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Dazi con gli Usa, pressing dei leader Ue Sefcovic: “Colloqui costruttivi”

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Telefonata tra von der Leyen e la premier Meloni. Il cancelliere Merz: “Il conflitto va risolto
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Bruxelles – Buoni colloqui, la Commissione resta pienamente impegnata in sforzi costruttivi e mirati a compire un passo per un accordo. Continuiamo a rimanere in costante contatto». Il commissario Ue al Commercio, Maros Sefcovic, dopo le telefonate con il “collega” americano Howard Lutnick e con il negoziatore Jamieson Greer, è un po’ più ottimista rispetto ai giorni scorsi sulla possibilità di porre fine alla guerra dei dazi con gli Usa. Ma solo un poco perché al di là delle buone intenzioni e della disponibilità di Donald Trump ad aspettare il 9 luglio prima di far scattare le tariffe del 50 per cento, nei due colloqui progressi effettivi non sono stati ancora completi. A differenza dei contatti delle settimane precedenti, però, il filo del dialogo non si è interrotto. E anzi proseguirà anche nei prossimi giorni.

Trattative Usa-Ue sui dazi

Del resto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e il presidente degli Stati Uniti Trump, l’altro ieri «hanno concordat…

Bruxelles – Buoni colloqui, la Commissione resta pienamente impegnata in sforzi costruttivi e mirati a compire un passo per un accordo. Continuiamo a rimanere in costante contatto». Il commissario Ue al Commercio, Maros Sefcovic, dopo le telefonate con il “collega” americano Howard Lutnick e con il negoziatore Jamieson Greer, è un po’ più ottimista rispetto ai giorni scorsi sulla possibilità di porre fine alla guerra dei dazi con gli Usa. Ma solo un poco perché al di là delle buone intenzioni e della disponibilità di Donald Trump ad aspettare il 9 luglio prima di far scattare le tariffe del 50 per cento, nei due colloqui progressi effettivi non sono stati ancora completi. A differenza dei contatti delle settimane precedenti, però, il filo del dialogo non si è interrotto. E anzi proseguirà anche nei prossimi giorni.

Trattative Usa-Ue sui dazi

Del resto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e il presidente degli Stati Uniti Trump, l’altro ieri «hanno concordato sia di accelerare i negoziati commerciali sia di rimanere in stretto contatto. Questi negoziati – ha spiegato la portavoce europea - sono complessi e richiedono tempo. Ora, con questa chiamata, c’è anche un nuovo impulso per i negoziati». E dopo questa telefonata von der Leyen ha chiamato diversi capi di Stato e di governo, tra cui Meloni, Macron e Merz, per informarli dell’esito del colloquio.

Ma il punto è come l’Europa può andare incontro alle richieste della Casa Bianca. Bruxelles insiste per la cosiddetta proposta “zero per zero”, ossia la cancellazione di tutti i dazi. Il tycoon vuole effetti concreti, sostanzialmente che riducano il deficit commerciale statunitense sui beni. «A me non interessano i calzini o le magliette ma i carri armati», è una delle frasi di Trump riferite ai negoziatori del Vecchio Continente. Ieri, allora, l’Ue ha fatto partire la discussione da tre punti: maggiori acquisti di gas liquido, maggiori acquisti di armi e nessuna sponda con la Cina. A Bruxelles sono consapevoli che il capo di Washington ragiona in termini monetari e pretende che nell’intesa ci siano capitoli precisi su questi punti e non solo «cooperazioni».

Tra l’altro non tutti nell’Unione sono convinti di aver il coltello dalla parte del manico per quanto riguarda i dazi sui servizi (settore dove invece gli Usa hanno un surplus), e quindi sulle “Big Tech”. Una parte degli uffici di Palazzo Berlaymont sta facendo presente ai “negoziatori” che applicare le tariffe ad aziende il cui prodotto è virtuale e non radicato su un territorio, non è facilissimo. Non si tratta solo di aumentare il costo per i clienti – questo avviene sempre per tutti i dazi – ma proprio di applicazione concreta della tariffa.

Il francese Emmanuel Macron, dopo la telefonata della presidente della Commissione, si è detto «fiducioso» sul buon esito dei negoziati: «I colloqui procedono bene, c’è stato un buon confronto tra il presidente Trump e la presidente von der Leyen. Spero che potremo continuare su questa strada che dovrebbe portarci a tornare a dei dazi più bassi possibile». «Io non vorrei – gli ha fatto eco il cancelliere tedesco Merz - che questo conflitto arrivasse a una escalation e vorrei che si risolvesse» ma «dobbiamo prepararci a difendere i nostri interessi». E una frecciata all’indirizzo della Casa Bianca è stata scoccata dalla presidente della Bce, Christine Lagarde, che ha criticato il «linguaggio terribile» del presidente Usa: «Affermare che l’Ue sia stata creata con l’intenzione di danneggiare gli Stati Uniti è del tutto controintuitivo. È in contrasto con la storia».

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