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“Daremo risposte a Unicredit”. Giorgetti e Tajani allo scontro

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Forza Italia chiede al governo di cambiare il decreto golden power su Banco Bpm. Il ministro dell’Economia dice no: “Se fossi in disaccordo con Meloni mi dimetterei”
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“Gli daremo le risposte che dovremo dare”. Ma - aggiunge Giancarlo Giorgetti - il perimetro delle interlocuzioni con Unicredit resta quello del monitoraggio previsto dal decreto golden power. Niente ripensamenti o passi indietro sui paletti imposti dal governo alla banca guidata da Andrea Orcel nell’ambito dell’Ops su Banco Bpm. Ma il vicepremier in quota Forza Italia, Antonio Tajani, non la pensa così: le prescrizioni sull’uscita dell’istituto dalla Russia vanno riviste.

Il botta e risposta a distanza tra i due ministri va in scena al Senato. Prima di entrare in aula per il dibattito sulla riforma della legge di contabilità, il titolare del Tesoro tiene il punto. “C’è un golden power - spiega - che prevede una procedura di monitoraggio e questo monitoraggio è stato avviato”.

“Gli daremo le risposte che dovremo dare”. Ma - aggiunge Giancarlo Giorgetti - il perimetro delle interlocuzioni con Unicredit resta quello del monitoraggio previsto dal decreto golden power. Niente ripensamenti o passi indietro sui paletti imposti dal governo alla banca guidata da Andrea Orcel nell’ambito dell’Ops su Banco Bpm. Ma il vicepremier in quota Forza Italia, Antonio Tajani, non la pensa così: le prescrizioni sull’uscita dell’istituto dalla Russia vanno riviste.

Il botta e risposta a distanza tra i due ministri va in scena al Senato. Prima di entrare in aula per il dibattito sulla riforma della legge di contabilità, il titolare del Tesoro tiene il punto. “C’è un golden power - spiega - che prevede una procedura di monitoraggio e questo monitoraggio è stato avviato”.

C’è anche il ricorso al Tar presentato dall’istituto di Piazza Gae Aulenti. Per il titolare del Tesoro "è un loro diritto, vanno tutti in tribunale in questo Paese, la causa non si nega a nessuno”. Ma, annota, “la cosa si incasina”. In ogni caso, spiega, si va avanti con il monitoraggio. E le risposte a Unicredit e Banco, “che hanno detto le loro osservazioni”, saranno date “in assoluto coordinamento tra Mef e Palazzo Chigi, assoluto”. Giorgetti ripete il concetto, questa volta citando il rapporto con la premier: “Dall’inizio del primo giorno c’è coordinamento tra Giorgetti e Meloni. Se ci fosse un minimo di disallineamento - dice ai cronisti - non troverete l’annuncio delle dimissioni, troverete le dimissioni perché le dimissioni non si annunciano ma si fanno, è chiaro?”. E la disponibilità del presidente della Consob, Paolo Savona, a dimettersi se la fiducia del governo dovesse venire meno? “Ho appena detto come si fa”, replica.

Il passo indietro in caso di divergenze con Palazzo Chigi è letto in ambienti di maggioranza come un avviso a Giorgia Meloni. Come a dire: o si va avanti, uniti, sul golden power o arriveranno le dimissioni. Come ricostruito da Repubblica attraverso fonti di governo, Palazzo Chigi valuta di rimettere mano alle prescrizioni, in particolare all’obbligo di allineare il rapporto tra depositi e impieghi del polo bancario nascente al livello, superiore, di Banco Bpm.

E poi c’è la contrarietà di Forza Italia. Sarebbe favorevole a rivedere le prescrizioni sulla Russia?, chiedono i giornalisti a Tajani. “Assolutamente sì, ci ho messo la faccia sulla difesa delle imprese” italiane in Russia “e non faccio marcia indietro di fronte a nessuno”, risponde. Poi lancia un avviso a Meloni e Giorgetti. “Se dobbiamo tornare in Cdm per decidere i tempi” per l’uscita di Unicredit dalla Russia “i tempi sono quelli, io sennò non lo voto. O sono i nove mesi” previsti dal Dpcm “o niente”.

Gli scontri sul golden power tra i ministri italiani sono monitorati da vicino anche dalla Ue, a cui Unicredit ha notificato la pratica per verificare i limiti antitrust nel caso di fusione con Banco Bpm. Fascicolo che permette a Bruxelles di intervenire anche in materia di golden power.

Ieri la Commissione è passata all’azione in Spagna ammonendo il governo spagnolo su un eventuale blocco dell’operazione Bbva-Banco Sabadell. "Se la luce verde è arrivata sia dalla Bce che dall’autorità della concorrenza spagnola - ha sottolineato Olog Gill, portavoce della Commissione - non ci sono le basi per fermare un’operazione basandosi sulle decisioni discrezionali di un governo membro”.

In attesa delle prossime mosse, Unicredit prosegue nella sua campagna acquisti fuori dall’Italia incrementando dal 10 al 20% la sua partecipazione nella greca Alpha Bank. Operazione che sta generando un ritorno sul capitale del 16% e che ha incassato il plauso del governatore della banca centrale ellenica.

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