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Bce in pressing sulla Popolare di Sondrio: “Gravi carenze di governance”

Banca Popolare di Sondrio (Roma) 

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La risposta di Bps: “Effetti non significativi a conto economico anche accogliendo le richieste di Francoforte sui crediti deteriorati”
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MILANO – Le modalità di governo della Popolare di Sondrio (Bps) finiscono nel mirino della Bce. Francoforte mette in fila una serie di criticità, emerse a seguito di un’ispezione sul rischio di credito durata sei mesi, e chiede all’istituto valtellinese di correggerle. La Bce, ha riferito ieri l’Ansa, ha rilevato su Bps «gravi e significative carenze» di governance che «incidono tra l’altro sul sistema di gestione del rischio di credito». Da qui l’invito a introdurre «misure di vigilanza» per migliorare il governo societario. Bps è chiamata a potenziare «la struttura e il funzionamento del livello dirigenziale», incluso il ruolo dell’amministratore delegato Mario Alberto Pedranzini.

La raccomandazione è di affidarsi a un consulente esterno c…

MILANO – Le modalità di governo della Popolare di Sondrio (Bps) finiscono nel mirino della Bce. Francoforte mette in fila una serie di criticità, emerse a seguito di un’ispezione sul rischio di credito durata sei mesi, e chiede all’istituto valtellinese di correggerle. La Bce, ha riferito ieri l’Ansa, ha rilevato su Bps «gravi e significative carenze» di governance che «incidono tra l’altro sul sistema di gestione del rischio di credito». Da qui l’invito a introdurre «misure di vigilanza» per migliorare il governo societario. Bps è chiamata a potenziare «la struttura e il funzionamento del livello dirigenziale», incluso il ruolo dell’amministratore delegato Mario Alberto Pedranzini.

La raccomandazione è di affidarsi a un consulente esterno che indichi tra le altre cose «come evitare la concentrazione di responsabilità e poteri nelle mani di pochi dirigenti». Oggetto di esame da parte della Bce anche l’«adeguata composizione dell’attuale squadra» di top manager. Da ricordare che proprio nei giorni scorsi c’è stato un importante avvicendamento al vertice di Bps: Pierluigi Molla è diventato presidente al posto di Francesco Venosta.

Le richieste della Bce possono riflettersi anche sui numeri del primo trimestre del 2025 di recente comunicati dalla Popolare di Sondrio. Francoforte, sempre secondo l’Ansa, ha infatti domandato di “declassare” crediti per 219 milioni, riferiti a 33 debitori, da «in bonis» a «inadempienze probabili», in virtù della riduzione di valore già registrata.

Tale dialettica emergeva in parte da una nota a pie’ di pagina della trimestrale. Qui Bps spiegava che l’incidenza dei prestiti deteriorati lordi sul totale dei crediti sarebbe aumentata dal 2,9% comunicato nella stessa trimestrale al 3,3% operando «tutte le riclassificazioni indicate nella decisione del 29 aprile» dalla Bce, con la quale «proseguono le interlocuzioni».

In una nota di ieri sera Bps sottolinea che adeguarsi alle richieste di Francoforte «non comporterebbe la rilevazione di significativi effetti aggiuntivi a conto economico rispetto a quelli già contabilizzati». La banca aggiunge che l’ispezione ha passato in rassegna prestiti con un controvalore lordo in origine di 15,5 miliardi e che, a fine marzo, le posizioni che la Bce ha chiesto di riclassificare erano 27, con un controvalore lordo per cassa di 158 milioni e netto di 113 milioni. In ogni caso, Bps precisa di avere «da tempo avviato misure di rimedio che completerà secondo il calendario previsto e che la Bce si è riservata di valutare nel tempo in ragione della loro concreta efficacia e implementazione».

La dialettica con la Vigilanza europea cade in un momento in cui Bps si trova a “difendersi” dall’offerta di scambio, non gradita, annunciata a febbraio dalla “cugina” Bper, che al pari di Sondrio vede Unipol come prima azionista appena sotto il 20% del capitale. Ieri, a quanto risulta, il numero uno della banca modenese Gianni Franco Papa si trovava a Londra, dopo essere già stato a Parigi, a incontrare gli investitori per presentare l’ultima trimestrale.

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