Sondaggio sui quiet quitters: il 41% dei lavoratori pensa a come andarsene
di Irene Maria ScaliseROMA – Lo stress diventa sempre più l’indesiderato compagno di banco della giornata lavorativa. Non solo. Definito dall'Organizzazione Mondiale della Sanità come "uno stato di preoccupazione o tensione mentale causato da una situazione difficile", lo stress è molto di più. Un fenomeno universale. Ma ultimamente è sempre più frequentemente legato a filo doppio al mondo del lavoro. Secondo un rapporto della multinazionale Gallup, il 41% dei dipendenti ha dichiarato di essere molto stressato, con l'esperienza lavorativa che contribuisce in modo significativo alle oscillazioni delle emozioni quotidiane. Di più. Il 20% ha riferito di sentirsi solo, una percentuale che aumenta vertiginosamente tra i lavoratori da remoto. Insomma – racconta l’Observer in un editoriale a cura di Zoe Sinclair (esperta di benessere sul posto di lavoro) – il mondo del lavoro moderno è “nel mezzo di una crisi di salute mentale”.
ROMA – Lo stress diventa sempre più l’indesiderato compagno di banco della giornata lavorativa. Non solo. Definito dall'Organizzazione Mondiale della Sanità come "uno stato di preoccupazione o tensione mentale causato da una situazione difficile", lo stress è molto di più. Un fenomeno universale. Ma ultimamente è sempre più frequentemente legato a filo doppio al mondo del lavoro. Secondo un rapporto della multinazionale Gallup, il 41% dei dipendenti ha dichiarato di essere molto stressato, con l'esperienza lavorativa che contribuisce in modo significativo alle oscillazioni delle emozioni quotidiane. Di più. Il 20% ha riferito di sentirsi solo, una percentuale che aumenta vertiginosamente tra i lavoratori da remoto. Insomma – racconta l’Observer in un editoriale a cura di Zoe Sinclair (esperta di benessere sul posto di lavoro) – il mondo del lavoro moderno è “nel mezzo di una crisi di salute mentale”.
Il perché della crisi e l’impatto sulle aziende
Ma perché il lavoro è arrivato a un tale punto di rottura? Aspettative irrealistiche da parte della dirigenza e la mancanza di un supporto significativo per la salute mentale sono due delle cause più comuni. Un carico di lavoro eccessivo, unito a obiettivi irraggiungibili, intrappolano i dipendenti in un ciclo di lunghe ore di lavoro in cui la pressione è costante. Senza un solido supporto manageriale, lo stress non si limita a covare, ma esplode, portando al burnout e a gravi problemi di salute. L'incapacità di riconoscere e affrontare i livelli di stress del personale può avere un impatto significativo su un'azienda e sulla sua capacità di ottenere risultati. Ad esempio, uno studio dell'American Journal of Preventive Medicine ha recentemente stimato che burnout costa alle aziende americane fini a 21 mila dollari per dipendente all'anno a causa della perdita di produttività e del turnover del personale. La stessa ricerca stima che il burnout possa costare alle aziende quasi tre volte il costo medio dell'assicurazione sanitaria e fino a 17 volte il costo della formazione per dipendente. Prendersi cura del benessere dei dipendenti non è solo un dovere del datore di lavoro; dovrebbe essere anche un obbligo finanziario per l'azienda.Alcuni settori risentono più di altri della pressione. Una ricerca che analizza i dati su salute e sicurezza ha rilevato che la salute e l’assistenza sociale sono in cima alla piramide delle malattie da stress. Seguono a ruota la difesa pubblica e l'istruzione, con il settore legale e finanziario che completano la top five: settori in cui lunghe ore di lavoro, richieste dei clienti e ambienti ipercompetitivi sono praticamente parte integrante.
Cosa possono fare i datori di lavoro
In tutti i settori e ruoli lavorativi, i datori di lavoro devono riconoscere lo stress specifico che il loro settore può causare ai dipendenti e offrire un supporto mirato che apporti benefici alla salute mentale sul posto di lavoro, tenendo presente che non esiste una soluzione unica per tutti. La natura dello stress varia da un settore all'altro e i capi devono esserne consapevoli nel supporto articolato che offrono al personale. Ad esempio, nel settore finanziario, alcuni dei punti critici più critici possono essere le scadenze di chiusura dell'esercizio finanziario, il carico di lavoro eccessivo e la percezione di competizione con i colleghi. Nel settore sanitario, ad esempio, le pressioni legate al carico di lavoro eccessivo e alla mancanza di risorse possono rimanere le stesse, ma con ulteriori complicazioni dovute all'esposizione a esperienze emotive e/o traumatiche con i pazienti.
Ammettere il problema
Il primo passo per risolvere un problema è ammettere di averne uno. I datori di lavoro devono innanzitutto ascoltare ciò che i dipendenti pensano e provano. Per farlo, devono aprire canali di comunicazione: sondaggi anonimi, colloqui regolari con i manager e conversazioni sincere sui punti di stress sono punti di partenza fondamentali. La leadership deve dare il tono promuovendo un autentico equilibrio tra lavoro e vita privata, incoraggiando orari flessibili e definendo aspettative ragionevoli sul carico di lavoro. Non si tratta di offrire benefit per la salute mentale, ma di costruire una cultura aziendale e di garantire che il supporto offerto faccia davvero la differenza nella vita dei propri dipendenti. Un altro elemento imprescindibile è un solido Programma di Assistenza ai Dipendenti (EAP), che offra consulenza riservata e percorsi chiari per i dipendenti che cercano aiuto.