Norme chiare per il solare sui campi
di Rosaria AmatoNel boom delle fonti rinnovabili che si registra negli ultimi mesi spicca l’agrivoltaico: grazie all’impulso del Pnrr, nel 2024 è in testa tra le nuove iniziative in termini di potenza con 22,7 GW e 541 progetti per 17,3 miliardi di euro di investimenti, rileva l’Irex Annual Report. Ma il caos normativo e i pregiudizi nei confronti dei pannelli solari nei campi agricoli potrebbero frenarne lo sviluppo, con un doppio danno, nei confronti degli agricoltori e della transizione energetica.
Martedì scorso sono intervenute alcune sentenze, che potrebbero contribuire a fare chiarezza, e a dare impulso al settore. La prima, del Tar del Lazio, dà 60 giorni di tempo al ministero dell’Ambiente per «rieditare i criteri per la individuazione delle aree idonee e non idonee alla installazione di impianti a fonti rinnovabili», ritenuti troppo discrezionali. E in effetti, da un convegno organizzato pochi giorni fa da Italia Solare, erano già emersi i diversi orientamenti delle Regioni, una sorta di …
Nel boom delle fonti rinnovabili che si registra negli ultimi mesi spicca l’agrivoltaico: grazie all’impulso del Pnrr, nel 2024 è in testa tra le nuove iniziative in termini di potenza con 22,7 GW e 541 progetti per 17,3 miliardi di euro di investimenti, rileva l’Irex Annual Report. Ma il caos normativo e i pregiudizi nei confronti dei pannelli solari nei campi agricoli potrebbero frenarne lo sviluppo, con un doppio danno, nei confronti degli agricoltori e della transizione energetica.
Martedì scorso sono intervenute alcune sentenze, che potrebbero contribuire a fare chiarezza, e a dare impulso al settore. La prima, del Tar del Lazio, dà 60 giorni di tempo al ministero dell’Ambiente per «rieditare i criteri per la individuazione delle aree idonee e non idonee alla installazione di impianti a fonti rinnovabili», ritenuti troppo discrezionali. E in effetti, da un convegno organizzato pochi giorni fa da Italia Solare, erano già emersi i diversi orientamenti delle Regioni, una sorta di caos normativo che stava disorientando le imprese agricole.
Una seconda ordinanza rinvia invece alla Corte Costituzionale il decreto sulle aree idonee della Sardegna, ritenendo che i criteri applicati siano così restrittivi da rallentare la transizione energetica. Rimesse alla Corte Costituzionale anche le norme del Dl Agricoltura che limitano l’agrivoltaico, norme che erano state ampiamente criticate da agricoltori e ambientalisti. L’agrivoltaico coniuga le colture agricole con la produzione di energia solare, permettendo quindi di superare le obiezioni nei confronti del consumo di suolo, e di suolo agricolo in particolare. Anche se dall’ultimo Atlante dell’Ispra sul consumo di suolo emerge in realtà che nel 2023 il fotovoltaico è responsabile di appena lo 0,8% del suolo consumato.
Per alcune Regioni «è il futuro, permetterà agli agricoltori di avere un’entrata anche nei momenti di mancata resa dei terreni», ha dichiarato al convegno di Italia Solare Gaetano Armao, presidente della Cts della Regione Sicilia. Mentre altre Regioni hanno fortemente limitato questa forma di investimento, nonostante ci siano studi e sperimentazioni che dimostrano che alcune colture traggono addirittura dei benefici dall’“ombra” dei pannelli. Da un report presentato alla fiera Macfrut, a Rimini, emerge che per alcune verdure, dalla lattuga ai broccoli e agli spinaci, la produttività del terreno può aumentare fino al 70%, e si riduce il consumo di acqua.
«Il 90% dei progetti in via di autorizzazione sulle aree agricole sono di agrivoltaico - afferma Marco Balzano, di Italia Solare - Ma richiedere, come fa il Dl Agricoltura, che si debba procedere solo con il sistema “avanzato”, e quindi con una certa altezza dei pannelli, penalizzando l’agrivoltaico “standard”, significa aumentare i costi degli impianti senza una vera ragione, perché le altezze variano a seconda della coltura. Una scelta che avrà ripercussioni negative sul prezzo dell’energia». «Gli agricoltori hanno bisogno di certezze normative - concorda Donato Rotundo, direttore Sviluppo sostenibile di Confagricoltura - mentre negli ultimi tre-quattro anni si sono sovrapposte molte normative, anche in contraddizione tra di loro. Adesso ci ritroviamo con troppi vincoli, una questione che va risolta».