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IA in azienda, per 1 su 5 è già realtà. Il modello vincente è il “lavoro aumentato”

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La ricerca di Intesa SanPaolo e Luiss sull’integrazione della tecnologia nelle imprese: decisivi ricerca, competenze trasversali e formazione
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ROMA – Non basta portare l’intelligenza artificiale in ufficio per ottenere risultati, quale che sia l’obiettivo che ci si è dati con l’implementazione della tecnologia. Lo sanno quelle imprese, quasi 1 su 5 secondo il rapporto Look4ward dell’Osservatorio permanente Intesa SanPaolo con l’università Luiss, che già hanno investito per integrare l’IA in ufficio, e lo stanno scoprendo anche quelle che si dicono pronte a farlo nei prossimi mesi e anni. I risultati, per la metà delle aziende che hanno adottato soluzioni di intelligenza artificiale, sono già evidenti e positivi. Ma senza una adeguata formazione e una revisione dei processi interni, gli effetti svaniscono o si riducono sensibilmente.

È quanto emerge dal secondo report sul tema, dal titolo The Augmented AI-Human Job. Nuovi scenari delle professioni nell’era dell’AI, che ha coinvolto oltre 800 imprese, dalle micro alle grandi, e anche Ceo e manager delle risorse umane. Il 18,3% dichiara di essersi già affidata a tecnologia IA e…

ROMA – Non basta portare l’intelligenza artificiale in ufficio per ottenere risultati, quale che sia l’obiettivo che ci si è dati con l’implementazione della tecnologia. Lo sanno quelle imprese, quasi 1 su 5 secondo il rapporto Look4ward dell’Osservatorio permanente Intesa SanPaolo con l’università Luiss, che già hanno investito per integrare l’IA in ufficio, e lo stanno scoprendo anche quelle che si dicono pronte a farlo nei prossimi mesi e anni. I risultati, per la metà delle aziende che hanno adottato soluzioni di intelligenza artificiale, sono già evidenti e positivi. Ma senza una adeguata formazione e una revisione dei processi interni, gli effetti svaniscono o si riducono sensibilmente.

È quanto emerge dal secondo report sul tema, dal titolo The Augmented AI-Human Job. Nuovi scenari delle professioni nell’era dell’AI, che ha coinvolto oltre 800 imprese, dalle micro alle grandi, e anche Ceo e manager delle risorse umane. Il 18,3% dichiara di essersi già affidata a tecnologia IA e il 43% di queste segnala un miglioramento dell’efficienza operativa. Nei prossimi anni l’impatto dell’intelligenza artificiale è destinato a crescere, passerà dal 16% al 29% quello sul fatturato, dal 7% al 17% quello sulla riduzione dei costi.

Come rendere l’IA in azienda efficace

Ma non ha il potere di una bacchetta magica. Rimane uno strumento, seppur molto potente, la cui riuscita nel miglioramento della attività d’azienda dipende dalla conoscenza di chi lo usa e dalla capacità di implementarlo nei processi in cui può rendere di più.

Il 44% delle imprese che utilizza l’IA riconosce la necessità di sviluppare nuove competenze trasversali, con un’enfasi particolare sulle competenze digitali, intese come uso consapevole delle tecnologie e AI (62%), seguite da creatività e innovazione (32%) e dalla capacità di comunicare concetti complessi in modo chiaro (27%). L’identikit dell’impresa-tipo il cui interesse è crescente è quello di una azienda di grandi dimensioni, localizzata prevalentemente nel Nord-Ovest e che si occupa del settore servizi.

Cos’è il lavoro aumentato

Si parla quindi di “lavoro aumentato”, dove l’IA affianca e potenzia il contributo umano. Investire sulla formazione delle persone è la condizione essenziale per trasformare la tecnologia in un reale vantaggio competitivo e inclusivo. Oltre l'80% delle imprese prevede di investire in percorsi formativi specifici per l’AI entro i prossimi tre anni, con il 60% delle aziende utilizzatrici di AI che ne riconosce l’importanza strategica.

In questo senso, è fondamentale creare nuovi canali e sinergie tra mondo dell’impresa e università, in modo tale che i percorsi formativi riescano a intercettare le richieste dell’imprenditoria. E creare quelle competenze che davvero servono in azienda, ora che la domanda di nuove figure in questo settore è in crescita. La mancanza di candidati qualificati rappresenta una criticità diffusa: il 66,2% delle imprese segnala difficoltà nel reperire profili adeguati. Quasi una su due (42%) prevede di avviare collaborazioni con università per lo sviluppo di percorsi formativi legati all’AI nei prossimi tre anni, ma solo il 6% lo ha già fatto.

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