Unicredit, Giorgetti: "Avanti con il golden power". Ma Tajani: "Rivedere prescrizioni sulla Russia"
di Giuseppe ColomboROMA - Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, tiene il punto sul golden power che il governo ha prescritto nei confronti di Unicredit per l’Ops che punta all’acquisizione di Banco Bpm. Parlando a margine del dibattito in Senato sulla riforma della legge di contabilità, il titolare del Tesoro ha detto: “C'è un golden power che prevede una procedura di monitoraggio e questo monitoraggio è stato avviato. Nella procedura di monitoraggio, Unicredit e Banco Bpm hanno detto le loro osservazioni. Noi andremo avanti nel monitoraggio e daremo le riposte che dovremo dare”.
Ma il leader di Forza Itaia e vicepremier, Antonio Tajani, chiede di rivedere le prescrizioni. “Assolutamente sì”, risponde ai giornalisti a Palazzo Madama che gli chiedevano se fosse favorevole a rimettere mano ai paletti previsti dal Dpcm sul golden power approvato il 18 aprile dal Consiglio dei ministri.
ROMA - Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, tiene il punto sul golden power che il governo ha prescritto nei confronti di Unicredit per l’Ops che punta all’acquisizione di Banco Bpm. Parlando a margine del dibattito in Senato sulla riforma della legge di contabilità, il titolare del Tesoro ha detto: “C'è un golden power che prevede una procedura di monitoraggio e questo monitoraggio è stato avviato. Nella procedura di monitoraggio, Unicredit e Banco Bpm hanno detto le loro osservazioni. Noi andremo avanti nel monitoraggio e daremo le riposte che dovremo dare”.
Ma il leader di Forza Itaia e vicepremier, Antonio Tajani, chiede di rivedere le prescrizioni. “Assolutamente sì”, risponde ai giornalisti a Palazzo Madama che gli chiedevano se fosse favorevole a rimettere mano ai paletti previsti dal Dpcm sul golden power approvato il 18 aprile dal Consiglio dei ministri.
Giorgetti: “Se ci fosse disallineamento con Meloni, mi dimetterei”
Il titolare del Mef ha assicurato che le risposte nell’ambito del monitoraggio saranno date “in assoluto coordinamento tra Mef e Palazzo Chigi, assoluto. Dall'inizio del primo giorno – ha sottolineato - c’è coordinamento tra Palazzo Chigi e Mef, tra Giorgetti e Meloni. Se ci fosse un minimo di disallineamento non troverete l’annuncio delle dimissioni, troverete le dimissioni perché le dimissioni non si annunciano ma si fanno, è chiaro?".
A chi gli chiedeva della disponibilità del presidente della Consob Paolo Savona a dimettersi in mancanza di fiducia del governo, il ministro ha risposto: "Ho appena detto come si fa".
Tajani: “Non è in ballo la sicurezza nazionale”
Critico, come si diceva, Tajani. “Già si è perso tempo perché non si decide, ci ho messo la faccia sulla difesa delle imprese in Russia e non faccio marcia indietro”, ha aggiunto. “Mi interessa difendere 270 aziende che lavorano là nel rispetto delle sanzioni, nessuna altra banca è in grado di dare sostegno alle imprese in Russia. Intesa Sanpaolo se ne sta andando”.
Quindi bisognerebbe dare più tempo? "Siccome è già passato un mese, i nove mesi devono essere almeno nome mesi effettivi”, ha detto Tajani. Sulle altre prescrizioni il vicepremier ha ribadito di avere “riserve sulla base giuridica dell’intero golden power: non è un mistero, lo abbiamo messo a verbale. Secondo noi non è in ballo la sicurezza nazionale”.