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Usa, Trump alla cena dei criptosoci. I dem: “Corruzione sfacciata”

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I 220 grandi acquirenti della moneta che porta il suo nome accolti in Virginia.Timori dei mercati per la nuova legge di bilancio
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NEW YORK – Mentre il declassamento da parte di Moody’s del debito sovrano ha spinto gli investitori a cercare alternative al dollaro, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha celebrato una criptovaluta: la sua, il token $Trump. Il tycoon ha invitato i suoi principali investitori a una cena esclusiva al Trump National Golf Club, in Virginia. A catturare l’attenzione dei media americani non è solo il tempismo del gala, ma la natura degli investitori: la criptovaluta lanciata dal presidente è in gran parte di proprietà straniera, soprattutto asiatica. Dei primi venticinque portafogli, diciannove appartengono a utenti che utilizzano exchange all’estero ed escludono clienti statunitensi.

Molti dei principali investitori sarebbero cittadini non americani…

NEW YORK – Mentre il declassamento da parte di Moody’s del debito sovrano ha spinto gli investitori a cercare alternative al dollaro, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha celebrato una criptovaluta: la sua, il token $Trump. Il tycoon ha invitato i suoi principali investitori a una cena esclusiva al Trump National Golf Club, in Virginia. A catturare l’attenzione dei media americani non è solo il tempismo del gala, ma la natura degli investitori: la criptovaluta lanciata dal presidente è in gran parte di proprietà straniera, soprattutto asiatica. Dei primi venticinque portafogli, diciannove appartengono a utenti che utilizzano exchange all’estero ed escludono clienti statunitensi.

Molti dei principali investitori sarebbero cittadini non americani o americani che vivono all’estero. I primi 220 possessori del token hanno ricevuto l’invito formale al gala di ieri sera, mentre ai primi venticinque super detentori era stata promessa una reception Vip e un tour speciale. La presenza dominante di stranieri ha sollevato preoccupazioni etiche e legali attorno a un uomo che si è già vantato di aver accettato in dono dal Qatar un aereo lussuoso da usare come Air Force One.

Gli investitori della crypto di Trump

I miliardari stranieri stanno blandendo Trump senza neanche più nascondersi. Alcuni Democratici del Congresso parlano apertamente di potenziale scambio di favore, in violazione alle leggi federali che vietano contributi stranieri alla politica. Il senatore Chris Murphy l’ha definita la «cosa più sfacciatamente corrotta che un presidente abbia mai fatto». L’attenzione si è concentrata su Justin Sun, fondatore della blockchain Tron, che ha investito 75 milioni di dollari in World Liberty Financial, la società legata alla famiglia Trump.

L’investitore cinese, 34 anni, con un patrimonio personale di oltre 8 miliardi di dollari, ha token $Trump per un valore di 18 milioni. Il secondo è MemeCore, network della criptovaluta con base a Singapore. Al terzo posto un imprenditore australiano. Il token con l’effigie del presidente è stato lanciato dal tycoon pochi giorni prima del suo ritorno alla Casa Bianca e ha avuto un grande successo, registrando fino al 60 per cento in più di valore e toccando un tetto complessivo di 15 miliardi. Trump ha respinto le critiche, negando l’esistenza di conflitti di interesse.

La base Maga ha accettato a occhi chiusi la sua versione, ma le polemiche si incrociano con le preoccupazioni legate alla ”grande e bellissima legge fiscale" voluta da Trump e approvata dalla Camera. Servirà il via libera del Senato, atteso in estate. Secondo gli analisti indipendenti, il piano - che prevede tagli fiscali ai più ricchi e poi a scendere - può aggiungere fino a 3 mila miliardi di dollari di deficit in dieci anni. I timori sul debito hanno fatto risalire il rendimento dei Treasury, con il tasso sui bond decennali che ha superato il 4,5 per cento, e quello trentennale salito a oltre il 5 per cento.

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