Nuova rottamazione auto: fondi Pnrr per le elettriche, incentivo fino a 11 mila euro
di Giuseppe ColomboRoma - Il governo lancia una nuova rottamazione delle auto inquinanti. Lo fa con i soldi del Pnrr. In tutto 597 milioni. Dovevano servire a installare 20.500 colonnine elettriche su strade e autostrade, ma il mercato non ha risposto come si pensava: il target, quindi, sarà ridimensionato. Ecco il travaso: le risorse andranno agli incentivi per la sostituzione di 39 mila veicoli a combustione interna con mezzi elettrici nuovi.
Il bonus sarà selettivo, legato all’Isee o al valore del nuovo mezzo. La scadenza è fissata al 30 giugno 2026. Così c’è scritto nella proposta di revisione tecnica del Piano nazionale di ripresa e resilienza. L’esecutivo ha trasmesso il documento alla Commissione europea il 21 marzo, ma il testo è stato poi integrato nelle settimane successive e approvato ieri…
Roma - Il governo lancia una nuova rottamazione delle auto inquinanti. Lo fa con i soldi del Pnrr. In tutto 597 milioni. Dovevano servire a installare 20.500 colonnine elettriche su strade e autostrade, ma il mercato non ha risposto come si pensava: il target, quindi, sarà ridimensionato. Ecco il travaso: le risorse andranno agli incentivi per la sostituzione di 39 mila veicoli a combustione interna con mezzi elettrici nuovi.
Il bonus sarà selettivo, legato all’Isee o al valore del nuovo mezzo. La scadenza è fissata al 30 giugno 2026. Così c’è scritto nella proposta di revisione tecnica del Piano nazionale di ripresa e resilienza. L’esecutivo ha trasmesso il documento alla Commissione europea il 21 marzo, ma il testo è stato poi integrato nelle settimane successive e approvato ieri dalla cabina di regia che si è riunita a Palazzo Chigi sotto la supervisione del ministro per il Pnrr, Tommaso Foti. È lui che ha rivendicato “i dati della spesa in continua crescita, che sfiorano i 70 miliardi, circa il 58% delle risorse finora ricevute”.
Il funzionamento
Ma come funzionerà la misura intitolata “Programma di rinnovamento della flotta di veicoli privati e commerciali leggeri con veicoli elettrici?”. Il contributo andrà a chi demolirà l’auto termica per comprare una vettura elettrica nuova e di categoria M1 (fino a 8 posti a sedere). Ma anche alle microimprese per l’acquisto di veicoli commerciali, a emissioni zero, destinati al trasporto merci (categorie N1 e N2, rispettivamente fino a 3,5 e 12 tonnellate di massa).
Tetto Isee a 40 mila euro
Per le persone fisiche - si legge nel documento - l’incentivo sarà legato "al rispetto di specifiche soglie di Isee”. Secondo quanto apprende Repubblica da fonti di governo, il tetto è stato fissato a 40 mila euro. Il contributo sarà di 11 mila euro per chi ha un Isee fino a 30 mila euro e di 9 mila euro tra 30 e 40 mila euro. Per le microimprese, il bonus sarà pari al 30% del valore del veicolo elettrico, con un limite di 20 mila euro.
Il negoziato con Bruxelles è in fase di finalizzazione. E la rottamazione non è l’unica richiesta avanzata dall’Italia. La revisione tecnica riguarda 107 tra milestone (traguardi) e target (obiettivi). Rappresentano il 30% di quelli previsti per “il residuo arco temporale di attuazione del Piano”, dalla settima alla decima richiesta di pagamento.
Tra le modifiche anche la riallocazione di 640 milioni dalla misura dedicata all’idrogeno nei settori industriali inquinanti allo sviluppo del biometano, per arrivare a una capacità produttiva di 2,3 miliardi di metri cubi all’anno. Rimodulazione per alcune tratte ferroviarie, soprattutto al Sud: "parti di opera” saranno alimentate con fondi nazionali per fare andare avanti i lavori dopo la scadenza del Pnrr del 31 agosto 2026.
Obiettivi più ambiziosi per la legge annuale sulla concorrenza. Si occuperà di servizi pubblici locali, trasferimento tecnologico e societario, trasporto regionale, mobilità elettrica, salute e società tra professionisti.
La metamorfosi del Pnrr non finisce qui. Entro fine giugno arriverà la revisione che conta. La sesta da quando il Piano ha visto la luce nel 2021. Taglierà obiettivi, asciugherà investimenti e sposterà risorse. Sarà ridotta la dotazione di Transizione 5.0: l’orientamento dell’esecutivo è seguire l’indicazione di Confindustria, che chiede uno spostamento di risorse dagli incentivi ai contratti di ricerca e sviluppo. Sul tavolo della trattativa con l’Europa anche diverse misure relative a turismo, lavoro e inclusione sociale.