Bpm, Consob allunga l’Ops Unicredit. Fratelli d’Italia mette sotto accusa Savona
di Giuseppe Colombo , Andrea GrecoUnicredit ottiene dalla Consob un allungamento di 30 giorni dell’offerta pubblica di scambio su Banco Bpm. E rende noto che la banca scalatrice, il 21 aprile, ha chiesto al governo di “riaprire il provvedimento del golden power a tutela dei propri diritti e interessi”. Tutto dentro una delibera che fa infuriare Fratelli d’Italia. E sulla revisione delle prescrizioni nei confronti dell’istituto, fonti di governo tengono il punto: il Dpcm non si tocca.
La questione divisiva è la delibera dell’authority dei mercati. Con una decisione sofferta del collegio di cinque membri, e il voto decisivo del presidente Paolo Savona, la Consob ha accolto l’istanza dell’istituto di piazza Gae Aulenti, per cui il decreto golden power, che il 18 aprile ha imposto pesanti vincoli per autorizzare l’acquisizione, rappresenta “un fatto nuovo” come previsto dall’articolo 102 del Testo unico della finanza.
Unicredit ottiene dalla Consob un allungamento di 30 giorni dell’offerta pubblica di scambio su Banco Bpm. E rende noto che la banca scalatrice, il 21 aprile, ha chiesto al governo di “riaprire il provvedimento del golden power a tutela dei propri diritti e interessi”. Tutto dentro una delibera che fa infuriare Fratelli d’Italia. E sulla revisione delle prescrizioni nei confronti dell’istituto, fonti di governo tengono il punto: il Dpcm non si tocca.
La questione divisiva è la delibera dell’authority dei mercati. Con una decisione sofferta del collegio di cinque membri, e il voto decisivo del presidente Paolo Savona, la Consob ha accolto l’istanza dell’istituto di piazza Gae Aulenti, per cui il decreto golden power, che il 18 aprile ha imposto pesanti vincoli per autorizzare l’acquisizione, rappresenta “un fatto nuovo” come previsto dall’articolo 102 del Testo unico della finanza.
Pertanto l’authority ravvede “l’esigenza di integrare ed aggiornare il prospetto informativo dell’Ops” partita il 28 aprile e che termina il 23 giugno, con regolamento il primo luglio. Ma ora, salvo colpi di scena, potrebbe durare un mese in più. Una pena, sul fronte rivale, per Banco Bpm, sotto scacco da novembre - anche per la passivity rule, che limita le mosse difensive - e che in serata ha parlato di "provvedimento abnorme, di assoluta gravità: Bpm adotterà ogni iniziativa a tutela della banca e dei suoi azionisti” per contrastarlo. Ha 60 giorni per ricorrere al Tar contro la delibera.
Come già sostenuto da Unicredit, e ripreso nella delibera ieri, il golden power prevede “una serie di vincoli sulla gestione delle future attività creditizie e della liquidità del polo combinato, sul diritto di cedere partecipazioni e di gestire in modo appropriato gli asset di Anima e le attività in Russia”. Impegni “non comuni, trattandosi di due banche italiane”, e che “si prestano a diverse interpretazioni e appaiono non completamente allineati con la legislazione italiana e dell’Ue, e con le decisioni delle autorità regolamentari”; oltre a implicare multe salate per “la presunta mancata osservanza”.
Unicredit ha fatto leva "sulla possibilità di riferire immediatamente all’autorità se non fosse possibile attuare in tutto o in parte le prescrizioni, esprimendo il proprio punto di vista in attesa di riscontri”. È questo il granello di sabbia che ferma l’ingranaggio, per ora. E Orcel e i suoi proveranno a rivedere i tecnici del Mef per giungere a una versione più semplice e mite dei paletti, e poi “prendere una decisione definitiva”.
Anche su questo la Consob ha dato atto, notando la "situazione d’incertezza creatasi in relazione agli eventuali esiti dell’iter procedimentale”.
Sul fronte politico la richiesta di Unicredit di riaprire il golden power registra contrarietà. Fonti di governo affermano che “è una richiesta inoltrata un mese fa” e che “non è un previsto un cambio del Dpcm”. Le stesse fonti aggiungono che “c’è il monitoraggio sulle prescrizioni previsto dalla procedura, monitoraggio che è in corso”. FdI è in linea: “Il golden power - dice il responsabile economico del partito, Marco Osnato - è molto chiaro: può piacere o no, ma resta questo. Nulla di ciò che ha portato il governo a scrivere il Dpcm è cambiato, quindi le prescrizioni restano le stesse e volte a tutelare il credito per le pmi italiane”.
Irritazione anche per il voto di Savona. "Sono sorpreso che un presidente esperto come Savona porti l’ente regolatore a paventare una scarsa comprensione del provvedimento del governo, che appare a tutti molto chiaro e lineare - dice Osnato -. Certo un’Ops che dura 7-8 mesi va un po’ fuori dalle logiche di mercato”.