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Dazi alla Cina, Trump ci ripensa: “Vanno bene anche all’80%, dipende da Bessent”

(reuters)

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L’inquilino della Casa Bianca affida a Truth le sue valutazioni sull’imminente incontro in Svizzera tra il segretario al Commercio e il vicepremier cinese He Lifeng
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ROMA – “Ottanta per cento di tariffe alla Cina? Mi sembra giusto ma dipende da Scott B.”. Alla vigilia dell’incontro in Svizzera tra il segretario al Commercio Scott Bessent e il vicepremier cinese He Lifeng per aprire un negoziato sui dazi reciproci, Donald Trump apre a una rivisitazione delle tariffe. Tra febbraio e aprile è andata in scena una escalation tra la Casa Bianca, a colpi di rialzi di dazi sui prodotti importati dal Paese rivale. Gli Stati Uniti hanno imposto fino al 145% di maggiori oneri sui beni made in China. Ma ora il presidente americano si dice disposto a rivedere quella percentuale, e abbassarla di 65 punti, quasi la metà.

Non è l’unico pensiero che Trump affida al suo social Truth, mentre He e Bessent rivedono gli ultimi…

ROMA – “Ottanta per cento di tariffe alla Cina? Mi sembra giusto ma dipende da Scott B.”. Alla vigilia dell’incontro in Svizzera tra il segretario al Commercio Scott Bessent e il vicepremier cinese He Lifeng per aprire un negoziato sui dazi reciproci, Donald Trump apre a una rivisitazione delle tariffe. Tra febbraio e aprile è andata in scena una escalation tra la Casa Bianca, a colpi di rialzi di dazi sui prodotti importati dal Paese rivale. Gli Stati Uniti hanno imposto fino al 145% di maggiori oneri sui beni made in China. Ma ora il presidente americano si dice disposto a rivedere quella percentuale, e abbassarla di 65 punti, quasi la metà.

Non è l’unico pensiero che Trump affida al suo social Truth, mentre He e Bessent rivedono gli ultimi dettagli con i propri staff prima di affrontare un incontro delicato e difficilmente risolutivo. "La Cina dovrebbe aprire il suo mercato agli Usa: sarebbe un bene per loro. I mercati chiusi non funzionano più", scrive su Truth Trump.

Lo stesso presidente che ha ingaggiato una guerra commerciale a colpi di dazi che ha provocato una serie di contromisure, da Pechino a Bruxelles, e di cui si fatica a vedere la fine. Anche se rimane ottimista, soprattutto dopo la prima intesa con il Regno Unito: “Molte accordi commerciali in corso, tutti buoni – anzi ottimi!”

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