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Enel cresce nelle rinnovabili. Cattaneo: “Azienda più solida”

(ansa)

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La società elettrica archivia “il miglior trimestre di sempre” e si proietta verso l’obiettivo zero emissioni al 2040
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MILANO – Dopo sei trimestri consecutivi in crescita, Enel mette a segno quello «migliore di sempre». E adesso, più solida sotto il profilo finanziario e industriale, è nella posizione giusta per «cogliere le opportunità che emergono sul mercato». Parole dell’amministratore delegato Flavio Cattaneo.

Nei due anni in cui ha guidato l’azienda, il titolo in Borsa è cresciuto di oltre il 30%, portandosi a un massimo di 7,86 euro. Ai soci sono stati riconosciuti oltre 9 miliardi di euro in dividendi, che sommati all’andamento dell’azione proiettano la remunerazione complessiva oltre il 50%. «Decisamente migliore della media del settore in Europa», sentenzia Cattaneo.

Balzo dei ricavi in doppia cifra

Ma veniamo ai numeri. Al 31 marzo, i ricavi salgono del 13,6% a quota 22 miliardi, beneficiando delle maggiori quantità di energia elettrica prodotta e distribuita, oltre che della vendita di commodity sul mercato all’ingrosso. Il margine operativo lordo (Mol) e l’utile netto battono le stime de…

MILANO – Dopo sei trimestri consecutivi in crescita, Enel mette a segno quello «migliore di sempre». E adesso, più solida sotto il profilo finanziario e industriale, è nella posizione giusta per «cogliere le opportunità che emergono sul mercato». Parole dell’amministratore delegato Flavio Cattaneo.

Nei due anni in cui ha guidato l’azienda, il titolo in Borsa è cresciuto di oltre il 30%, portandosi a un massimo di 7,86 euro. Ai soci sono stati riconosciuti oltre 9 miliardi di euro in dividendi, che sommati all’andamento dell’azione proiettano la remunerazione complessiva oltre il 50%. «Decisamente migliore della media del settore in Europa», sentenzia Cattaneo.

Balzo dei ricavi in doppia cifra

Ma veniamo ai numeri. Al 31 marzo, i ricavi salgono del 13,6% a quota 22 miliardi, beneficiando delle maggiori quantità di energia elettrica prodotta e distribuita, oltre che della vendita di commodity sul mercato all’ingrosso. Il margine operativo lordo (Mol) e l’utile netto battono le stime del consenso, attestandosi rispettivamente a 5,97 miliardi e due miliardi.

Resta stabile il debito a quota 56 miliardi, grazie alla solida generazione di cassa che ha consentito gli oltre due miliardi di investimenti, il pagamento dei dividendi e l’acquisizione di 34 centrali idroelettriche in Spagna, pagate un miliardo. Il tutto senza gravare sulla posizione patrimoniale. Forte «dell’ampia visibilità sulla performance del gruppo», il management conferma la guidance 2025: un Mol ordinario compreso tra 22,9 e 23,1 miliardi e un utile netto ordinario tra 6,7 e 6,9 miliardi.

Scivola la produzione, sale la potenza installata

Sul fronte operativo, scivola leggermente la vendita di energia elettrica (63,8 terawattora) e di gas naturale (2,54 miliardi di metri cubi). Sale, invece, la potenza installata del gruppo, da 81 a 81,6 gigawatt, proprio grazie all’acquisizione delle centrali idroelettriche spagnole.

Quanto alla produzione di energia, il dato cala a 46,67 terawattora con la diminuzione di tutte e tre le fonti: nucleare, termoelettrica e rinnovabile. Quest’ultima sfiora il 70% del mix degli impianti totali, contro il 15% dell’atomo e il 17% del fossile.

Enel avanza verso l’obiettivo di zero emissioni al 2040, con una produzione green pari all’83,1% della generazione totale. Chiude il cerchio il trasporto di elettricità sulle proprie reti a media e bassa tensione: nei tre mesi sono transitati 117,1 terawattora, di cui 51,8 in Italia e 65,3 all’estero.

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