MILANO – Come api in un alveare, turisti e pellegrini si muovono ogni giorno nelle sale della Basilica di San Pietro. E, come le prime, generano con il loro passaggio un’enorme quantità di dati, preziosi per chi cerca di efficientare le visite e i servizi di uno dei luoghi più sacri al mondo, nell’anno del Giubileo. Di questo come di altri progetti si occupa Hive, una delle quattro gambe di Assist Group, la realtà nata a San Polo d’Enza, sull’Appennino tosco-emiliano, dall’idea imprenditoriale di Gianni Prandi.
Tutto iniziò con un viaggio negli Usa
Dopo un inizio di carriera come giornalista di motorsport, Prandi ha deciso giovanissimo di cambiare vita, avendo conosciuto negli Stati Uniti un nuovo modo di fare comunicazione che univa l’esperienza umana con la tecnologia. «Tornato in Italia ho fondato Vidierre, era il 1987. Andavamo in giro per il mondo per far leggere ai nostri strumenti i programmi che passavano in televisione e collegavamo le informazioni raccolte con i dati di ascolto», racconta l’imprenditore.
Gli affari andavano bene e presto l’attività si è allargata alle produzioni televisive per il mondo della musica. Anni dopo è entrata anche nello sport, con servizi editoriali per le Olimpiadi di Pechino 2008. In tutta la storia del gruppo i contenuti superano le 4 mila unità.
Il nuovo millennio
Intanto si avvicinava il nuovo millennio, e da lì a poco tutto sarebbe cambiato. «Se prima del 2000 il problema era come raccogliere i dati, trovare le fonti per le nostre analisi, dopo è diventato sintetizzare l’enorme mole di informazioni a disposizione».
L’avvento dei supercomputer ha comportato un’accelerazione anche in Vidierre, che presto si è dotata di un software proprietario, Wosm, per raccogliere, analizzare e gestire dati da oltre 25 milioni di fonti web e fornire così un’immagine chiara al cliente del proprio impatto all’esterno.
La nascita di Hive e Future
Nel 2015 Prandi ha avuto un’altra idea: «Il mondo digitale iniziava a farsi sempre più complesso e interconnesso. Abbiamo capito che dovevamo iniziare a proporre ai nostri clienti degli ecosistemi, piattaforme di servizi per rispondere in modo più completo ai bisogni loro e delle persone».
Così è nata Hive, arnia in inglese, perché al mondo delle api si è sempre ispirata tutta la filosofia imprenditoriale di Prandi. Per mettere in piedi questa nuova società dotata di sensori tutti proprietari sono serviti grandi investimenti, e anche qualche sacrificio.
Ma Assist Group non si è fermata lì, e nel 2017 ha fondato Future, un’azienda dedicata alla medicina. Affiancata da partner per lo più asiatici, Future studia come impiegare piccolissimi sensori per il monitoraggio dello stato delle arterie.
Un gruppo da oltre 150 persone
Da San Polo d’Enza oggi Prandi controlla un gruppo che impiega oltre 150 persone e ha molta carne al fuoco. E che deve circa il 45% del proprio volume d’affari alla tecnologia, il 40% alla gestione dei dati e il restante 15% a tutto il resto.
Nel prossimo futuro non prevede acquisizioni o l’ingresso in nuovi mercati, Prandi è convinto che la sola crescita organica sia la strada da perseguire per rafforzare l’azienda nei mercati in cui è presente. «Vogliamo fare meglio ciò che abbiamo fatto finora, mantenendo il benessere delle persone al centro del nostro lavoro».
L’apicoltura, tra tradizione e innovazione
Anche per la propria carriera l’imprenditore ha un progetto chiaro. Spera di potersi dedicare presto a Casa del Sole, un’azienda agricola che produce miele e formaggi, quarto e ultimo pilastro di Assist. «L’apicoltura fa parte della tradizione della nostra terra e noi fin da subito ci siamo innamorati della struttura dell’arnia, un sistema perfetto in cui ognuno fa la sua parte».
Dalla fondazione la società ha iniziato subito a collaborare con Vidierre, per affinare i sensori e le tecnologie di proprietà sfruttando il movimento delle api. È così che per Prandi coesistono innovazione e memoria.