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Ex Ilva, accordo ancora lontano. Il governo: “Fase drammatica”

Ansa/Fusco

 

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Sfiorata la rottura con i sindacati, tavolo aggiornato a lunedì. Il sottosegretario Mantovano: “Preoccupati ma non rassegnati”
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Il salvataggio dell’ex Ilva è sempre più un percorso a ostacoli. L’incontro di mercoledì a Palazzo Chigi fra governo, azienda e sindacati si conclude con un nulla di fatto. Dopo aver sfiorato la rottura, le parti si aggiornano alla prossima settimana. All’orizzonte non si intravvedono vie d’uscita. Le parole del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, in apertura di riunione, lasciano poco spazio all’ottimismo. «Il momento è particolarmente drammatico», ammette.

Dopo l’incidente verificatosi a Taranto due settimane fa e il sequestro probatorio dell’altoforno 1 disposto dalla Procura della Repubblica, la fabbrica rischia di fermarsi. «La situazione non è ancora definitivamente compromessa - sottolinea Mantovano -.…

Il salvataggio dell’ex Ilva è sempre più un percorso a ostacoli. L’incontro di mercoledì a Palazzo Chigi fra governo, azienda e sindacati si conclude con un nulla di fatto. Dopo aver sfiorato la rottura, le parti si aggiornano alla prossima settimana. All’orizzonte non si intravvedono vie d’uscita. Le parole del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, in apertura di riunione, lasciano poco spazio all’ottimismo. «Il momento è particolarmente drammatico», ammette.

Dopo l’incidente verificatosi a Taranto due settimane fa e il sequestro probatorio dell’altoforno 1 disposto dalla Procura della Repubblica, la fabbrica rischia di fermarsi. «La situazione non è ancora definitivamente compromessa - sottolinea Mantovano -. Siamo preoccupati, ma non rassegnati». Il sottosegretario non risparmia una stoccata ai pm del capoluogo jonico. «Verrebbe la tentazione di dire che le proteste, più che giustificate, andrebbero rivolte a uffici diversi da Palazzo Chigi o dal ministero del Lavoro - osserva - però non è assolutamente questo l’intento, perché noi ci assumiamo fino in fondo la responsabilità di governare questa crisi».

Ex Ilva, la trattativa con Baku Steel

In mattinata, gli operai di tutti gli impianti del complesso siderurgico hanno scioperato per quattro ore. A Taranto è stata bloccata la strada statale 100. I sindacati sono convinti che la trattativa con gli azeri di Baku Steel sia finita su un binario morto. Chiedono certezze sul piano industriale, sulla tutela dei livelli occupazionali e sulle risorse per consentire la continuità aziendale. Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria è in crisi di liquidità. Perde più di un milione al giorno. La cifra è destinata ad aumentare dopo il sequestro dell’altoforno 1. L’allungamento dei tempi per la vendita potrebbe aggravare la situazione. Senza contare l’incertezza sul rilascio della nuova Autorizzazione integrata ambientale, le cui prescrizioni potrebbero imporre interventi così onerosi da indurre i potenziali acquirenti a rinunciare.

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, assicura che il confronto con gli azeri di Baku Steel va avanti e che il governo vuole garantire la ripresa produttiva e la decarbonizzazione.

Ex Ilva, la posizione dei sindacati

Non è chiaro con quali risorse, considerato che i 250 milioni dell’ultimo prestito ponte autorizzato dall’Ue sono insufficienti. Poi bisogna fare i conti la Cig. Come comunicato dall’azienda, si passerà dagli attuali 2.100 a 3.926 lavoratori, di cui 3.538 a Taranto. Numeri inaccettabili per i sindacati.

La tensione rimane alta e la ripresa della discussione è stata aggiornata a lunedì prossimo a Palazzo Chigi. «Lo Stato deve garantire la continuità finanziaria e produttiva dell’azienda - spiega Michele De Palma, segretario generale della Fiom Cgil - Abbiamo chiesto certezze sugli investimenti per la decarbonizzazione e per l’occupazione. Il bando per la vendita non ha prodotto alcun risultato». Insoddisfatto anche il segretario generale Uilm, Rocco Palombella. «Non c’erano le condizioni per continuare - osserva - non è stato un incontro positivo».

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