Eppur si muove. Verrebbe da dire così, vedendo che da ultimo la Consob ha battuto un colpo nel concitato risiko che sta sconquassando il paludato mondo della finanza tricolore. Tra offerte e contro offerte, acquisti sui mercati e scalate più ostili che altro, la Commisione che vigila sui mercati fino ad oggi è stata più uno spettatore che un arbitro. Ora si è mossa sul golden power.
Lo stop di un mese
La Commissione che vigila sui mercati ha sospeso per 30 giorni l’offerta di acquisto di Unicredit su Banco Bpm perché a suo avviso non c’è abbastanza chiarezza. Una sensazione abbastanza diffusa sul mercato ma che ha sintetizzato meglio di tutti l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, quando si è chiamato fuori da qualsiasi partita. Staremo…
Eppur si muove. Verrebbe da dire così, vedendo che da ultimo la Consob ha battuto un colpo nel concitato risiko che sta sconquassando il paludato mondo della finanza tricolore. Tra offerte e contro offerte, acquisti sui mercati e scalate più ostili che altro, la Commisione che vigila sui mercati fino ad oggi è stata più uno spettatore che un arbitro. Ora si è mossa sul golden power.
Lo stop di un mese
La Commissione che vigila sui mercati ha sospeso per 30 giorni l’offerta di acquisto di Unicredit su Banco Bpm perché a suo avviso non c’è abbastanza chiarezza. Una sensazione abbastanza diffusa sul mercato ma che ha sintetizzato meglio di tutti l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, quando si è chiamato fuori da qualsiasi partita. Staremo fermi – disse – perché la situazione è «abbastanza caotica e confusionaria». E la situazione su Unicredit lo è davvero. Oltre agli acquisti su Commerz e Generali, la banca guidata da Andrea Orcel ha lanciato un’offerta di scambio su Banco Bpm partita il 28 aprile e che sarebbe dovuta finire il 23 giugno. Ma dieci giorni prima dell’avvio, il governo si è avvalso del golden power per mettere alcuni paletti all’operazione, nella speranza, mai esplicitamente dichiarata, di indurre Orcel a desistere perché il suo progetto di annessione è in contrasto con quello appoggiato dal governo, soprattutto lato Lega, di costruire un terzo polo bancario intorno a Banco Bpm. (Parentesi: un progetto, a nostro avviso altrettanto legittimo, ma che dovrebbe nascere da e sul mercato e non per vincoli governativi). Le prescrizioni del golden power sono abbastanza stringenti, perché costringerebbero la banca acquirente a vincolare la propria liquidità a parametri fissi, quindi rischiosi; a investire obbligatoriamente in titoli italiani, senza la possibilità di diversificare il rischio a seconda delle necessità e infine a lasciare la Russia (forse l’unica richiesta opportuna, ma senza alcun rischio per la sicurezza nazionale) nel giro di pochi mesi con un impatto negativo sul capitale di Unicredit.
La mossa di Unicredit
Ora, per la Consob che deve tutelare chi compra e vende questi vincoli sono «fatti nuovi» e «non resi noti in precedenza», tali da dover chiedere una integrazione di informativa a Unicredit per spiegare meglio al mercato la nuova situazione. In effetti, sebbene la banca avesse citato anche il golden power tra le possibili motivazioni per una sospensione dell’offerta, non se ne conosceva tuttavia il contenuto. In più Unicredit ha aggiunto ulteriore incertezza chiedendo al governo di modificarlo. La sospensione di 30 giorni dovrebbe essere sufficiente quanto meno a ricevere una risposta sia in un senso che nell’altro, col risultato che, se fosse negativa, come hanno lasciato intendere alcuni politici della maggioranza, farebbe chiarezza e permetterebbe agli azionisti di Bpm di formarsi un “fondato giudizio” sull’offerta. Se invece si aprisse la trattativa, 30 giorni non basterebbero certamente per arrivare a una soluzione finale, chiara per tutti.