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Parte oggi il nuovo Btp Italia: rendimento minimo all’1,85%, premio fedeltà e cedola semestrale

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Via agli acquisti dei piccoli risparmiatori, a partire da mille euro. È indicizzato all’inflazione e scade dopo 7 anni, cedola semestrale
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È stato fissato all’1,85% il rendimento minimo annuo del Btp Italia – con scadenza a sette anni – che va in collocamento da oggi a giovedì per gli investitori individuali, con la mattinata di venerdì riservata agli istituzionali. Nell’ultimo giorno di emissione verrà fissato il rendimento definitivo, che potrà essere uguale (come di solito avviene) o superiore a quello stabilito ieri, ma non inferiore.

L’acquisto del titolo durante il collocamento può avvenire inviando l’ordine tramite il proprio servizio di internet banking, inserendo il codice identificativo Isin: IT0005648248. In alternativa è possibile recarsi presso lo sportello della propria banca o in un ufficio postale. L’ordine minimo è di mille euro, con la possibilità di acquistare multipli di questa cifra. Non è prevista alcuna commissione bancaria a carico degli investitori per la sottoscrizione durante l’emissione. Mentre, se la compravendita avviene una volta collocato il titolo sul mercato, il costo dipende dalle tari…

È stato fissato all’1,85% il rendimento minimo annuo del Btp Italia – con scadenza a sette anni – che va in collocamento da oggi a giovedì per gli investitori individuali, con la mattinata di venerdì riservata agli istituzionali. Nell’ultimo giorno di emissione verrà fissato il rendimento definitivo, che potrà essere uguale (come di solito avviene) o superiore a quello stabilito ieri, ma non inferiore.

L’acquisto del titolo durante il collocamento può avvenire inviando l’ordine tramite il proprio servizio di internet banking, inserendo il codice identificativo Isin: IT0005648248. In alternativa è possibile recarsi presso lo sportello della propria banca o in un ufficio postale. L’ordine minimo è di mille euro, con la possibilità di acquistare multipli di questa cifra. Non è prevista alcuna commissione bancaria a carico degli investitori per la sottoscrizione durante l’emissione. Mentre, se la compravendita avviene una volta collocato il titolo sul mercato, il costo dipende dalle tariffe fissate dal proprio istituto.

Btp Italia a 7 anni, premio fedeltà all’1%

Oltre al rendimento minimo e al recupero dell’inflazione, è previsto un premio fedeltà dell’1% per chi acquista il titolo durante l’emissione e lo mantiene in portafoglio fino a scadenza. Il che si spiega con la volontà del governo di aumentare la quota di debito pubblico in mano alle famiglie italiane, in modo da limitare i rischi di volatilità in caso di attacchi speculativi dei grandi fondi.

I Btp Italia, caratterizzati da cedole corrisposte su base semestrale, sono gli unici titoli di Stato del nostro Paese indicizzati al tasso di inflazione nazionale. Ogni sei mesi pagano interessi a tasso fisso sul capitale rivalutato all’aumento del costo della vita nel semestre di riferimento, sulla base dell’indice Istat sui prezzi al consumo per famiglie di operai e impiegati (Foi), con esclusione dei tabacchi. “Alla luce delle attuali aspettative di inflazione, il rendimento dovrebbe essere inferiore a quello garantito dagli altri titoli di Stato paragonabili”, è l’analisi di Andrea Faraggiana, managing partner e direttore generale di Smart Capital. Per avere qualche riferimento, attualmente i Btp a tre anni offrono un rendimento lordo intorno al 3,3% annuo, mentre quelli a dieci anni rendono poco meno del 4%. Il che non significa necessariamente che le diverse soluzioni siano da considerare alternative, dato che un portafoglio ben diversificato dovrebbe presentare scadenze (oltre che asset class ed emittenti) differenti.

Btp Italia, quando conviene investire

Per altro Paolo Pescetto, founder e presidente di RedFish LongTerm Capital, sottolinea l’incertezza di fondo, con le prospettive di dazi incrociati che potrebbero portare a un’accelerazione improvvisa dell’inflazione. Il che lo spinge a dire che si tratta di un’opzione da considerare per il basso rischio emittente e nella prospettiva di proteggere il valore reale del proprio patrimonio.

Un altro aspetto da considerare è che, nel caso di vendita anticipata rispetto alla scadenza, il titolo potrebbe valere di più o di meno rispetto al prezzo di emissione. La tassazione sui guadagni è del 12,5%, in linea con gli altri titoli di Stato. Mentre l’aliquota ordinaria (che si applica ad esempio sul capital gain di azioni, obbligazioni, conti deposito e così via) è del 26%. Inoltre da quest’anno i titoli di Stato non vengono più considerati nell’Isee, per cui la detenzione di questi titoli non esclude l’accesso a prestazioni sociali agevolate, bonus e agevolazioni fiscali. Il vantaggio riguarda sia il capitale investito, che gli interessi maturati

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