Con l’insediamento del nuovo governo Merz e il via libera dell’assemblea di Mfe all’aumento di capitale finalizzato all’offerta di acquisto e scambio (Opas) su Prosiebensat, parte la scalata del gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi alla più grande tv commerciale tedesca.
l’azionariato della società
I primi passi dell’ex Mediaset in Germania risalgono a quasi sei anni fa. Nel frattempo il gruppo ha indicato quattro amministratori su 9 nel supervisory board rilevando il Borsa il 30,1% del capitale che la consacra come azionista di riferimento, a prescindere dall’esito dell’Opas. Eppure Prosiebensat continua a cercare di ostacolare l’ascesa della società italiana, che è più piccola ma anche più redditizia di quella tedesca. In settimana l’ad del gruppo Bert Habets ha infatti annunciato un maxi piano di licenziamenti da 430 addetti, i cui costi straordinari peseranno sui risultati, che si giustifica alla luce dei «cam…
Con l’insediamento del nuovo governo Merz e il via libera dell’assemblea di Mfe all’aumento di capitale finalizzato all’offerta di acquisto e scambio (Opas) su Prosiebensat, parte la scalata del gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi alla più grande tv commerciale tedesca.
l’azionariato della società
I primi passi dell’ex Mediaset in Germania risalgono a quasi sei anni fa. Nel frattempo il gruppo ha indicato quattro amministratori su 9 nel supervisory board rilevando il Borsa il 30,1% del capitale che la consacra come azionista di riferimento, a prescindere dall’esito dell’Opas. Eppure Prosiebensat continua a cercare di ostacolare l’ascesa della società italiana, che è più piccola ma anche più redditizia di quella tedesca. In settimana l’ad del gruppo Bert Habets ha infatti annunciato un maxi piano di licenziamenti da 430 addetti, i cui costi straordinari peseranno sui risultati, che si giustifica alla luce dei «cambi strutturali dell’industria dei media con l’obiettivo di tornare a una crescita sostenibile». Peraltro con un colpo di mano il presidente uscente del consiglio di sorveglianza, Andreas Wiele, prima dell’insediamento del futuro presidente Maria Kyriacou, ha confermato per un altro triennio il mandato di Habets, per portare avanti il turnaround dell’emittente.
I risultati che non piacciono
Peccato che i risultati deludenti di Prosiebensat, anche rispetto alle rivali, sono da mesi oggetto di critiche non solo di Mfe, ma anche del gruppo ceco delle tv Ppf (12,95% di Prosiebensat) e il maxi piano di licenziamenti annunciato di certo non farà piacere neppure alle autorità bavaresi. Ppf ha fatto sapere di non aver ancora valutato se aderirà o meno all’offerta di Mfe che terminerà il 6 giugno, ma che «intende esercitare attivamente il suo ruolo di azionista, per far valere i suoi diritti», e preservare il valore del suo investimento, che al momento consta di un importante minusvalenza. In termini economici l’Opas di Mfe (che offre 4,48 euro in cash e 0,4 titoli Mfe A per ogni titolo tedesco) non è vantaggiosa per Ppf, perchè è stata fatta - al minimo previsto per legge - sfruttando i prezzi bassi del titolo, appesantito dai debiti e dai risultati non lusinghieri.
Prosiebensat in borsa
Habets, tagliando i costi e provando a vendere gli asset non strategici, punta infatti a risanare i conti e a risollevare le quotazioni del titolo, rendendo l’offerta italiana ancora meno conveniente. Tuttavia le intenzioni di Mfe non sono quelle di ritirare il titolo dal mercato, ma come fatto con la scalata in Spagna di procedere per gradi, consolidando il controllo del supervisory board e cercando di creare efficienze senza incidere sul personale. In casa Berlusconi i dipendenti sono risorse: finora Mfe è riuscita ad aumentare ascolti, ricavi e redditività senza toccare il personale. Di qui l’idea, nel contesto di mercato che impone tagli a tutte le tv commerciali per la concorrenza delle pay tv, di realizzare una piattaforma paneuropea e crossmediale (tra tv, web e radio) come quella di Mediaset, che ora sarà implementata in Spagna e in futuro in Germania.
L’idea di una tv europea
«Immaginate una tv europea con un’unica piattaforma streaming, un’architettura condivisa per contenuti e pubblicità, produzioni e distribuzioni unificate ma contenuti locali - scrive Jp Morgan in un report, dove consiglia di comprare titoli Mfe fino al prezzo di 5,1 euro - avrebbe un unico management, un solo team per l’It e l’analisi dei dati, una sola divisione risorse umane. I costi centrali sarebbero ridotti, la profittabilità salirebbe e la società investirebbe di più nei programmi». Per questo, e scommettendo che Mfe dopo Mediaset Espana a tendere consoliderà anche Prosiebensat, Jp Morgan stima che Mfe sovraperformerà il settore dei broadcaster europei. Ma per realizzare il sogno della tv europea, Berlusconi dovrà aspettare la fine dell’Opas, per poi provare a incidere sulla governance e sul management. Per ora il gruppo italiano non ha indicato un candidato alternativo alla presidenza rispetto a Kyriacou, che sarà votata all’assemblea del 28 maggio. Non è nemmeno detto che Mfe voti per la manager scelta da Wiele. Ma se i tedeschi hanno indicato una donna cipriota per la presidenza, non sarà un tabù per Mfe nominare un giorno un manager italiano al posto di Habets, che peraltro non è nemmeno il candidato di Kyriacou (che da presidente lo avrebbe dovuto scegliere) ma del suo predecessore. Berlusconi resta convinto che il tempo sarà galantuomo, anche in Germania.