Milano – Nella battaglia per conquistare il Banco Bpm, Unicredit gioca la carta del Tar del Lazio e dichiara di voler procedere includendo anche Anima. Sebbene il gestore del risparmio sia stato conquistato dal Banco Bpm a un prezzo più alto del previsto e con un assorbimento di capitale di 240 punti sul Cet 1 che è sceso così dal 15,1% al 12,9%, «l’offerta soddisfa ancora i parametri finanziari di Unicredit».
Il Dpcm del 18 aprile sul golden power aveva fin da subito suscitato lo stupore del gruppo guidato da Andrea Orcel che il 21 aveva scritto al Mef per esporre le difficoltà ad applicare le prescrizioni lì contenute. Ma il fronte politico si è mostrato poco incline al dialogo e quindi, dopo che la Consob ha concesso un mese di sospensiva all’Ops, Unicredit ha deciso di aprire anche il fronte legale. Con l’obiettivo di «ottenere chiarezza e una valutazione formale indipendente sulla corretta applicazione» del golden power. Una mossa che, al momento, non cambia la linea del governo…
Milano – Nella battaglia per conquistare il Banco Bpm, Unicredit gioca la carta del Tar del Lazio e dichiara di voler procedere includendo anche Anima. Sebbene il gestore del risparmio sia stato conquistato dal Banco Bpm a un prezzo più alto del previsto e con un assorbimento di capitale di 240 punti sul Cet 1 che è sceso così dal 15,1% al 12,9%, «l’offerta soddisfa ancora i parametri finanziari di Unicredit».
Il Dpcm del 18 aprile sul golden power aveva fin da subito suscitato lo stupore del gruppo guidato da Andrea Orcel che il 21 aveva scritto al Mef per esporre le difficoltà ad applicare le prescrizioni lì contenute. Ma il fronte politico si è mostrato poco incline al dialogo e quindi, dopo che la Consob ha concesso un mese di sospensiva all’Ops, Unicredit ha deciso di aprire anche il fronte legale. Con l’obiettivo di «ottenere chiarezza e una valutazione formale indipendente sulla corretta applicazione» del golden power. Una mossa che, al momento, non cambia la linea del governo, viste le dichiarazioni del sottosegretario all’Economia, Federico Freni.
La banca vuole comunque manatenere un dialogo aperto con il fronte politico ma con il ricorso intende dimostrare come non ci siano i presupposti per l’esercizio dei poteri speciali, perché l’operazione coinvolge due banche con sede nello stesso Paese e dunque non c’ è minaccia per la sicurezza nazionale. E anche nel caso che il Tar non fosse dello stesso parere nell’ambito del ricorso Unicredit potrebbe chiedere la modifica delle condizioni imposte dal governo.
La procedura accelerata permetterà di avere un primo responso entro un mese ma poi il governo potrà appellarsi e si andrà al Consiglio di Stato. Tempi lunghi non compatibili con quelli dell’Ops. Così come saranno lunghi i tempi della procedura Eu Pilot avviata dalla Ue per verificare la corretta applicabilità del golden power da parte di uno stato membro.
Più stringente e subito efficace, invece, sarà l’autorizzazione in materia di concorrenza incardinata presso la DgComp che deve concludersi entro il 19 giugno. L’art.21 comma 4 del regolamento Ue prevede infatti che oltre alle eventuali eccedenze di sportelli la DgComp possa esprimersi, con provvedimento esecutivo, anche nel merito del golden power, decidendo se rientra nella sicurezza nazionale, se è proporzionato e se non viola leggi europee.