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Il governo rivedrà i subappalti. Disgelo sul lavoro con i sindacati

MELONI CON LANDINI E BOMBARDIERI

 

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La premier nomina Caldoro consigliere per le relazioni con le parti sociali. Previsti altri 5 tavoli, uno sul Pnrr con Foti. Dossier FdI contro Landini: “Smontiamo le sue balle”
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ROMA – Sindacati compatti per la prima volta da tanto tempo. «Incontro positivo», dicono tutti e tre i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil uscendo dopo quattro ore dalla Sala Verde di Palazzo Chigi. Ed è una novità. Perché dopo l’annuncio della premier Meloni alla vigilia del Primo maggio di risorse per un miliardo e 250 milioni a favore della sicurezza sul lavoro, il leader Cgil Maurizio Landini aveva già preannunciato una mobilitazione.

E invece a sorpresa ieri Meloni non solo ha confermato le risorse di fonte Inail. E presentato una griglia di proposte su come spenderle: solo 650 milioni sono “nuovi”, gli altri già a bando. Ma ha annunciato la nomina di Stefano Caldoro, ex governatore della Campania, a un inedito ruolo di consigliere di Palazzo Chigi alle relazioni con le parti sociali.

ROMA – Sindacati compatti per la prima volta da tanto tempo. «Incontro positivo», dicono tutti e tre i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil uscendo dopo quattro ore dalla Sala Verde di Palazzo Chigi. Ed è una novità. Perché dopo l’annuncio della premier Meloni alla vigilia del Primo maggio di risorse per un miliardo e 250 milioni a favore della sicurezza sul lavoro, il leader Cgil Maurizio Landini aveva già preannunciato una mobilitazione.

E invece a sorpresa ieri Meloni non solo ha confermato le risorse di fonte Inail. E presentato una griglia di proposte su come spenderle: solo 650 milioni sono “nuovi”, gli altri già a bando. Ma ha annunciato la nomina di Stefano Caldoro, ex governatore della Campania, a un inedito ruolo di consigliere di Palazzo Chigi alle relazioni con le parti sociali.

I cinque tavoli

Spetterà a Caldoro già dalla prossima settimana, quando Meloni vedrà pure le imprese a partire da Confindustria, stilare il calendario dei successivi appuntamenti per entrare nel merito delle misure da mettere in campo. Saranno quattro tavoli su quattro temi ancora da individuare, gestiti dalla ministra del Lavoro Marina Calderone. Gli stessi sindacati (ieri convocate 12 sigle) invieranno le loro proposte a Chigi.

Ci sarà poi un quinto tavolo, inatteso e importantissimo, quello annunciato dal ministro Tommaso Foti sulla riprogrammazione del Pnrr. È da un anno e mezzo che i sindacati vengono ignorati sul Piano di ripresa e resilienza. Ridiventare parte in causa ha un peso rilevante, da non sottovalutare.

L’apertura sui subappalti

Cgil e Uil incassano anche un’altra importante promessa del governo: quella di rivedere le norme sul subappalto a cascata. Moltissimi incidenti sul lavoro, specie quelli mortali, avvengono in subappalto.

Landini coglie la palla al balzo per spingere sui referendum dell’8-9 giugno promossi dalla Cgil: «Se vogliamo risolvere la logica del subappalto la soluzione è andare a votare, perché uno dei quesiti estende la responsabilità degli incidenti in capo a chi appalta. Significa quindi che il nostro referendum non è campato per aria. E che la maggioranza compie un errore politico grave, anche sul piano democratico e costituzionale, a spingere per l’astensione».

Un ragionamento che trova d’accordo Pierpaolo Bombardieri, segretario Uil. Ma non Daniela Fumarola, neo leader della Cisl: «Non condividiamo lo strumento del referendum su questa materia. Preferiamo piuttosto l’idea di una strategia nazionale sulla salute e sicurezza sul lavoro indicata dalla premier Meloni».

Il dossier anti Landini

Non è l’unica frizione di cui Landini, in campagna referendaria, dovrà tenere conto. Non appena uscito dalla Sala Verde, il partito della premier, ieri molto conciliante nei noti, diffondeva tra i suoi eletti un dossier per picconare le dichiarazioni del leader Cgil. Titolo: “Smentiamo le balle di Landini sul lavoro”.

A confezionare il papello sarebbe l’ufficio studi di FdI, coordinato dal sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, ieri convocato all’incontro ma assente. Al pari del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti (al suo posto la sottosegretaria Lucia Albano). E del vicepremier Matteo Salvini che però fa filtrare di aver proposto lui alla premier l’apertura a rivedere il subappalto.

Le proposte di Meloni

Nel merito delle proposte, ieri Meloni ha messo sul tavolo alcuni filoni di intervento per «non arrenderci a questa normalità, perché non c’è niente di normale nel morire sul posto di lavoro».

E quindi: ancora bandi Isi, ovvero soldi Inail a imprese per acquisto di macchinari più sicuri. Potenziato il meccanismo bonus-malus, aperto anche alle imprese agricole: contributi ad Inail più bassi per le aziende virtuose. Copertura assicurativa strutturale per studenti e personale docente e non docente delle scuole.

Sicurezza insegnata in classe, con laboratori specifici. Campagne informative. Più formazione per i lavoratori, oltre quella obbligatoria, affidata ai fondi interprofessionali con l’istituzione di un albo dei formatori. Rappresentanti sindacali della sicurezza «da valorizzare». Un menù insufficiente, per Cgil, Cisl e Uil. Un inizio, però. Poi si vedrà.

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