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Allarme dell’Anac sulla corruzione: “Troppi cantieri aggiudicati senza gara”

Giuseppe Busia, presidente Anac

 

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La relazione annuale dell’Autorità. Il presidente Busia: “Affidamenti diretti al 98%, così sprechi e infiltrazioni”. Critiche su porte girevoli e conflitti d’interesse nella Pa. “Sul Recovery spesa bassa”
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ROMA – Un «progressivo indebolimento delle garanzie» contro i «troppi conflitti di interesse». L’assenza di norme organiche che regolino le porte girevoli tra pubblico e privato. L’eccesso di appalti assegnati senza gara, dietro cui si nascondono «sprechi e qualche volta infiltrazioni criminali». L’occasione «mancata» di correggere il Codice dei lavori pubblici, per tutelare concorrenza, trasparenza e sicurezza sul lavoro. I «preoccupanti» ritardi del Pnrr.

Nella relazione annuale per il 2024, presentata ieri in Parlamento, il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) Giuseppe Busia suona vari campanelli d’allarme su integrità e indipendenza della Pubblica amministrazione. E lo fa criticando il governo per i tanti e diso…

ROMA – Un «progressivo indebolimento delle garanzie» contro i «troppi conflitti di interesse». L’assenza di norme organiche che regolino le porte girevoli tra pubblico e privato. L’eccesso di appalti assegnati senza gara, dietro cui si nascondono «sprechi e qualche volta infiltrazioni criminali». L’occasione «mancata» di correggere il Codice dei lavori pubblici, per tutelare concorrenza, trasparenza e sicurezza sul lavoro. I «preoccupanti» ritardi del Pnrr.

Nella relazione annuale per il 2024, presentata ieri in Parlamento, il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) Giuseppe Busia suona vari campanelli d’allarme su integrità e indipendenza della Pubblica amministrazione. E lo fa criticando il governo per i tanti e disorganici provvedimenti di deregolamentazioni varati negli ultimi mesi con l’imperativo di accelerare i cantieri, mentre per la prima volta dopo 13 anni l’Italia perdeva posizioni nell’indice sulla percezione della corruzione di Transparency international: «Un rilevante passo indietro che racconta il progressivo venir meno della fiducia dei cittadini».

Busia torna sull’abrogazione dell’abuso d’ufficio, appena giudicata legittima dalla Consulta, spiegando che il governo non solo è venuto meno all’impegno di bilanciarla rafforzando le tutele amministrative, ma che al contrario ha indebolito anche quelle. Il recente decreto Pa, per esempio, ha creato discrasie in tema di incompatibilità e inconferibilità delle cariche, e ridotto da tre anni a uno il periodo di attesa necessario per un funzionario pubblico che vuole passare al settore privato, il cosiddetto pantouflage. Serve una «riforma armonica» sui conflitti di interesse, dice Busia, e una sulle attività di lobby, la cui mancanza è una «grave carenza» italiana.

Carte false

Il secondo bersaglio, non da oggi, è il Codice del ministro delle Infrastrutture Salvini, che all’insegna del “fare presto” ha alzato a 150 mila euro la soglia degli appalti che si possono assegnare con affidamento diretto. «Nel 2024 sono stati circa il 98%, troppi», spiega Busia. Sono triplicati in particolare quelli subito sotto la soglia, sintomo di un «proliferare di comportamento opportunistico» con cui le amministrazioni cercano di evitare la gara. La revisione del Codice approvata alla fine dello scorso anno secondo Busia è stata una «occasione mancata»: oltre che di abbassare le soglie, l’Anac aveva suggerito anche - senza successo - di introdurre l’obbligo per le imprese di indicare il titolare effettivo. I subappalti a cascata, ha spiegato il presidente, rappresentano un forte rischio per la sicurezza dei lavoratori.

Il messaggio di Busia è che non basta fare presto, bisogna fare bene. Mentre il Pnrr, nonostante fin dall’inizio si muova in regime di deroga, non riesce neppure a fare presto: «Preoccupa l’andamento della spesa», ha detto il presidente, dopo che la Corte dei conti ha rilevato come in molti settori sia stato utilizzato meno del 30% delle risorse. I dati Anac aggiungono elementi di criticità: su 270 miliardi di euro di appalti pubblici nel 2024, quelli relativi ai soli lavori (i cantieri, in opposizione alle forniture di beni e servizi) sono calati del 39%. «Dobbiamo prepararci a un’inevitabile contrazione delle nuove procedure», ha detto Busia.

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