Treasury, dollaro, oro: come reagiscono Borse e mercati al declassamento Usa di Moody’s
di Emma BonottiMILANO – Caro Moody’s, quanto male ci fai. Il taglio del rating degli Stati Uniti, che perde l’ultima tripla A delle principali agenzie, è un colpo sordo per i mercati americani e non solo. I primi segnali arrivano dalle Borse, in rosso quelle che hanno già aperto dopo la notizia di venerdì, mentre restano pesanti i future su quelle ancora chiuse. Gli investitori osserveranno con attenzione anche l’andamento del dollaro e dell’oro, due indicatori chiave per comprendere quanto il declassamento ad Aa1 incida sulla fiducia nell’economia americana e nella sua capacità di sostenere l’immenso debito federale, arrivato ormai a 36.866 miliardi di dollari.
Borse in rosso, future pesanti
Dopo la notizia di venerdì, l’Asia si risveglia debole, con tutti i listini in forte contrazione verso la fine della seduta. L’Europa non è da meno: la partenza è fiacca, soprattutto per Milano dove però pesa anche l’effetto tecnico del maxi stacco di cedole dei molte società quotate sul paniere principale (ventiquattro per la precisione). Dall’altra parte dell’oceano, i future su Wall Street perdono oltre l’1% a metà mattina, anticipando un’apertura in rosso anche per l’America, che viene da un mese di rimbalzi.
Sell America, sell: giù il dollaro, volano i rendimenti dei T-bond
Sui mercati è Sell America: gli investitori vendono gli asset a stelle e strisce, preoccupati che gli Usa possano perdere lo status di principale destinazione degli investimenti mondiali mentre l'economia arranca, il debito cresce e l'affidabilità politica del governo Usa viene messa in discussione.
Scattano così i rendimenti dei titoli di Stato, con i Treasury trentennali che tornano sopra il 5% e quelli a dieci anni sopra il 4,5%, mentre il dollaro resta in forte calo sulle principali valute, compreso l’euro. Non va dimenticato che la guerra commerciale scatenata dai dazi di Trump ha già messo a dura prova i mercati. In questo scenario di rinnovata incertezza l’oro guadagna terreno, scambiando oltre i 3.200 dollari l'oncia.