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La Svizzera ringrazia Trump: ad aprile esportazioni record di orologi di lusso

(reuters)

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La paura dei dazi ha fatto balzare le vendite in Usa nel quarto mese dell’anno del 149,5%, invertendo il declino che va avanti da mesi
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MILANO – Nella tempesta perfetta che si è creata sui mercato dal Liberation day dello scorso 2 aprile per l’annuncio della politica dei dazi voluti da Donald Trump, continuano a emergere notizie curiose. Dopo l’isola dei pinguini, ovvero Norfolk, che fa sempre parte dei territori esterni australiani, tassata ancorché disabitata, la Svizzera per la prima volta da mesi inverte la rotta delle esportazioni dei suoi orologi di lusso.

Vendite record ad aprile: + 149,5%

E sì perché ad aprile, la paura delle tariffe americane che il 2 aprile erano state fissate al 31%, ha fatto impennare le richieste americane di orologi di lusso del 149,5% a 852 milioni di franchi. Morale: dopo tre mesi di esportazioni in calo, con un colpo di coda la Svizzera ha invertito la rotta del suo export in aprile, tornando in positivo.

La Federazione dell'industria dell’orologeria (FH) elvetica, nel quarto mese dell'anno ha infatti annunciato che le esportazioni dei cronografi si sono attestate a 2,5 miliardi …

MILANO – Nella tempesta perfetta che si è creata sui mercato dal Liberation day dello scorso 2 aprile per l’annuncio della politica dei dazi voluti da Donald Trump, continuano a emergere notizie curiose. Dopo l’isola dei pinguini, ovvero Norfolk, che fa sempre parte dei territori esterni australiani, tassata ancorché disabitata, la Svizzera per la prima volta da mesi inverte la rotta delle esportazioni dei suoi orologi di lusso.

Vendite record ad aprile: + 149,5%

E sì perché ad aprile, la paura delle tariffe americane che il 2 aprile erano state fissate al 31%, ha fatto impennare le richieste americane di orologi di lusso del 149,5% a 852 milioni di franchi. Morale: dopo tre mesi di esportazioni in calo, con un colpo di coda la Svizzera ha invertito la rotta del suo export in aprile, tornando in positivo.

La Federazione dell'industria dell’orologeria (FH) elvetica, nel quarto mese dell'anno ha infatti annunciato che le esportazioni dei cronografi si sono attestate a 2,5 miliardi di franchi, in progressione del 18,2%, solo grazie al boom negli Usa, perché alcuni Paesi chiave come Singapore (-9% a 132 milioni), Cina continentale (-31% a 132 milioni) e Hong Kong (-23% a 131 milioni) continuano segnare il passo da mesi, mettendo sotto pressione soprattutto i cronografi di lusso elvetici, ovvero quelli da 3mila franchi in su.

Senza Trump, orologi svizzeri in calo da mesi

Senza il boom di vendite in Nord America aprile sarebbe stato un altro mese in declino, e il saldo dei primi quattro mesi dell’anno nonostante l'exploit del Liberation day resta in rosso: infatti le esportazioni sono state pari a 8,32 miliardi di franchi (8,48 miliardi di euro), il 2,6% in meno in rapporto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Insomma Trump ha salvato gli orologi svizzeri, o almeno ha attenuato il loro declino, anche se gli analisti di Bernstein si aspettano che questa sia una rondine che non faccia primavera, perché quelle orologerie Usa che hanno fatto scorta ad aprile per Paura delle tariffe, non torneranno a comprare in massa a maggiore e giugno.

Intanto i prezzi negli Usa sono già aumentati

Intanto in attesa di capire cosa resterà della politica dai dazi Usa – che per l’Europa sono stati rinviati al 9 luglio- tante aziende si sono già portate avanti aumentando i prezzi, lo ha fatto i colossi del lusso Lvmh e Hermés- ad esempio- scommettendo che i ricchi non saranno spaventati dall’aumento dei prezzi di bauli e foulard, ma lo ha fatto anche la più americana delle aziende di calzature, ovvero Nike.

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