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Pezzotto, 2.189 multe agli utenti. La Lega Serie A: “Storica svolta contro i pirati”

(ansa)

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I tifosi comuni, che hanno pagato gli abbonamenti illegali con sistemi tracciabili, convocati dalla Finanza tra marzo e aprile. Cade il tabù dell’impunità. L’ad De Siervo: “Quando tante persone sceglieranno la legalità, prezzi delle pay-tv scenderanno”. Le reazioni
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ROMA – La Guardia di Finanza multa 2.189 abbonati al pezzotto. L’ammenda dei finanzieri colpisce “tifosi” comuni, tutti utenti delle pay-tv pirata del calcio.

L’importo della sanzione può andare dai 154 ai 5.000 euro (in base alle legge 1941 n. 633). Ora Massimiliano Capitanio, componente dell’AgCom, via social scrive che i multati pagheranno complessivamente 348.964 euro.

Da questa cifra complessiva, si deduce che i sanzionati dovranno versare l’importo minimo di 154 euro.

Il messaggio social di Capitanio 

In 80 province

I finanzieri hanno convocato gli utenti del pezzotto nei loro comandi. Sono stati individuati perché hanno pagato la sottoscrizione in modalità tracciabile, anche con carta di credito.

I sanzionati vivono in 80 diverse province del Paese. Gaetano Cutarelli, generale di Brigata della Finanza, in primissima linea in questa battaglia, a titolo d’esempio spiega che “128 identif…

ROMA – La Guardia di Finanza multa 2.189 abbonati al pezzotto. L’ammenda dei finanzieri colpisce “tifosi” comuni, tutti utenti delle pay-tv pirata del calcio.

L’importo della sanzione può andare dai 154 ai 5.000 euro (in base alle legge 1941 n. 633). Ora Massimiliano Capitanio, componente dell’AgCom, via social scrive che i multati pagheranno complessivamente 348.964 euro.

Da questa cifra complessiva, si deduce che i sanzionati dovranno versare l’importo minimo di 154 euro.

Il messaggio social di Capitanio 

In 80 province

I finanzieri hanno convocato gli utenti del pezzotto nei loro comandi. Sono stati individuati perché hanno pagato la sottoscrizione in modalità tracciabile, anche con carta di credito.

I sanzionati vivono in 80 diverse province del Paese. Gaetano Cutarelli, generale di Brigata della Finanza, in primissima linea in questa battaglia, a titolo d’esempio spiega che “128 identificati sono a Palermo e 118 a Roma”. Ma il fenomeno non ha una città epicentro, piuttosto è distribuito in tutto il territorio nazionale.

La pioggia di ammende segna una svolta nella lotta alla pirateria, fenomeno che procura un danno di oltre 300 milioni di euro annui al solo sistema del calcio. Cade, da oggi, il tabù dell’impunità delle persone abbonate al pezzotto.

“Una traccia indelebile”

Dice Luigi De Siervo, ad della Lega Serie A: “Oggi è un giorno storico”, stiamo lavorando per “recuperare delle risorse fondamentali e portare gli utenti a capire l’importanza degli abbonamenti”.

“La Guardia di Finanza ha fatto un lavoro eccellente: chiunque usa il pezzotto in Italia lascia una traccia indelebile che le forze dell’ordine ora sono in grado di ricostruire arrivando a individuare gli utenti finali”.

De Siervo ricorda anche che l’Italia si è dotata – con voto unanime del Parlamento – della legge più avanzata al mondo contro i criminali dell’etere. Il manager si augura che gli sforzi del Parlamento e dei finanzieri permettano ora di convincere sempre più persone – tante “pecorelle smarrite” – a sottoscrivere un abbonamento legale.

Se questo avverrà, prenderà corpo un meccanismo virtuoso per cui le pay-tv (Dazn, Sky) potranno finalmente proporre prezzi più amichevoli: “Pagheremo tutti, pagheremo meno”.

Lo scudo del Garante

La notizia delle multe arriva a 15 mesi dal varo dello scudo anti-pirateria che il Garante delle Comunicazioni (l’AgCom) ha messo in campo per attuare le disposizioni di legge. Disposizioni che obbligano ad affondare una televisione illegale entro 30 minuti dall’inizio della gara.

Lo scudo, in oltre un anno di attività, ha conosciuto anche giornate difficili. Ad esempio a ottobre 2024, quando ha bloccato anche un servizio legittimo, come Google Drive.

Il bilancio resta comunque positivo. Al momento, lo scudo del Garante ha già neutralizzato 43 mila 691 siti illeciti (che risiedevano in indirizzi IP di Internet oppure in snodi FQDN).

In 4 milioni

Il Rapporto Fapav-Ipsos sulla pirateria del 2023 (l’ultimo disponibile) certifica che sono 4 milioni gli italiani abbonati alle pay-tv illegali. Sono persone che, nella maggior parte dei casi, pagano l’abbonamento con carta di credito. Dunque sono tracciabili.

A questi clienti fedeli bisogna aggiungere 12 milioni di utilizzatori occasionali. Sono persone che cercano soltanto gli avvenimenti sportivi di particolare rilievo e interesse. A volte si imbattono casualmente in un’emissione clandestina e la guardano.

Massimiliano Capitanio (AgCom) con il generale di Brigata, Gaetano Cutarelli 

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