Mps archivia il primo trimestre con 413 di milioni di utile netto, +24,2% da un anno fa, e l’ad Luigi Lovaglio assimila i conti «all’ouverture di una sinfonia, che sono sicuro sapremo eseguire con la combinazione con Mediobanca», su cui pende l’Ops che la banca senese stima di avviare «tra fine giugno e inizio luglio, in linea coi tempi dati e appena ottenuti i nulla osta di vigilanza e Antitrust».
In Borsa l’azione è salita dell’1,5%, in linea con l’indice bancario, e con gli operatori più attenti ai messaggi sul risiko che ai numeri. «L’Ops di Mediobanca su Banca Generali non rappresenta un’alternativa al nostro progetto, molto più trasformativo. La nostra offerta ha portato Mediobanca a svegliarsi e focalizzarsi sulle attività strate…
Mps archivia il primo trimestre con 413 di milioni di utile netto, +24,2% da un anno fa, e l’ad Luigi Lovaglio assimila i conti «all’ouverture di una sinfonia, che sono sicuro sapremo eseguire con la combinazione con Mediobanca», su cui pende l’Ops che la banca senese stima di avviare «tra fine giugno e inizio luglio, in linea coi tempi dati e appena ottenuti i nulla osta di vigilanza e Antitrust».
In Borsa l’azione è salita dell’1,5%, in linea con l’indice bancario, e con gli operatori più attenti ai messaggi sul risiko che ai numeri. «L’Ops di Mediobanca su Banca Generali non rappresenta un’alternativa al nostro progetto, molto più trasformativo. La nostra offerta ha portato Mediobanca a svegliarsi e focalizzarsi sulle attività strategiche, mentre da oltre un decennio derivava dalla quota in Generali il 40% del suo bilancio». Il manager ha poi confermato che «l’acquisizione di Banca Generali annunciata da Mediobanca è coerente e in linea con le nostre ambizioni di creare il primo istituto finanziario italiano». Ma ha aggiunto: «Ci sono ancora importanti questioni su cui fare chiarezza prima di valutare l’impatto finanziario della transazione. I vantaggi finanziari dell’Ops su Banca Generali non sono evidenti per gli azionisti di Mediobanca, mentre la nostra offerta è decisamente più allettante per loro». Come hanno scritto gli analisti di Autonomous, il manager «prima di scoprire le carte attende di vedere come gli azionisti Mediobanca valuteranno l’operazione in assemblea, il 16 giugno».
Quanto ai conti Mps, gli analisti hanno apprezzato l’aumento del patrimonio Cet1, salito al 19,6% degli attivi di rischio, circa 890 punti base sopra i requisiti. E di capitale potrebbe servirne per avvicinare con un ritocco cash il concambio teorico dell’Ops senese a quello di Borsa, che ieri era di 2 miliardi più ampio.
I ricavi Mps a fine marzo sono stati 1.007 milioni, -0,5% dal 2024, con un exploit delle commissioni nette (+8,9%) e dei ricavi della gestione finanziaria (+24,7%) che ha compensato la netta frenata del margine d’interesse (-7,5%), superiore alle attese e dovuta al taglio dei tassi. Gli oneri operativi sono saliti del 2,2%. Ma le rettifiche su crediti sono scese del 13,9% a 91 milioni, con un costo del rischio di 45 punti base. L’utile prima delle imposte è stato di 397,3 milioni (+18,2%), il netto sale di più per 16 milioni di rivalutazione delle imposte differite (Dta). Gli impieghi in bonis salgono del 2,5% nel trimestre, con un +36% dei mutui ipotecari e il +23% del credito al consumo. La banca ha confermato le attese di utili nell’anno: «Possiamo mantenere lo stesso ritmo del primo trimestre e magari anche andare leggermente sopra le stime date all’inizio dell’anno», ha detto l’ad.