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Bce rileva “gravi carenze” nella governance di Banca Popolare di Sondrio

Banca Popolare di Sondrio (Roma) 
Francoforte interviene a gamba tesa sulla gestione dell’istituto valtellinese: deve affidarsi a un advisor esterno per potenziare la dirigenza, a partire dall’ad
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MILANO – Nuovo colpo di scena nel risiko bancario. La Banca centrale europea punta il dito contro la governance della Popolare di Sondrio, afflitta, dice da “gravi e significative carenze” che “incidono tra l'altro sul suo sistema di gestione del rischio di credito”. Non solo, secondo quanto riporta l’agenzia Ansa, Francoforte impartisce all’istituto di credito una serie di “misure di vigilanza” volte a migliorare il governo societario, le cui problematiche coinvolgono non solo le funzioni di risk management, compliance e audit ma anche “la struttura e il funzionamento” della dirigenza apicale.

L’ispezione a monte della lettera

Le richieste, comunicate a Sondrio lo scorso 29 aprile, sono il risultato di un'ispezione di sei mesi sul rischio di credito e di controparte, con specifico riferimento ai segmenti delle grandi imprese e di quelle medio-piccole. Sondrio si è vista recapitare lo scorso 7 marzo, cinque giorni prima dell'approvazione del nuovo piano industriale, il report finale con la richiesta espressa di condividerlo in consiglio di amministrazione e con un termine di 15 giorni per replicare.

Le conclusioni del report, che evidenzia criticità nel governo societario, nel sistema di controlli interni, in quello di gestione dei rischi e di audit, sono state confermate nella decisione comunicata alla Popolare di Sondrio lo scorso 29 aprile, alla vigilia dell'assemblea che ha rinnovato per un terzo il cda e nel bel mezzo dell'offerta di scambio lanciata da Bper.

“Sussistono gravi carenze nel quadro di governance del soggetto vigilato. Gli organi decisionali non sono riusciti a istituire un quadro di controllo interno completo efficace ed affidabile che individui, misure, monitori e valuta in maniera adeguata i rischi di credito”, si legge nella lettera riportata dall’Ansa.

Potenziare la dirigenza, a partire dall’ad

Per la Bce, Sondrio deve procedere al “potenziamento della struttura e del funzionamento del livello dirigenziale", inclusa la funzione dell'amministratore delegato, oggi Mario Alberto Pedranzini, affidandosi alla valutazione di un advisor esterno che indicherà, scrive la Bce in una lettera, come “evitare la concentrazione di responsabilità e poteri nelle mani pochi dirigenti, assicurare un'adeguata separazione e chiare responsabilità tra le funzioni dirigenziali chiave”, nonché “migliorare la sorveglianza dei processi decisionali”. Oggetto di esame anche “l'adeguata composizione dell'attuale squadra” di top manager.

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