MILANO – Stamani si riunisce un cda di Open Fiber, che verosimilmente potrebbe essere l’ultimo presieduto da Paolo Ciocca (neopresidente di Italgas), per discutere sulla proposta dei rivali di Fibercop, di acquistare 5 su 8 delle aree grigie (quelle a parziale fallimento di mercato) che la società controllata da Cdp (padrona del 60% del capitale) si è aggiudicata nell’ambito dei bandi del Pnrr per l’Italia a 1 Giga.
Kkr punta alle 5 regioni più profittevoli
L’ex rete di Telecom Italia, da luglio controllata da Kkr e partecipata dal Mef al 16%, si propone di rilevare le aree grigie in Lombardia, Veneto, Toscana, Emilia Romagna e Lazio, ovvero alcune delle regioni più ricche d’Italia, e si offre di farlo al prezzo di costo, salvo un conguaglio per le linee già attive in quelle regioni. In questa ipotesi a Open Fiber resterebbero da completare entro giugno 2026 solo la cablatura delle aree semiperiferiche di Puglia, Campania e Sicilia. L’offerta di Kkr, che troverebbe l’appoggio di una…
MILANO – Stamani si riunisce un cda di Open Fiber, che verosimilmente potrebbe essere l’ultimo presieduto da Paolo Ciocca (neopresidente di Italgas), per discutere sulla proposta dei rivali di Fibercop, di acquistare 5 su 8 delle aree grigie (quelle a parziale fallimento di mercato) che la società controllata da Cdp (padrona del 60% del capitale) si è aggiudicata nell’ambito dei bandi del Pnrr per l’Italia a 1 Giga.
Kkr punta alle 5 regioni più profittevoli
L’ex rete di Telecom Italia, da luglio controllata da Kkr e partecipata dal Mef al 16%, si propone di rilevare le aree grigie in Lombardia, Veneto, Toscana, Emilia Romagna e Lazio, ovvero alcune delle regioni più ricche d’Italia, e si offre di farlo al prezzo di costo, salvo un conguaglio per le linee già attive in quelle regioni. In questa ipotesi a Open Fiber resterebbero da completare entro giugno 2026 solo la cablatura delle aree semiperiferiche di Puglia, Campania e Sicilia. L’offerta di Kkr, che troverebbe l’appoggio di una parte del governo – anche se bisognerà discutere del prezzo – si basa sul presupposto che così facendo la cablatura delle 5 regioni sarebbe completata entro i termini del bando, e quindi senza sforare il limite incorrendo in costose penali.
Tempi stretti che mettono a rischio l’operazione
Ammesso e non concesso che Fibercop – che finora è più avanti di Open Fiber nella sue regioni – riesca nell’intento, i tempi sono comunque stretti, perché il processo di decisione e analisi, che potrebbe portare alla vendita di un ramo d’azienda con le cinque aree grigie comunque richiederà alcuni mesi: inizialmente Fibercop aveva chiesto di farlo entro giugno, ipotesi che secondo fonti vicine a Open Fiber sarebbe irrealistica.
Il gruppo della rete controllato da Cdp, peraltro ha appena approvato un maxi piano di rifinanziamento da due miliardi, di cui uno in aumento di capitale da parte dei soci, proprio per avere le risorse per terminare le opere, e rinunciare adesso alle aree grigie migliori – già finanziate dalle banche- significherebbe abdicare a un importante fetta di ricavi futuri. Un opzione che peraltro non avrebbe il gradimento di Macquarie (40% di Open Fiber), che ha appena ricapitalizzato l’azienda e che crede nella bontà del progetto.
Se Fibercop riuscisse invece a rilevare la quasi totalità delle aree grigie, portando avanti la sostituzione del rame con la fibra di quelle nere, di fatto verrebbe meno - almeno in parte- l’opportunità di dare vita alla rete unica, e di conseguenza anche Tim rischierebbe di perdere il suo earn out (fino a 2,5 miliardi di euro entro fine 2026).
Cucchiani in pole position per la rete di Cdp
Intanto in Cdp va avanti il processo per selezionare il futuro presidente di Open Fiber, anche se il comitato per la nomina non sarebbe ancora stato convocato. In proposito fonti finanziarie riferiscono che in pole position ci sarebbe la candidatura di Enrico Cucchiani- che era già nella rosa dei candidati alla presidenza di Italgas poi affidata a Ciocca. In teoria non c’è incompatibilità tra la presidenza di Italgas e di Open Fiber, ma anche per accompagnare una nuova fase dell’azienda della rete, Cdp sarebbe orientata a un avvicendamento al vertice.