Il governo prova a rassicurare i sindacati sull’ex Ilva. Le organizzazioni dei lavoratori saranno ricevute mercoledì 21 maggio a Palazzo Chigi. Sarà l’occasione per capire di più sulle prospettive del siderurgico. Il blocco dell’altoforno 1 dello stabilimento di Taranto, sottoposto a sequestro probatorio della procura del capoluogo ionico, dopo l’incidente verificatosi la settimana scorsa, ha fatto ripiombare la fabbrica in una situazione di incertezza, resa drammatica dalla crisi di liquidità. A rischio non sono soltanto i posti di lavoro – l’azienda ha già annunciato la cassa integrazione per circa quattromila addetti nel complesso, con punte del 70% in alcuni reparti secondo i sindacati – ma anche l’indotto e la stessa vendita della società.
La trattativa fra i commissari di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria e il gruppo azero Baku Steel è di fatto in una fase di stallo. Il timore è che, dopo aver battuto la concorrenza di Jindal international e Bedrock industries…
Il governo prova a rassicurare i sindacati sull’ex Ilva. Le organizzazioni dei lavoratori saranno ricevute mercoledì 21 maggio a Palazzo Chigi. Sarà l’occasione per capire di più sulle prospettive del siderurgico. Il blocco dell’altoforno 1 dello stabilimento di Taranto, sottoposto a sequestro probatorio della procura del capoluogo ionico, dopo l’incidente verificatosi la settimana scorsa, ha fatto ripiombare la fabbrica in una situazione di incertezza, resa drammatica dalla crisi di liquidità. A rischio non sono soltanto i posti di lavoro – l’azienda ha già annunciato la cassa integrazione per circa quattromila addetti nel complesso, con punte del 70% in alcuni reparti secondo i sindacati – ma anche l’indotto e la stessa vendita della società.
La trattativa fra i commissari di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria e il gruppo azero Baku Steel è di fatto in una fase di stallo. Il timore è che, dopo aver battuto la concorrenza di Jindal international e Bedrock industries, i potenziali acquirenti possano sfilarsi, anche a causa delle incertezze legate al rilascio della nuova autorizzazione integrata ambientale. I sindacati chiedono che il governo avochi a sé il dossier.
Un appello in questo senso, ieri, è arrivato anche dal segretario generale della Cgil, Maurizio Landini. «Serve l’intervento dello Stato, c’è il rischio che salti tutto», ha detto. Dopo lo scambio di accuse con la procura sui tempi per il rilascio dell’autorizzazione per la messa in sicurezza dell’altoforno 1, il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, assicura che l’esecutivo è pronto a fare la propria parte. «Noi ci siamo e ci saremo sempre», dice. In quale misura, a parte la nuova cig, non è ancora chiaro.