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Il drone si fa pompiere: ecco il futuro hi-tech della lotta agli incendi

L'aereo anti-incendio francese Fregate-F100 

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Il flagello dei roghi ha creato un mercato da 20 miliardi. Così cresce la concorrenza ai Canadair ed è anche made in Italy
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ROMA – In un mondo sempre più caldo, flagellato da continui roghi nei boschi, si moltiplicano le startup e le società, ce n’è anche una italiana, che progettano nuovi aerei anti-incendio.

La sfida al Canadair, finora dominante, è lanciata ed è aggressiva. Lo prova l’attenzione verso un mezzo diverso e più agile sul fronte del contrasto al fuoco: il drone-pompiere.

Tutte queste imprese ambientaliste sono motivate anche dalle dimensioni del mercato mondiale del soccorso alle foreste, stimato in 20 miliardi, come guadagni.

I colloqui con Leonardo

In Europa, a proposito di aerei, fa sul serio la società francese Hynaero, che ha sede a Mérignac (non lontano dall’aeroporto di Bordeaux). La Hynaero - fondata dall’ex pilota militare David Pincet, per anni difensore dei boschi al ministero dell’Interno – ha dato un colpo di acceleratore a marzo 2025 alleandosi con Airbus (lo rivela il sito Aero.time).

Hynaero spera di ottenere da Airbus – gigante dell’aviazione civile – un sostegno a tutt…

ROMA – In un mondo sempre più caldo, flagellato da continui roghi nei boschi, si moltiplicano le startup e le società, ce n’è anche una italiana, che progettano nuovi aerei anti-incendio.

La sfida al Canadair, finora dominante, è lanciata ed è aggressiva. Lo prova l’attenzione verso un mezzo diverso e più agile sul fronte del contrasto al fuoco: il drone-pompiere.

Tutte queste imprese ambientaliste sono motivate anche dalle dimensioni del mercato mondiale del soccorso alle foreste, stimato in 20 miliardi, come guadagni.

I colloqui con Leonardo

In Europa, a proposito di aerei, fa sul serio la società francese Hynaero, che ha sede a Mérignac (non lontano dall’aeroporto di Bordeaux). La Hynaero - fondata dall’ex pilota militare David Pincet, per anni difensore dei boschi al ministero dell’Interno – ha dato un colpo di acceleratore a marzo 2025 alleandosi con Airbus (lo rivela il sito Aero.time).

Hynaero spera di ottenere da Airbus – gigante dell’aviazione civile – un sostegno a tutto tondo nelle progettazione, costruzione e certificazione del suo velivolo anti-incendio, l’idrovolante Fregate-F100.

D’altra parte, volare da soli è una utopia perché il varo di un “bombardiere ad acqua”, di un idrovolante di ultima generazione costa fino a 1 miliardo.

Le discussioni esplorative

E la fame di alleanze della società dunque è ancora forte. A marzo, durante una missione in Italia, Pincet ha parlato di “discussioni esplorative” con la nostra Leonardo.

L’idrovolante Fregate-F100 viene presentato – ovvio – come un gioiello della tecnica che sarebbe molto più efficace del Canadair CL-145. Il Fregate F-100, che dovrebbe volare dal 2031, promette:
- una velocità di crociera di 250 nodi;
- un’autonomia di volo di 400 chilometri dalla base di decollo;
- una capacità di intervento di 2 ore e mezza sul luogo delle fiamme;
- una capienza d’acqua a bordo di 10 tonnellate d’acqua.

Un Canadair in azione 

In 12 secondi

I canadesi della De Havilland – che producono il Canadair – sentono il fiato sul collo dei nuovi competitori. Per questo si preparano a mandare in pensione il modello CL-145 (molto usato anche alle nostre latitudini).

Verrà sostituito dal Canadair 515 che, tra le altre cose, potrà fare il pieno di acqua in 12 secondi iniziando il carico quando sarà a due metri dalla superficie del mare o del lago.

La corrosione

Il nuovo Canadair 515, come i suoi predecessori, piace all’Unione Europea che ha già acquistato dodici velivoli, nel quadro del programma di protezione civile RescEU. Altri sette Canadair 515 vengono prenotati dalla Spagna.

Intanto anche una startup belga (la Roadfour) lavora a un suo idrovolante, ribattezzato Seagle. L’aereo verrebbe costruito in materiali simili a quelli dei mezzi spaziali, più leggeri.

Avrebbe una struttura modulare, con pezzi diversi uniti tra loro. La scelta renderebbe più rapide ed economiche le riparazioni. Le vernici – aspetto decisivo – avrebbero una maggiore resistenza alla corrosione dell’acqua salata.

Il Seagle di Roadfour 

La via romana

Prova a realizzare un suo velivolo anfibio – grande e avanzato – anche l’italiana 19-10 Holding, che si allea con la Italdesign, scelta per le capacità “nella progettazione e ingegneristiche”.

L’aereo – ribattezzato WF-X, grigio e blu nelle ricostruzioni virtuali - verrebbe impiegato nella lotta agli incendi, ma anche in altre emergenze ambientali.

Questa flessibilità può essere garantita dal “triangolo” cui lavora 19-10 Holding. Il progetto prevede la creazione di un centro di pronto intervento che smisterebbe gli aerei sui luoghi delle crisi. I piloti del WF-X, ma anche i “controllori di volo” (chiamiamoli così), sarebbero formati in una struttura d’avanguardia e proprietaria.

Il Flyox di Singular Aircraft 

Senza pilota

Una notevole flessibilità va riconosciuta al Flyox della spagnola Singular Aircraft. Qui non parliamo di progetti, speranze, ambizioni. Il mezzo è già operativo. Si tratta di un drone usato nel trasporto delle merci, nel soccorso stradale, infine nello spegnimento delle fiamme.

Flyox, privo di pilota a bordo, è guidato da due operatori a terra che lo manovrano grazie a un sofisticato joystick.

Oggi è autorizzato a decollare dall’aeroporto di La Mancha in Spagna, ma anche nell’Islanda terra di vulcani, in Norvegia, nella Repubblica Dominicana e a São Tomé.

A caccia di dati

Il drone-pompiere non fronteggia incendi devastanti perché carica un massimo di 1.500 litri di acqua. Pochi.

Ma può intervenire nelle città o supportare gli idrovolanti. Anche l’italiana 19-01 Holding sostiene questo schema di gioco.

Immagina che un drone Uas esplori i roghi a caccia di dati che fornirebbe in tempo reale all’aereo perché il bombardamento di acqua sia efficace e mirato.

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