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La trasferta a Londra di Nagel e Lovaglio per convincere i fondi

Una sala trading della City di Londra 

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Gli ad di Mediobanca e Mps in roadshow all’estero per spiegare i propri piani. L’offerta di Siena ottiene il via libera dell’Ivass
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Milano – La partita Mps-Mediobanca-Banca Generali si combatte non solo in italia ma anche sui mercati internazionali. Non a caso in questi giorni sia Luigi Lovaglio, ad del Monte dei Paschi di Siena, sia Alberto Nagel, ceo di Mediobanca, sono a Londra a parlare con gli investitori istituzionali. E la settimana prossima il road show farà tappa a New York. Entrambi i banchieri stanno cercando di convincere i gestori della bontà del loro progetto, ma le prospettive sono molto diverse. Se Lovaglio vede la recente offerta di Mediobanca su Banca Generali non ostativa al fatto che Mps possa alla fine conquistare entrambe, dall’altra parte Nagel vede le due operazioni come alternative. Se gli investitori daranno retta a Lovaglio allora dovranno votare sì all’assemblea di Mediobanca del 16 giugno che deve dare il via all’Ops su Banca Generali, e poi da inizio luglio gli stessi dovranno consegnare le proprie azioni Mediobanca all’offerta di Mps. Al contrario, se Nagel sarà più convincente, gli …

Milano – La partita Mps-Mediobanca-Banca Generali si combatte non solo in italia ma anche sui mercati internazionali. Non a caso in questi giorni sia Luigi Lovaglio, ad del Monte dei Paschi di Siena, sia Alberto Nagel, ceo di Mediobanca, sono a Londra a parlare con gli investitori istituzionali. E la settimana prossima il road show farà tappa a New York. Entrambi i banchieri stanno cercando di convincere i gestori della bontà del loro progetto, ma le prospettive sono molto diverse. Se Lovaglio vede la recente offerta di Mediobanca su Banca Generali non ostativa al fatto che Mps possa alla fine conquistare entrambe, dall’altra parte Nagel vede le due operazioni come alternative. Se gli investitori daranno retta a Lovaglio allora dovranno votare sì all’assemblea di Mediobanca del 16 giugno che deve dare il via all’Ops su Banca Generali, e poi da inizio luglio gli stessi dovranno consegnare le proprie azioni Mediobanca all’offerta di Mps. Al contrario, se Nagel sarà più convincente, gli stessi investitori dovranno dare il via libera in assemblea ma poi tenersi le azioni strette in mano senza consegnarle al Monte.

In pratica Lovaglio pensa di non aver problemi a integrare due realtà in una volta sola sotto la direzione della sua banca commerciale, visto che la partecipazione del 13% di Mediobanca in Generali (offerta da Mediobanca per pagare Banca Generali) non è strategica al suo progetto industriale. A parere di Nagel, invece, la formazione di un polo nel risparmio gestito tra Mediobanca e Banca Generali avrà valore solo se saprà trattenere e attrarre tutti i talenti migliori di questo settore e solo se con Generali verranno firmati dei contratti di partnership di distribuzione di prodotti in esclusiva, che l’arrivo di Mps non saprebbe garantire.

Mentre gli investitori pensano a quale possa essere la soluzione migliore le strade delle due Ops vanno avanti quasi in parallelo. Ieri l’Ivass ha autorizzato Mps a prendere la partecipazione del 13% di Generali contenuta nella pancia di Mediobanca, nel caso la sua Ops andasse a buon fine. E Piazzetta Cuccia ha depositato in Consob il prospetto informativo che con tutte le integrazioni che seguiranno dovrà essere approvato a settembre.

Ma l’esito della partita si gioca anche in Borsa, dove è appena avvenuto lo stacco dei dividendi delle due banche. Il concambio è stato così corretto a 2,533 azioni Mps per ogni azione Mediobanca, che ai prezzi di chiusura di ieri sera esprimeva uno sconto del 7,3%. Ciò significa che per pareggiare la convenienza tra tenere le azioni Mediobanca o consegnarle all’Ops, Mps dovrebbe mettere sul piatto altri 1,2 miliardi.

Mediobanca è invece concentrata sui passaggi in vista dell’assemblea. Il 4 giugno la riunione del patto di consultazione dei soci che raggruppano l’11,8% del capitale (ma senza vincolo di voto) dovrà esprimere un parere sull’Ops lanciata su Banca Generali. Il patto si era già espresso in maniera negativa sull’Ops di Mps.

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