New York – Il colosso dell’intelligenza artificiale ha chiuso il primo trimestre dell’anno a 44,1 miliardi di dollari, sopra le attese degli analisti. La domanda per le infrastrutture chiave per l’intelligenza artificiale è «incredibilmente forte», ha commentato l’amministratore delegato Jensen Huang, sottolineando che la società resta al centro della trasformazione. I ricavi sono aumentati del 14 per cento rispetto al trimestre precedente e del 69 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.
Nvidia prevede per il secondo trimestre dell’esercizio fiscale ricavi per 45 miliardi di dollari «più o meno il 2%». «L’outlook riflette la perdita di ricavi per il chip H20 per circa 8 miliardi in seguito alle recenti limitazioni alle esportazioni», ha affermato il gigante tecnologico.
I dati, i più attesi a Wall Street, sono stati resi pubblici a chiusura delle contrattazioni. La domanda che gli analisti si facevano alla vigilia era: quanto la guerra dei dazi lanciata dall’ammini…
New York – Il colosso dell’intelligenza artificiale ha chiuso il primo trimestre dell’anno a 44,1 miliardi di dollari, sopra le attese degli analisti. La domanda per le infrastrutture chiave per l’intelligenza artificiale è «incredibilmente forte», ha commentato l’amministratore delegato Jensen Huang, sottolineando che la società resta al centro della trasformazione. I ricavi sono aumentati del 14 per cento rispetto al trimestre precedente e del 69 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.
Nvidia prevede per il secondo trimestre dell’esercizio fiscale ricavi per 45 miliardi di dollari «più o meno il 2%». «L’outlook riflette la perdita di ricavi per il chip H20 per circa 8 miliardi in seguito alle recenti limitazioni alle esportazioni», ha affermato il gigante tecnologico.
I dati, i più attesi a Wall Street, sono stati resi pubblici a chiusura delle contrattazioni. La domanda che gli analisti si facevano alla vigilia era: quanto la guerra dei dazi lanciata dall’amministrazione Trump alla Cina avrebbe lasciato il segno su Nvidia? I risultati sono stati superiori alle attese, gli effetti negativi meno del previsto.
Il titolo era salito a metà seduta dello 0,12% in una giornata debole per i listini americani. Il colosso dei chip ha beneficiato di una vasta domanda interna, soprattutto perché i suoi maggiori clienti, i cosiddetti hyperscaler AI di Wall Street, le aziende tecnologiche che forniscono infrastrutture cloud su scala globale, hanno continuato a investire una montagna di soldi, miliardi di dollari, per costruire data center di super potenza. Gli investitori hanno tenuto d’occhio anche i commenti sulle vendite di chip in Cina, considerato che Nvidia, come detto, deve affrontare una serie di ulteriori controlli sulle esportazioni statunitensi e con l’aumento della concorrenza cinese. Il 9 aprile, con una iniziativa che aveva sorpreso gli investitori, il governo americano aveva notificato alla compagnia che avrebbe dovuto ottenere autorizzazioni per vendere il suo processore H20 in Cina e in altri mercati sottoposti a restrizioni. La mossa ha impedito a Nvidia di vendere il suo processore più popolare. Di recente l’amministratore delegato Huang aveva criticato le restrizioni all’esportazione degli Stati Uniti, definendole un “fallimento”. Il Ceo ha anche previsto che la Cina diventerà un mercato da 50 miliardi di dollari nei prossimi anni.