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Non ti vedo e non ti sento. Ecco perché il Wi-Fi sui treni non funziona mai

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La connessione sui vagoni di (quasi) tutto il mondo è pessima. Ecco perché non c’è collegamento e cosa dovrebbe succedere per migliorare la situazione
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ROMA – Sul treno da Milano a Roma c’è il tipico manager in viaggio per lavoro che cerca disperatamente di collegarsi a una riunione su Teams. Al suo fianco una mamma vorrebbe liberarsi dei figli per un paio d’ore, ma non riesce ad accedere a Disney Channel.

Sulla tratta che da Torino porta a Milano la condizione non è migliore. Per non parlare di quella da Roma a Bari. Il Wi-Fi sui treni è democratico: pessimo su tutte le tratte. Le compagnie ferroviarie pubblicizzano i vantaggi della connettività a bordo, ma per chi ci crede e si organizza di conseguenza, il solo risultato è di andare incontro a infinite frustrazioni. Il paradosso è che il simbolo sul portatile illude i viaggiatori che la connessione sia perfettamente funzionante. Il ch…

ROMA – Sul treno da Milano a Roma c’è il tipico manager in viaggio per lavoro che cerca disperatamente di collegarsi a una riunione su Teams. Al suo fianco una mamma vorrebbe liberarsi dei figli per un paio d’ore, ma non riesce ad accedere a Disney Channel.

Sulla tratta che da Torino porta a Milano la condizione non è migliore. Per non parlare di quella da Roma a Bari. Il Wi-Fi sui treni è democratico: pessimo su tutte le tratte. Le compagnie ferroviarie pubblicizzano i vantaggi della connettività a bordo, ma per chi ci crede e si organizza di conseguenza, il solo risultato è di andare incontro a infinite frustrazioni. Il paradosso è che il simbolo sul portatile illude i viaggiatori che la connessione sia perfettamente funzionante. Il che peggiora il senso d’impotenza.

Le sfide fondamentali

Cosa manca per un mondo ideale in cui il treno funzioni da ufficio ambulante o perlomeno permetta di godersi un film? Ci sono tre sfide fondamentali, spiega al Financial Times Federico Protto, responsabile delle operazioni italiane di Cellnex, il più grande operatore europeo di torri di trasmissione mobile. I treni viaggiano a velocità elevatissima (quasi 320 km/h per i servizi europei ad alta velocità), trasportano molte persone che richiedono tanta banda e ogni vagone metallico crea una sorta di “gabbia di Faraday”, difficile da penetrare per il segnale mobile. Mantenere connesse decine di persone su un treno che viaggia a 250 chilometri orari, magari in aperta campagna, tra le montagne o in galleria, non è semplice. Con l'espansione delle reti gli operatori di telefonia mobile si sono concentrati sulle aree urbane. E i treni, che traggono il loro Wi-Fi dal segnale mobile, attraversano zone rurali che hanno troppe poche antenne. Dopo aver lasciato la stazione di Londra St. Pancras – tanto per fare un esempio – anche il moderno Eurostar perde la connessione telefonica ben prima di entrare nel tunnel della Manica.

La necessità di più torri mobili

La soluzione prevede più torri mobili. Più si viaggia velocemente, più difficile è il passaggio di consegne da una torre all'altra. Cellnex calcola che una buona connettività sui treni ad alta velocità richiederebbe una torre per ogni chilometro di binario. Questo tiene conto di quanta larghezza di banda in più i passeggeri annoiati utilizzerebbero se potessero trasmettere in streaming a loro piacimento. A titolo di confronto, Sncf, la compagnia ferroviaria nazionale francese, afferma che il suo WiFi – che limita la quantità di streaming che i passeggeri possono trasmettere – si basa su una torre ogni 3 km.

La situazione in Italia

E in Italia? I Frecciarossa di Trenitalia sono stati tra i primi treni ad alta velocità in Europa a offrire una connessione Wi-Fi ai passeggeri, circa 15 anni fa. All’epoca non c’era il 5G e le reti cellulari avevano una scarsa capacità. Oggi la qualità della connessione è decisamente migliore ma rimangono alcuni problemi legati più al modo in cui sono fatte le reti mobili che ai treni stessi. Esistono diverse opzioni per espandere la copertura. Una possibilità, afferma Protto, è che un singolo operatore di telefonia mobile costruisca tutte le torri e che queste vengano convertite in Wi-Fi tramite un'antenna sul tetto del treno. L'altra possibilità è che, invece del Wi-Fi, tutti gli operatori di telefonia mobile sviluppino le loro reti 4G e 5G lungo le linee ferroviarie e che i passeggeri utilizzino principalmente questo servizio, non il Wi-Fi a bordo.

Cosa succede nel mondo

Da qualche parte del mondo le cose però funzionano. Su gran parte delle linee Shinkansen giapponesi, la copertura 5G è così buona che solo i turisti hanno bisogno del Wi-Fi. Icomera, che fornisce il Wi-Fi sui treni, ed è specializzata nella connettività per i trasporti e tra i partner di Trenitalia, ha sviluppato per esempio un sistema per gestire in contemporanea i segnali 3G, 4G e 5G da ripetitori diversi e di vari operatori, utilizzandoli per compensare i salti di connessione e rendere più stabile il servizio.

Come possono cambiare le cose

Ma chi dovrebbe pagare per cambiare le cose? La metropolitana di Londra ha implementato il 4G e il 5G, finanziati indirettamente dagli operatori di telefonia mobile del Regno Unito. Tuttavia, gli operatori europei potrebbero non voler pagare per costruire torri collegate da cavi in ??fibra ottica lungo l'intera rete ferroviaria. Le ferrovie italiane, ad esempio, si estendono per oltre 16.000 chilometri. C'è motivo per cui gli operatori ferroviari debbano pagare? Connessioni internet funzionanti potrebbero essere una manna per i viaggi in treno a lunga percorrenza. I dirigenti sarebbero molto più propensi a restare su un treno per quattro o cinque ore se sapessero che è come lavorare da casa. Ciò significherebbe poter partecipare in modo affidabile a riunioni di Teams, non solo poter utilizzare l'hotspot a intermittenza tramite il telefono.

Nel frattempo, Eurostar, il cui Wi-Fi si basa sul segnale 3G e 4G perché il 5G non è disponibile, afferma che il miglioramento del servizio è un "obiettivo" per quest'anno. In Germania, il governo sta promuovendo il "5G senza interruzioni" sulle ferrovie. Si inizierà con la tratta Amburgo-Berlino di 280 km, lungo la quale Deutsche Bahn prevede di installare 265 antenne 5G.

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