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Enasarco, con la guerra ai vertici spunta l’ipotesi di commissariamento

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Dopo la recente ordinanza del tribunale di Roma, l’ex presidente chiede il reintegro e si prepara a impugnare le decisioni, compresi gli atti per indire le imminenti elezioni
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MILANO – Come ricorda il conto alla rovescia sul sito di Enasarco, mancano appena 15 giorni alle elezioni per il rinnovo degli organi dell’ente di previdenza degli agenti di commercio. Sull’appuntamento, tuttavia, si addensano nubi divenute più minacciose dopo la nuova ordinanza del tribunale di Roma, al punto che circola l’ipotesi di un commissariamento di Enasarco.

L’ultimo provvedimento della giudice Flora Mazzaro ha sospeso la delibera assembleare di fine ottobre con cui l’allora presidente Alfonsino Mei, poi sostituito da Umberto Mirizzi, era stato dichiarato decaduto dalla carica di consigliere. Prima ancora, un analogo provvedimento aveva sospeso in via cautelare la revoca di Mei dalla presidenza. Forte delle due ordinanze, l’ex presidente chiede il reintegro al vertice, motivo per cui due giorni fa ha domandato in una Pec di rientrare in possesso delle sue credenziali e del suo ufficio.

MILANO – Come ricorda il conto alla rovescia sul sito di Enasarco, mancano appena 15 giorni alle elezioni per il rinnovo degli organi dell’ente di previdenza degli agenti di commercio. Sull’appuntamento, tuttavia, si addensano nubi divenute più minacciose dopo la nuova ordinanza del tribunale di Roma, al punto che circola l’ipotesi di un commissariamento di Enasarco.

L’ultimo provvedimento della giudice Flora Mazzaro ha sospeso la delibera assembleare di fine ottobre con cui l’allora presidente Alfonsino Mei, poi sostituito da Umberto Mirizzi, era stato dichiarato decaduto dalla carica di consigliere. Prima ancora, un analogo provvedimento aveva sospeso in via cautelare la revoca di Mei dalla presidenza. Forte delle due ordinanze, l’ex presidente chiede il reintegro al vertice, motivo per cui due giorni fa ha domandato in una Pec di rientrare in possesso delle sue credenziali e del suo ufficio.

Tali richieste finora hanno incontrato il muro dell’ente, che ritiene che il reintegro alla presidenza non scatti in automatico. In una nota di ieri, Enasarco, dopo avere accusato Mei di «strumentalizzare un provvedimento provvisorio», preannuncia una conferenza stampa per illustrare gli «inaccettabili comportamenti» verso i dipendenti che avevano spinto l’assemblea a condurlo fuori dal cda. L’evento si terrà dopo il 28 maggio, quando si riunirà l’ultimo consiglio di Enasarco e prenderà poi il via la campagna elettorale.

Mei, ritenendo irregolare l’attuale cda dopo le due ordinanze a proprio favore, si prepara a impugnare tutta una serie di atti, compresi quelli con cui sono state indette le imminenti elezioni. In Enasarco invece difendono sia la recente approvazione del bilancio, per garantire la correttezza della quale era stato acquisito anche un parere “pro veritate” di Franco Bassanini, sia le procedure per chiamare al voto gli agenti di commercio. Questi ultimi sceglieranno l’assemblea dei delegati che poi a sua volta nominerà il nuovo cda a partire da un’unica lista.

Tuttavia, per mettere le elezioni al riparo da qualsiasi iniziativa, in ambienti vicini alle Casse circola l’ipotesi di un possibile commissariamento temporaneo di Enasarco da parte dei ministeri vigilanti del Lavoro e dell’Economia. In attesa di capire se si concretizzerà, l’ente resta al centro delle partite bancarie: dopo avere da poco ceduto con profitto il 3,01% di Mps, è entrato in Mediobanca al 2% circa, secondo La Stampa.

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