MILANO – Si riaccendono i fari sullo scandalo Dieselgate. Quattro ex manager della Volkswagen sono stati dichiarati colpevoli di truffa nell'ambito del processo sulla falsificazione delle emissioni di automobili munite di motore diesel. Per due imputati, scrivono i media tedeschi, è prevista una pena di diversi anni di detenzione.
Dalla scoperta della truffa alla crisi aziendale
La condanna da parte del Tribunale Regionale di Braunschweig arriva quasi dieci anni dopo la scoperta da parte dell'Agenzia statunitense per la protezione dell'ambiente (Epa) della manipolazione dei test sulle emissioni delle auto diesel. L’allora amministratore delegato del gruppo, Martin Winterkorn, lasciò l’incarico e la casa automobilistica tedesca scivolò in una delle più grandi crisi della storia dell'azienda, costata finora circa 33 miliardi di euro.
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La storia non è ancora finita
Il verdetto non è ancora definitivo e il procedimento legale non è ancora terminato. A Braunschweig, dopo il primo processo iniziato nel 2021 e il complesso caso contro Winterkorn, sono ancora aperti altri quattro procedimenti penali contro un totale di 31 imputati, ha affermato un portavoce del tribunale regionale.