ROMA – Usare l’intelligenza artificiale al lavoro sembra ormai un fatto inevitabile. Ma conviene farlo con la benedizione dei capi o agendo nelle retrovie? Il Financial Times racconta come il mese scorso i 1.500 dipendenti dello studio legale britannico Shoosmiths hanno ricevuto la notizia che l’azienda aveva creato un montepremi bonus di 1 milione di sterline che sarebbe stato suddiviso tra loro a condizione che utilizzassero collettivamente Microsoft Copilot, lo strumento di intelligenza artificiale generativa (scelto dall'azienda), almeno 1 milione di volte durante l'anno fiscale. Decisamente una notizia per noi visto che in Italia l’uso dell’intelligenza artificiale si sta facendo largo ma ancora non si hanno casi così espliciti di incoraggiamento.
David Jackson il loro amministratore delegato, ha sottolineato appunto che l'obiettivo di 1 milione di dollari potrebbe essere facilmente raggiunto se tutti utilizzassero Copilot anche solo quattro volte al giorno . Per agevolare l'i…
ROMA – Usare l’intelligenza artificiale al lavoro sembra ormai un fatto inevitabile. Ma conviene farlo con la benedizione dei capi o agendo nelle retrovie? Il Financial Times racconta come il mese scorso i 1.500 dipendenti dello studio legale britannico Shoosmiths hanno ricevuto la notizia che l’azienda aveva creato un montepremi bonus di 1 milione di sterline che sarebbe stato suddiviso tra loro a condizione che utilizzassero collettivamente Microsoft Copilot, lo strumento di intelligenza artificiale generativa (scelto dall'azienda), almeno 1 milione di volte durante l'anno fiscale. Decisamente una notizia per noi visto che in Italia l’uso dell’intelligenza artificiale si sta facendo largo ma ancora non si hanno casi così espliciti di incoraggiamento.
David Jackson il loro amministratore delegato, ha sottolineato appunto che l'obiettivo di 1 milione di dollari potrebbe essere facilmente raggiunto se tutti utilizzassero Copilot anche solo quattro volte al giorno . Per agevolare l'impresa, l'azienda monitorerebbe e pubblicherebbe tempestivamente i numeri ogni mese.
L’adozione ombra
Sono in molti a ritenere - al contrario – che l’uso dell’IA sia meglio se fatto di nascosto. Niente di ufficiale insomma, una sorta di “si fa ma non si dice”. E il problema di questa "adozione ombra", come i ricercatori chiamano l'uso non dichiarato dell'IA sul lavoro, è che espone l'organizzazione a gravi rischi, come violazioni della sicurezza. Per evitare tutto ciò, i ricercatori ritengono che i datori di lavoro dovrebbero elaborare delle linee guida sull'uso dell'intelligenza artificiale, incoraggiando i dipendenti a utilizzarla apertamente. Poiché il loro studio dimostra che è probabile che il personale venga declassato per aver ammesso di aver ricevuto aiuto dall'intelligenza artificiale, raccomandano anche qualche forma di incentivo per incoraggiare la divulgazione, come il bonus immediato di 1 milione di sterline di Shoosmiths. Anche aziende come Tesla, Waymo e Uber stanno sviluppando tecnologie di guida autonoma basate sull'IA convinta che possa portare a diversi benefici, tra cui l'ottimizzazione dei processi, l'aumento della produttività, la riduzione dei costi e il miglioramento della qualità dei servizi. L'IA può essere applicata in vari ambiti aziendali, dalla gestione delle risorse umane al marketing, dalla produzione alla logistica, e può essere utilizzata per automatizzare compiti ripetitivi, analizzare grandi quantità di dati e prendere decisioni più accurate.
La ricerca
Due accademici della HEC Paris Business School, Cathy Yang e David Restrepo Amariles hanno pubblicato una ricerca illuminante sui modi molto umani in cui Copilot, ChatGPT e altri prodotti di intelligenza artificiale generativa vengono utilizzati in ufficio. Il loro lavoro mostra che è possibile fare carriera sul lavoro se si usa l'intelligenza artificiale, a patto di non dirlo al proprio capo. E, inoltre, è improbabile che il proprio capo sappia se si è fatto ricorso all'intelligenza artificiale o meno. In un esperimento è stato chiesto a 130 manager di medio livello di una grande società di consulenza, di valutare una serie di brief compilati da due analisti junior. Erano tipici di quelli redatti per potenziali clienti in cerca di consulenti per un progetto. Alcuni documenti sono stati realizzati con l'aiuto di ChatGPT, altri no. I responsabili si sono rivelati completamente all'oscuro di quale fosse l'uno o l'altro. Sebbene il 77% delle loro valutazioni affermasse correttamente che era stato utilizzato ChatGPT, questa percentuale era vicina al 73% che affermava erroneamente che era stato utilizzato ChatGPT, quando in realtà non era così.