7,5 miliardi. A livello domestico i ricavi sono invece cresciuti a 2,2 miliardi (+1,6%) e il margine rettificato dai leasing a 0,4 miliardi (+4%); in particolare i ricavi di Tim Consumer sono saliti a 1,5 miliardi (+0,3%) e quelli della divisione Enterprise a 0,8 miliardi (+4,5%). Quanto al debito, è salito dai 7,3 miliardi di fine dicembre a 7.5 miliardi per colpa della “stagionalità del capitale circolante” e di maggiori investimenti sostenuti a cavallo di fine anno, ma dovrebbe tornare a scendere nella restante parte dell’esercizio, in attesa dell’incasso dei proventi di Sparkle.